Il Commento: Dall’Interazione all’Espansione Cognitiva nel Linguaggio Infantile

Nel vasto panorama degli usi cognitivi del linguaggio, Jacqueline Bickel individua nel “commento” un’attività elementare ma cruciale, che affianca la più semplice “denominazione” nella fase precoce dello sviluppo infantile. Entrambe queste funzioni, sebbene inizialmente eseguibili con parole isolate o brevi sintagmi, fungono da catalizzatori per l’espansione lessicale e la comprensione concettuale del bambino prescolare, in un processo guidato e modellato dall’interazione con l’adulto.

Il commento, come la denominazione, non emerge spontaneamente in forma completa, ma richiede un’attenta “modellazione da parte dell’adulto”. Questo processo di scaffolding linguistico si manifesta quando l’adulto verbalizza osservazioni sulle azioni o sulle proprietà di persone, animali e oggetti che catturano l’interesse del bambino. L’aspetto distintivo del commento, rispetto alla mera denominazione, risiede nella sua capacità di sottolineare azioni relative a trasformazioni o movimenti. Frasi come “è caduto”, “si è rotto”, “non c’è più”, “è andato via” non si limitano a identificare un oggetto, ma descrivono uno stato dinamico, un cambiamento o un’assenza, introducendo il bambino alla comprensione di concetti più complessi come la permanenza dell’oggetto, la causalità e la sequenza temporale.

L’impatto del commento sull’espansione lessicale è profondo e multidimensionale. Inizialmente, il commento può estendersi dall’oggetto alle sue parti (“la ruota della macchina”) e, crucialmente, ai suoi attributi, introducendo gli aggettivi (“la palla è rossa“, l’acqua è calda“). Questa acquisizione lessicale non è statica; Bickel evidenzia un’evoluzione del sostantivo che, partendo dall’identificazione di singoli elementi, progredisce verso i nomi di classe (passando da “questo cane” a “tutti i cani sono animali“), per poi giungere alla derivazione (da “fiore” a “fiorista”) e, infine, all’astrazione (da azioni concrete a concetti come “felicità” o “giustizia”). Il commento, quindi, non solo arricchisce il vocabolario del bambino con nuove parole, ma lo aiuta a organizzare cognitivamente il mondo attraverso categorie e relazioni sempre più sofisticate.

Parallelamente, il commento riveste un ruolo fondamentale nella codifica del verbo, che segue una traiettoria evolutiva ben definita. Dagli iniziali verbi di azione, movimento e trasformazione (come “fare”, “correre”, “rompere”), che descrivono eventi tangibili e immediatamente osservabili, il bambino viene guidato verso la comprensione e l’uso di verbi più astratti. Questa progressione include i verbi di riflessione (“pensare”, “credere”, “scegliere”), che aprono la strada alla verbalizzazione di stati interni, intenzioni e processi mentali. L’ampliamento si estende anche alla codifica di termini relativi alla collocazione (“è dentro”, “sopra”) e alle relazioni spaziali (“davanti a”, “accanto a”), indispensabili per descrivere la posizione e l’orientamento degli oggetti nello spazio, affinando la percezione e la rappresentazione mentale dell’ambiente.

Il culmine di questo processo si manifesta quando il bambino stesso inizia a imitare i primi commenti, riferendosi non solo al mondo esterno, ma anche alle proprie azioni, sia quelle appena compiute sia quelle che sta compiendo. Questa auto-verbalizzazione (“ho rotto il giocattolo”, “sto disegnando”) è un indicatore significativo dello sviluppo di una meta-cognizione linguistica e di una crescente consapevolezza di sé nel contesto delle proprie azioni. Il bambino non è più solo un recettore passivo di input linguistici, ma diventa un produttore attivo di senso, utilizzando il linguaggio per organizzare la propria esperienza e per comunicare le proprie osservazioni e intenzioni.

In sintesi, il “commento” nella prospettiva di Jacqueline Bickel non è un mero esercizio linguistico, ma una potente leva per lo sviluppo cognitivo integrale del bambino. Attraverso l’osservazione delle trasformazioni, l’arricchimento del lessico con aggettivi e categorie, l’evoluzione della comprensione verbale e la verbalizzazione delle proprie azioni, il commento funge da ponte tra la percezione sensoriale e la rappresentazione simbolica, costruendo le fondamenta per una padronanza linguistica e una comprensione del mondo sempre più mature e sofisticate.

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