L’automatismo è una componente fondamentale del comportamento umano, un processo che permette di eseguire compiti con rapidità, efficienza e senza la necessità di un controllo consapevole costante. La descrizione di J. Bickel ne delinea una comprensione profonda, evidenziando la sua duplice origine – genetica ed esperienziale – e la sua variabilità individuale, pur sottolineando la sua disponibilità universale. Questa prospettiva ci invita a riflettere su come ciò che iniziamo come sforzo consapevole si trasformi in abilità quasi innate, liberando risorse cognitive per compiti più complessi.
Bickel afferma che “La costruzione degli automatismi dipende in parte dalle tendenze ereditate geneticamente, ma soprattutto è legata all’esercitazione spontanea.” Questa dualità è cruciale. Da un lato, esistono predisposizioni innate, cablaggi neuronali di base che facilitano l’apprendimentoApprendimento 'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialità di pensiero e di linguaggio, come talora dà l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sarà invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialità, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non è soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che è predestinata già fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578 di certi schemi motori o cognitivi. Ad esempio, la capacità di camminare o di riconoscere volti ha una componente genetica che fornisce il substrato per lo sviluppo di tali automatismi. Tuttavia, la vera forza motrice dietro la loro consolidazione è l'”esercitazione spontanea”. Non è sufficiente avere una predisposizione; è attraverso la ripetizione attiva, la pratica intenzionale e non, che le connessioni neuronali si rafforzano, i percorsi si stabilizzano e il comportamento diventa automatico. Il bambino che impara a camminare non lo fa solo perché geneticamente predisposto, ma perché si esercita incessantemente, cade e si rialza, raffinando il suo equilibrio e la coordinazione.
Un aspetto particolarmente interessante è la quasi universalità degli automatismi: “Gli automatismi sono disponibili per la quasi totalità delle persone”. Ciò suggerisce che la capacità di automatizzare compiti è una caratteristica intrinseca della cognizione umana. La nostra mente è progettata per apprendereApprendimento 'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialità di pensiero e di linguaggio, come talora dà l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sarà invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialità, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non è soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che è predestinata già fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578 e internalizzare schemi, liberando la coscienza per nuove sfide. Che si tratti di guidare un’auto, digitare su una tastiera, leggere o eseguire operazioni matematiche semplici, la maggior parte delle persone è in grado di raggiungere un certo livello di automatizzazione in una vasta gamma di attività. Questa disponibilità universale sottolinea l’importanza evolutiva dell’automatismo, che ci permette di operare efficacemente in un ambiente complesso.
Tuttavia, questa disponibilità universale si accompagna a una notevole variabilità individuale: “anche se il tempo richiesto per la loro automatizzazione sarà in genere assai differente da individuo a individuo”. Questa differenza nel “tempo richiesto” è un’osservazione empirica fondamentale. Non tutti imparano allo stesso ritmo, e ciò che per alcuni diventa automatico con poche ripetizioni, per altri richiede uno sforzo prolungato. Bickel illustra questo concetto con l’esempio dell’automatizzazione del passaggio dal suono al segno e viceversa (leggere e scrivere) nei bambini. La distribuzione del tempo necessario per questa automatizzazione in una popolazione numerosa si presenta come “una curva di Gauss molto appiattita”.
Una curva di Gauss “molto appiattita” implica una grande dispersione dei dati attorno alla media. In altre parole, sebbene ci sia una media di tempo richiesta, un numero significativo di bambini richiederà molto meno o molto più tempo per automatizzare la lettura e la scrittura. Questa variabilità può essere attribuita a una moltitudine di fattori: differenze nelle predisposizioni genetiche (come piccole variazioni nella struttura o funzione cerebrale), differenze ambientali (stimolazione precoce, qualità dell’insegnamento), fattori motivazionali e stili di apprendimento individuali. L’appiattimento della curva suggerisce che non esiste un “percorso unico” verso l’automatizzazione, e che le differenze individuali sono la norma, non l’eccezione.
Le implicazioni di questa visione sono profonde sia in ambito educativo che psicologico. Riconoscere che l’automatizzazione è un processo che varia significativamente tra gli individui sottolinea la necessità di approcci educativi flessibili e personalizzati. Non ci si può aspettare che tutti gli studenti raggiungano la padronanza automatica di una competenza nello stesso arco di tempo. Allo stesso modo, in psicologia, la comprensione di questa variabilità ci aiuta a contestualizzare le differenze nelle performance e ad apprezzare la complessità dei meccanismi di apprendimento e consolidamento.
In sintesi, l’automatismo è un processo cognitivo essenziale, radicato in una combinazione di fattori genetici ed esercitazione spontanea. Sebbene la capacità di automatizzare sia quasi universale, il percorso e il tempo necessari per raggiungere tale stato variano ampiamente tra gli individui, come evidenziato dalla “curva di Gauss molto appiattita”. Questa comprensione ci invita a valorizzare l’importanza della pratica intenzionale e a riconoscere e rispettare le differenze individuali nei processi di apprendimento, costruendo sistemi che supportino ogni individuo nel suo percorso verso l’efficienza e la fluidità comportamentale.

