La Comprensione Linguistica: Dall’Olistico al Dettaglio, un Percorso Evolutivo nel Pensiero di Jacqueline Bickel
Jacqueline Bickel, nel suo studio sullo sviluppo delle competenze linguistiche, ci offre una visione stratificata dei processi di comprensione, distinguendo tra una fase iniziale e pre-analitica, definita “comprensione sincretica”, e una successiva, più analitica e strutturata, la “comprensione letterale”. Questi due stadi, sebbene distinti, rappresentano tappe fondamentali e interconnesse nell’acquisizione della capacità di dare senso ai messaggi verbali.
La comprensione sincretica si pone all’origine del percorso di comprensione del bambino. In questa fase iniziale, la comprensione è ancora limitata e globale, non basata sull’analisi dettagliata di suoni, sillabe o parole singole. Il bambino, infatti, dà un significato ai messaggi verbali facendo riferimento principalmente a due elementi: l’intonazione e la particolare situazione del momento. Egli coglie il senso del parlato non tanto attraverso la decodifica delle singole unità segmentali (fonemi, sillabe), quanto piuttosto attraverso i “contrasti di sonorità espressi dai cosiddetti caratteri soprasegmentali”, come l’intonazione melodica e il ritmo. Questi elementi, associati a oggetti, azioni o altri componenti del contesto percettivo immediato, entrano nella costituzione del “performativo”, ovvero dell’atto linguistico nella sua completezza. Un esempio classico è il bambino che comprende una domanda o un ordine dalla sola intonazione interrogativa o imperativa, o che associa un gesto e un tono di voce al significato di “no” o “vieni qui”, prima ancora di isolare e comprendere il significato delle singole parole. È una comprensione olistica, “dal tutto alla parte”, fortemente contestuale e guidata da indizi non verbali e prosodici.
A mano a mano che il bambino progredisce, la sua capacità di comprensione si affina e si specializza, evolvendo verso la comprensione letterale. Questa si riferisce alla “ricostruzione di tutto ciò che è menzionato in modo esplicito nel testo”. Qui, l’attenzione si sposta sulla decodifica precisa delle parole e delle frasi, basandosi sulla loro forma e sul loro significato denotativo. La comprensione letterale, dunque, inizia con la verifica del vocabolario posseduto da ogni alunno e dei significati che per loro hanno le singole parole. Non basta che una parola sia presente nel bagaglio lessicale del bambino; è cruciale che egli ne conosca il significato specifico nel contesto dato.
Jacqueline Bickel evidenzia l’importanza di verificare “quante conoscenze personali ogni studente sia in grado di apportare al brano, per una completa ricostruzione della maggior parte dei significati”. Questo sottolinea che anche la comprensione letterale non è un mero atto meccanico, ma un processo attivo in cui il lettore attinge alle proprie esperienze e conoscenze pregresse per dare senso al testo. Un vocabolo, infatti, acquista piena risonanza quando può essere collegato a concetti ed esperienze già presenti nella mente del bambino.
Per potenziare questa abilità, è opportuno “abituare i bambini a definire le parole meno conosciute, ma anche quelle che essi credono di conoscere”. Questo esercizio di esplicitazione e di riflessione sul lessico è fondamentale. Spesso, i bambini usano o incontrano parole di cui hanno una comprensione superficiale o contestuale. Chiedere loro di definirle, di “arricchirle col maggiore numero di relazioni logiche”, significa stimolare l’espansione della loro rete semantica, rendendo il vocabolario più solido e interconnesso. Questo non solo consolida la comprensione letterale, ma, come Bickel sottolinea, “faciliterà il passaggio alla comprensione inferenziale”. Una solida base di significati letterali ben definiti e interrelati è, infatti, il prerequisito indispensabile per poter poi “leggere tra le righe” e costruire inferenze.
In conclusione, la descrizione di Jacqueline Bickel ci presenta un modello evolutivo della comprensione che procede dal globale al particolare, dal contesto al testo. La comprensione sincretica, radicata nell’intonazione e nel contesto situazionale, getta le basi per l’interpretazione del messaggio verbale. Da essa si sviluppa la comprensione letterale, che richiede un’accurata decodifica del vocabolario esplicito e un’attiva integrazione con le conoscenze personali. Entrambi questi stadi sono vitali: la comprensione sincretica perché è il primo passo verso il linguaggio, la letterale perché è la base su cui si edificheranno le successive e più complesse abilità inferenziali e critiche, permettendo al bambino di interagire con il mondo dei significati in modo sempre più consapevole e profondo.

