Contributi al convegno “In ricordo di G. Giuntoli”
Introduzione della presidente Paolina Dal Bon – Saluti al convegno dei figli Michele e Chiara e delle autorità. Attraverso le testimonianze dei figli,Michele e Chiara, e delle istituzioni, scopriamo il ritratto di un uomo che ha dedicato la vita al benessere dei bambini, considerato la chiave essenziale per sbloccare ogni potenziale cognitivo. Il suo metodo si fonda su tre pilastri intramontabili: la tenerezza che accoglie, la fermezza che guida e la coerenza che rassicura. Un’eredità preziosa per insegnanti, genitori ed educatori che credono in un’educazione capace di far fiorire la persona.
In questa testimonianza, l’insegnante Rosaria Pedri racconta come il metodo del Professor Giuntoli abbia trasformato il suo modo di fare scuola. Attraverso esempi concreti e quotidiani, Rosaria spiega l’importanza di superare la didattica delle “fotocopie” per puntare su una relazione autentica e sul fare insieme. Il cuore del suo racconto è la forza della metodologia strutturata: lavorando in piccoli gruppi e ripetendo procedure precise, il bambino non solo impara un compito, ma acquisisce sicurezza, linguaggio e autonomia. È la dimostrazione pratica di come tenerezza, fermezza e coerenza possano far fiorire le capacità di ogni alunno, rendendolo protagonista del proprio apprendimentoApprendimento 'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialità di pensiero e di linguaggio, come talora dà l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sarà invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialità, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non è soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che è predestinata già fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578
In questo video, l’insegnante Claudia Melloni racconta come il metodo del Professor Giuntoli l’abbia portata a cambiare sguardo sui bambini, imparando a diventare “il sole” per ognuno di loro. Il cuore dell’intervento è la storia di Filippo, un bambino adottato con profonde ferite affettive. Attraverso una collaborazione costante tra scuola e famiglia e l’uso sapiente di fermezza e tenerezza, è stato possibile armonizzare la sua personalità e superare gravi fragilità iniziali. È una testimonianza di speranza che mostra come, con il giusto metodo educativo, un bambino in difficoltà possa trasformarsi in un uomo felice, laureato e pienamente realizzato.
In questo video, l’insegnante Simona Natali illustra come l’Istituto “Don Milani” applichi il metodo Galileo per rendere la matematica un’esperienza concreta e appassionante. Attraverso l’uso di strumenti intuitivi come l’abaco regolato e l’introduzione di piccoli robot come il Bee-Bot, i bambini imparano a padroneggiare i numeri e le sequenze logiche divertendosi. Il cuore del progetto è il lavoro di gruppo, pensato per far sì che ogni alunno, rispettando i propri tempi, possa sentirsi competente e sicuro di sé.
In questo video, l’insegnante Alessandra Torregiani spiega come il metodo Galileo metta al centro la relazione affettiva tra maestra e bambino, considerata la base indispensabile per ogni apprendimento. Per illustrare questo approccio, Alessandra presenta il progetto creativo di “Verdolfo”: una storia sull’ecologia interamente inventata, disegnata e costruita dai bambini. Attraverso il lavoro in piccoli gruppi, i piccoli hanno imparato a strutturare il linguaggio e le sequenze logiche, diventando i veri protagonisti del racconto. È un esempio perfetto di come una guida empatica e una didattica attiva possano trasformare un tema importante come il rispetto dell’ambiente in un percorso di crescita e fiducia nelle proprie capacità.
