Gli Algoritmi: l‘essenza nascosta della vita quotidiana.

Gli algoritmi sono il cuore pulsante del mondo digitale, le fondamenta su cui poggiano i programmi che animano computer, smartphone e ogni altro dispositivo intelligente. Tuttavia, la loro essenza non è confinata al silicio dei microchip; essa permea la nostra vita quotidiana in modi sorprendenti e accessibili anche ai più piccoli. L’idea di un programma, infatti, non è altro che la formalizzazione di una procedura, una sequenza di passi ben definiti per raggiungere un obiettivo: un algoritmo, appunto.

Introdurre i bambini al pensiero algoritmico non richiede necessariamente uno schermo. Anzi, il primo e più efficace approccio consiste nel disvelare gli algoritmi che si nascondono nelle loro routine quotidiane. Attività semplici come allacciarsi le scarpe, preparare la colazione o lavarsi i denti sono, a tutti gli effetti, delle procedure che si eseguono ogni giorno. Guidare un bambino a descrivere queste azioni in modo dettagliato e ordinato è il primo passo per fargli comprendere l’idea di sequenza e di istruzione.


Dall’Azione alla Procedura: ImparareApprendimento 'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialità di pensiero e di linguaggio, come talora dà l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sarà invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialità, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non è soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che è predestinata già fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578 a pensare in sequenza

Il passaggio cruciale consiste nel far emergere la struttura logica sottostante a queste azioni abituali. Si può chiedere a un bambino di dettare le istruzioni per un compito semplice, come preparare una tazza di latte e cereali. In questo esercizio, emergono immediatamente i concetti chiave di un algoritmo:

  • Sequenza corretta: è fondamentale prendere la tazza prima di versare il latte, e versare il latte prima dei cereali (o viceversa, a seconda delle preferenze!). L’ordine delle istruzioni è determinante per il risultato finale.
  • Completezza: ogni passaggio, anche il più ovvio, deve essere esplicitato. Bisogna aprire la scatola dei cereali, prendere il cartone del latte dal frigorifero, aprire il cartone. Omettere un passaggio, come non aprire la scatola, rende la procedura ineseguibile.
  • Assenza di ambiguità e superfluità: le istruzioni devono essere chiare e dirette. “Versa un po’ di latte” è ambiguo; “versa il latte fino a riempire metà tazza” è un’istruzione più efficace. Allo stesso modo, aggiungere passaggi inutili o descrizioni particolareggiate degli utensili e degli ingredienti necessari (i cereali con la scatola gialla ,dove è disegnato…) non contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo e rende la procedura inefficiente.

Attraverso questi esempi concreti, i bambini imparano a scomporre un compito complesso in una serie di passi elementari e a ordinarli in una sequenza logica. Si formano, a poco a poco, l’idea di una procedura che, se eseguita fedelmente, garantisce di ottenere sempre lo stesso risultato.


L’esecuzione fedele: il valore delle regole

L’ultimo, fondamentale concetto da apprendereApprendimento 'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialità di pensiero e di linguaggio, come talora dà l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sarà invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialità, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non è soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che è predestinata già fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578 è l’importanza di seguire la procedura alla lettera. Questa è la base del funzionamento di qualsiasi computer: una macchina non interpreta, non immagina, non “capisce” l’intento dietro un’istruzione. Esegue esattamente ciò che le viene detto.

Per illustrare questo punto, si possono inscenare semplici giochi di ruolo. Un adulto o un altro bambino può fingersi un “robot” che esegue le istruzioni fornite dal piccolo “programmatore”. Se il bambino dice “prendi il biscotto”, ma il biscotto è in una scatola chiusa, il robot non potrà eseguire l’istruzione. Imparerà così che deve prima comandare di “aprire la scatola” e poi di “prendere il biscotto”.

Questa attività ludica insegna in modo potente e intuitivo che la precisione e il rigore sono essenziali. Un’istruzione sbagliata o mancante porta a un risultato errato o a un blocco del processo. Si gettano così le basi del pensiero computazionale: non solo la capacità di creare procedure, ma anche quella di analizzarle, trovare gli errori (il cosiddetto debugging) e correggerli per rendere l’algoritmo funzionante.

In definitiva, prima ancora di scrivere una sola riga di codice, i bambini possono diventare abili pensatori procedurali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *