La complessità del comportamento umano, dalla semplice reazione riflessa alla più sofisticata espressione del pensiero, è orchestrata da una miriade di interconnessioni neuronali, i cosiddetti circuiti nervosi. Jacqueline Bickel, descrivendo la natura di queste connessioni, ci introduce a un concetto fondamentale della neurofisiologia: la sinapsi. Questa non è solo un punto di contatto, ma uno spazio enigmatico e dinamico attraverso cui l’informazione viaggia, plasmando la nostra percezione, i nostri pensieri e le nostre azioni.

L’affermazione che “I neuroni si collegano fra loro formando circuiti nervosi, che corrispondono a comportamenti” è il fulcro di questa comprensione. Non è un singolo neurone a definire un comportamento, ma piuttosto la complessa architettura e il funzionamento coordinato di migliaia, se non milioni, di neuroni interconnessi. Ogni pensiero, ogni emozione, ogni movimento è il risultato dell’attivazione di specifici circuiti nervosi. La bellezza di questa organizzazione risiede nella sua capacità di generare una vasta gamma di risposte a partire da unità cellulari relativamente semplici.

Tuttavia, il modo in cui questi neuroni si collegano è cruciale e sorprendentemente controintuitivo: “senza che si stabilisca mai un contatto diretto”. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, le cellule nervose non si toccano fisicamente. Tra le “fibrille terminali dell’assone” (la parte del neurone che trasmette il segnale) e le “fibrille dendritiche di neuroni vicini” (la parte del neurone che riceve il segnale), esiste sempre un “esiguo spazio libero”. Questo spazio, seppur infinitesimale, è di vitale importanza; è il punto focale in cui l’impulso nervoso deve compiere un “salto”.

Il processo attraverso cui “l’impulso nervoso possa trasmettersi da un neurone all’altro” è mediato da una trasformazione notevole. L’onda elettrica che percorre l’assone del neurone presinaptico non “salta” direttamente lo spazio intersinaptico come una scarica elettrica convenzionale. Piuttosto, al termine dell’assone, l’impulso elettrico innesca il rilascio di neurotrasmettitori, sostanze chimiche che diffondono attraverso lo spazio sinaptico. Questi neurotrasmettitori si legano a recettori specifici sul neurone postsinaptico, generando un nuovo impulso elettrico in quella cellula. È questa complessa danza elettrochimica che permette la comunicazione tra neuroni.

Questa connessione operata in tal modo è detta sinapsi. Il termine “sinapsi” (dal greco “synápsis”, che significa “connessione”) incarna perfettamente l’idea di un punto di giunzione dove l’informazione viene trasferita. Ogni sinapsi è una micro-unità di elaborazione, un piccolo ma potente decisore che determina se e come un segnale verrà propagato lungo il circuito nervoso. La forza e l’efficacia di queste sinapsi non sono statiche; esse possono essere modificate dall’esperienza, un fenomeno noto come plasticità sinaptica, che è alla base dell’apprendimentoApprendimento 'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialità di pensiero e di linguaggio, come talora dà l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sarà invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialità, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non è soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che è predestinata già fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578 e della memoria.

La presenza di questo spazio sinaptico, lungi dall’essere una limitazione, è una caratteristica essenziale del sistema nervoso. Permette la modulazione del segnale: i neurotrasmettitori possono essere eccitatori o inibitori, e la quantità rilasciata può variare, influenzando l’intensità della risposta. Consente inoltre l’integrazione di molteplici segnali: un singolo neurone può ricevere input da migliaia di sinapsi, elaborando tutte queste informazioni prima di decidere se generare o meno un proprio impulso.

In conclusione, la descrizione di Bickel ci offre una visione concisa ma profonda dei circuiti nervosi e del ruolo centrale della sinapsi. Lungi dall’essere semplici contatti diretti, le sinapsi sono spazi dinamici dove l’onda elettrica si trasforma in segnale chimico e viceversa, permettendo la trasmissione e la modulazione delle informazioni. È la fitta rete di queste interconnessioni sinaptiche a orchestrare ogni sfumatura del nostro comportamento, del pensiero e dell’esperienza, rivelando la straordinaria complessità e l’eleganza del cervello umano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *