{"id":99,"date":"2024-02-18T08:38:23","date_gmt":"2024-02-18T07:38:23","guid":{"rendered":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/?p=99"},"modified":"2024-02-18T10:23:13","modified_gmt":"2024-02-18T09:23:13","slug":"linguaggio-e-lingua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/linguaggio-e-lingua\/","title":{"rendered":"LINGUAGGIO e LINGUA"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Jacqueline Bickel<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innanzitutto \u00e8 opportuno che ogni insegnante abbia ben chiaro il significato di questi due termini, spesso usati quasi come sinonimi, mentre sinonimi non sono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Linguaggio \u00e8 una funzione della mente, ereditata col DNA da ogni bambino, e cio\u00e8 la capacit\u00e0 di codificare il proprio pensiero. Codificare vuol dire rendere equivalente un significato percettivo, gi\u00e0 acquisito nel pensiero, ad una breve sequenza di suoni, corrispondente ad una parola o ad una frase di una lingua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie all\u2019equivalenza, che si viene a stabilire fra i precisi significati di pensiero e le parole di una lingua, si realizza un notevole processo di economia. Infatti i contenuti di pensiero sono composti da un insieme di dati percettivi diversi, che occupano spazio nel computer mentale; ad esempio, nel caso della persona \u201cmamma\u201d: dati visivi di forma e colore, uditivi relativi alla voce, motori relativi ai gesti, odorosi e anche gustativi, se il bambino \u00e8 allattato al seno, dati che vengono compressi e resi equivalenti alle due sillabe \u201cmam-ma\u201d. Questo risparmio di spazio mentale presenta dei notevoli vantaggi nella successiva attivit\u00e0 di elaborazione attorno a parole\/significato, che sar\u00e0 effettuata grazie alle relazioni e agli schemi logici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lingua invece \u00e8 un termine che si riferisce ad uno dei numerosi codici che l\u2019uomo si \u00e8 apprestato a fini comunicativi. Ogni lingua rappresenta la forma udibile, concreta, registrabile con cui ogni bambino inizia a realizzare la propria capacit\u00e0 di linguaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire come mai i due termini linguaggio e lingua vengano spesso usati come sinonimi, \u00e8 possibile servirsi di una analogia: quella del burattinaio che, inserendo la sua mano all\u2019interno dei suoi burattini, li fa agire, combattere, parlare, anche se questi sono di per s\u00e9 inerti. Il linguaggio, come il burattinaio, si riveste, indossa la lingua e la utilizza per raggiungere gli scopi pi\u00f9 vari. Come i burattini sono oggetti inerti se non sono usati dal burattinaio, cos\u00ec le parole e le frasi di ogni lingua sono di per s\u00e9 forme inerti, a meno che siano manovrate dal SNC, ossia dal SNC di chi parla. Linguaggio e lingua perci\u00f2 si presentano sempre intimamente uniti, anche se la lingua risulta sempre l\u2019unico aspetto concreto, che emerge all\u2019esterno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il linguaggio, ossia la mente di chi parla, che fa svolgere alla lingua diverse funzioni. La prima, funzione semantica, ha lo scopo di collegare con precisione i vari contenuti di pensiero, o significati, con le parole di una lingua, e le relazioni fra significati con le frasi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda funzione del linguaggio, o funzione pragmatica, si riferisce agli scopi per i quali chi parla usa la lingua. Gli usi della lingua sono numerosi e diversi, ma tutti pi\u00f9 o meno riconducibili a due grandi gruppi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">usi sociali, per comunicare con gli altri;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">usi cognitivi, per <span tabindex='0' class='glossary-item-container'>apprendere<span class='glossary-item-hidden-content'><span class='glossary-item-header'>Apprendimento<\/span> <span class='glossary-item-description'>'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialit\u00e0 di pensiero e di linguaggio, come talora d\u00e0 l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sar\u00e0 invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialit\u00e0, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non \u00e8 soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che \u00e8 predestinata gi\u00e0 fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578<\/span><\/span><\/span> e per riflettere, cio\u00e8 per comunicare con se stessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni bambino apprende per primi gli usi sociali, che richiedono forme linguistiche semplici e limitate, il cosiddetto codice ristretto, in quanto per precisare l\u2019intenzione comunicativa possono continuare ad usare anche gli altri segnali, gi\u00e0 usati nella comunicazione non verbale, quali intonazioni, gesti indicativi, posture corporee, sguardi ed espressioni mimiche. Inoltre con gli usi sociali vengono espressi contenuti ed argomenti di facile comprensione perch\u00e9 condivisi da chi prende parte alla comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti gli usi sociali compaiono spontaneamente dietro imitazione dei modelli offerti dal contesto; il loro scopo \u00e8 di allargare il raggio della comunicazione non verbale, poich\u00e9 possono riferirsi ad oggetti non presenti o agire sugli altri anche a distanza. Ad esempio per attrarre l\u2019attenzione, se qualcuno \u00e8 vicino basta toccarlo, ma se \u00e8 lontano \u00e8 necessario chiamarlo; se si desidera qualcosa che \u00e8 presente \u00e8 sufficiente indicarla, ma se non \u00e8 visibile pu\u00f2 essere richiesta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei primi usi che i bambini imparano alla scuola dell\u2019infanzia \u00e8 l\u2019aggressione a distanza di sicurezza, tramite il repertorio di \u201cparolacce\u201d, poich\u00e9 si accorgono presto che se tirano i capelli o danno una spinta a un coetaneo corrono il rischio di venire ripagati, mentre col linguaggio hanno il tempo e il modo di proteggersi. Altri usi sociali che i bambini imparano presto sono: quello di scusarsi \u201cnon sono stato io\u201d o di autoaffermarsi : \u201ctocca a me\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli usi cognitivi iniziano a formarsi quando oggetti di uso quotidiano, gi\u00e0 inseriti nella mappa cognitiva infantile, vengono codificati con parole diverse, o collegati fra loro in modo nuovo ed originale dando luogo ad una forma pi\u00f9 elaborata del codice disponibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il bambino nizia a formare cos\u00ec il codice elaborato, che presenta un vocabolario pi\u00f9 ampio e specifico, che espande la frase da semplice a composta e poi a complessa con l\u2019uso delle subordinate, ma che soprattutto arriva a collegare fra loro pi\u00f9 frasi in discorsi, grazie all\u2019uso di particolari parole quali pronomi e congiunzioni, che hanno lo scopo di riassumere quanto gi\u00e0 detto o di riferirsi a conoscenze implicite, condivisibili ed evocabili tramite inferenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli usi cognitivi rappresentano la maggior parte delle conoscenze attivate e richieste dal sistema scolastico. Ogni bambino non li apprender\u00e0 in modo spontaneo dietro la semplice presentazione di modelli, ma dovr\u00e0 costruirseli grazie alla mediazione dell\u2019insegnante, che avr\u00e0 il compito di guidarlo all\u2019organizzazione logica dei suoi contenuti mentali di tipo percettivo e pratico, secondo i suoi ritmi e le sue inclinazioni personali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019ingresso nella scuola dell\u2019infanzia solo alcuni bambini avranno gi\u00e0 avuto l\u2019occasione di essere esposti all\u2019interno del nucleo familiare ad alcuni usi cognitivi, quali il commento su oggetti o eventi della vita quotidiana, la descrizione di cibi, vestiti o altri oggetti comuni, o il racconto di storie o novelle, e questo pu\u00f2 gi\u00e0 creare una notevole differenza sul piano della competenza linguistica nei confronti di chi invece \u00e8 nato in una famiglia ove tali usi vengano poco praticati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo aver esaminato le funzioni del linguaggio \u00e8 opportuno dare uno sguardo anche alla lingua. Tutte le lingue hanno una forma composta da tre strutture, ben note agli insegnanti: fonologia, lessico, sintassi. Non si tratta tuttavia di tre strutture indipendenti, ma derivate da un\u2019unica combinatoria di progressiva complessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lingua si presenta infatti come la bambola russa della combinatoria. Ogni lingua fa una prima scelta di un numero relativamente esiguo di suoni che avranno funzione di fonemi, cio\u00e8 di suoni in grado di cambiare il significato delle parole; quindi stabilisce la combinazione accettabile di due o pi\u00f9 suoni per formare le sillabe, unit\u00e0 minime della produzione linguistica orale; poi<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>* \n  le sillabe vengono combinate in precisa relazione fra loro per formare parole, che rappresentano un unico significato;\n\n* \n  le parole sono combinate in precisa relazione fra loro per formare frasi, che tendono a stabilire un unico rapporto fra significati;\n\n* \n  le frasi saranno combinate in precisa relazione fra loro per formare discorsi, che tendono ad elaborare attorno ad un unico argomento.<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni lingua va appresa dai bambini, quindi va insegnata, anche se in modo del tutto informale, cio\u00e8 chi la impara, ma anche chi la insegna, \u00e8 del tutto inconsapevole di farlo. I bambini imparano la prima lingua, detta anche lingua materna, con la combinazione di quattro diverse competenze: la capacit\u00e0 di comunicare, la formazione dei primi pensieri, la codifica dei propri pensieri, la costruzione mentale del centro di Broca, ove vengono depositati gli automatismi motori relativi alla rapida esecuzione di sequenze di suoni relativi alla pronuncia. Tali competenze saranno ora brevemente esaminate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Comunicazione. Il neonato inizia molto presto a comunicare innanzitutto col pianto, per esprimere situazioni di disagio. Subito dopo effettua la comunicazione con la postura globale del corpo: si sporge verso ci\u00f2 che desidera, in genere il nutrimento, e si ritrae da ci\u00f2 che non vuole pi\u00f9, quando \u00e8 sazio. Presto utilizzer\u00e0 per la comunicazione una specifica parte del corpo: lo sguardo che si fissa su ci\u00f2 che lo interessa, ed infine il gesto indicativo della mano prima e del dito poi. Sguardo e gesto indicativo continueranno ad essere utilizzati, come \u00e8 noto, anche dall\u2019individuo adulto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La presenza di una intensa comunicazione non verbale \u00e8 indispensabile alla successiva attivazione della comunicazione verbale, tramite il linguaggio, dato che quest\u2019ultima ne permette l\u2019ampliamento, potendo riferirsi proprio ad oggetti lontani o non presenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Formazione dei primi pensieri. Vengono indicati come primi pensieri i circuiti mentali di tipo percettivo ed emotivo che il bambino piccolo inizia a formare nella propria mappa mentale episodica in riferimento ad oggetti dell\u2019ambiente circostante, ad azioni su questi oggetti, prevalentemente per afferrarli, e a preferenze emotive del tipo mi piace non mi piace. Sono questi i primi pensieri del periodo sensomotorio piagetiano, durante il quale il bambino individua scopi da raggiungere e parti del proprio corpo utili a realizzarli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante il primo anno di vita infatti il piccolo riesce a separare dal moto globale il movimento di singoli segmenti corporei per muoverli in modo indipendente, procedendo in senso cefalo-caudale, dalla testa verso la parte bassa del corpo, e prossimo-distale, dal corpo verso le parti ultime dei singoli arti: mani, piedi. Egli riesce infine a conquistare la posizione eretta e ad acquisire le prime autonomie nel nutrirsi da solo, con le mani, arricchendo progressivamente, a mano a mano che diventa pi\u00f9 autonomo, il deposito di pensieri nella sua mente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Codifica dei propri pensieri. La stretta associazione fra pensiero e parola, o funzione semantica del linguaggio, nella sua fase iniziale viene modellata dalla madre che tende a codificare le azioni o i tentativi di azione del bambino con commenti gioiosi mentre egli mangia, fa il bagno, viene spogliato o vestito. Il bambino inizia cos\u00ec a comprendere i significati veicolati dalle sequenze di suoni della lingua materna, parole e sintagmi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l\u2019accumularsi dei significati compresi egli inizia a costruire nella zona sinistra del suo SNC il centro del linguaggio, o centro di Wernicke, posteriore al solco di Rolando, da cui partiranno successivamente gli impulsi per realizzare l\u2019espressione parlata, utilizzando le capacit\u00e0 di pronuncia a mano a mano che si andranno formando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pronuncia. Durante il primo anno di vita il bambino inizia a produrre sequenze della stessa sillaba, come attivit\u00e0 di gioco con la lallazione. Egli utilizza il proprio apparato fonatorio producendo rapide chiusure del tratto vocale, mentre allo stesso tempo prolunga uno stesso suono vocalico, in genere una \/a\/, durante la fase espiratoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Egli inizia cos\u00ec a fissare mentalmente la corrispondenza fra i particolari suoni prodotti e i movimenti utili a realizzarli, cominciando a costruire all\u2019interno del SNC il centro di Broca, anteriore al solco di Rolando, deputato all\u2019automatismo della pronuncia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale centro sar\u00e0 completamente costruito verso i sette anni di et\u00e0, dopo l\u2019eruzione della seconda dentatura. Per tutto questo tempo il bambino potr\u00e0 essere aiutato a eliminare eventuali imperfezioni, ma mai in modo diretto, soltanto grazie alla correzione indiretta. Si tratta di iniziare con un apprezzamento positivo, tipo \u201c\u2026bene\u2026, proprio cos\u00ec\u2026, bravo\u2026\u201d (per non scoraggiare l\u2019impegno a parlare) e la riproposta corretta di quello che egli ha pronunciato in modo imperfetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le funzioni pragmatiche del primo linguaggio infantile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Halliday(1980) ha studiato e catalogato gli scopi delle prime comunicazioni dei bambini. Ha visto cos\u00ec che per prima emerge la funzione strumentale (io voglio), cio\u00e8 il bambino cerca di ottenere qualcosa per soddisfare bisogni immediati; contemporaneamente compare la funzione regolatrice (fa come ti dico), con la quale cerca di influenzare il comportamento di chi gli sta vicino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emerge quindi la funzione interattiva (io e te), sollecitata dal modellamento da parte della madre, che tende a prolungare il piacere di eseguire insieme al bambino i riti abituali del nutrirlo, lavarlo, vestirlo\u2026 sottolineandoli con commenti verbali gioiosi, ai quali anche il piccolo risponde prima con gorgheggi e, pi\u00f9 tardi, con veri e propri dialoghi ripetitivi, che hanno l\u2019unico scopo di scambiare affetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per ultima la funzione personale (ci sono anch\u2019 io) quando il bambino tender\u00e0 ad affermare con il linguaggio le sue esigenze, mettere in risalto la sua presenza, o anche per discolparsi. Queste prime quattro funzioni compaiono gi\u00e0 nella comunicazione non verbale e daranno origine agli usi sociali del linguaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ultime tre funzioni compaiono esclusivamente quando un primo linguaggio si \u00e8 gi\u00e0 stabilito e daranno origine agli usi cognitivi. Si tratta della funzione euristica, dal verbo greco per trovare, scoprire, che il bambino adopera per acquisire o approfondire le sue conoscenze sull\u2019ambiente in cui vive. Verso i tre anni di et\u00e0 la maggior parte dei bambini fa propria una parola che sente spesso nei discorsi degli adulti, la parola perch\u00e9, e tenta di usarla per avere ulteriori informazioni. Ad esempio se il padre gli dice mostrando qualcosa: \u201cvedi quello \u00e8 un cavallo\u2026, un camion\u2026\u201d o qualsiasi altra cosa, spesso il bambino prosegue interrogando: \u201cperch\u00e9 \u00e8 un cavallo?\u2026, perch\u00e9 \u00e8 un camion\u2026?\u201d ma la sua intenzione \u00e8 di voler sapere qualcosa di pi\u00f9 sull\u2019oggetto in questione, non a fini di causa ed effetto. Il padre tuttavia pu\u00f2 restare interdetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Compare contemporaneamente la funzione immaginativa (facciamo finta) con la quale il bambino arricchisce il suo gioco simbolico, cavalcando una scopa, facendo volare un oggetto come un aeroplano, o pi\u00f9 semplicemente giocando con le bambole nella riproduzione di attivit\u00e0 familiari, fino a raggiungere infine la funzione informativa (ho qualcosa da dirti) che comprende tutti i messaggi senza un referente percettivo diretto, come avviene invece nel caso della precedente funzione euristica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il bambino effettua col linguaggio per primi gli usi sociali, derivati dalle prime quattro funzioni di Halliday e in genere modellati dall\u2019ambiente; per questi usi \u00e8 sufficiente un codice linguistico ristretto arricchito da intonazioni o gesti indicativi. Si tratta di <span tabindex='0' class='glossary-item-container'>imparare<span class='glossary-item-hidden-content'><span class='glossary-item-header'>Apprendimento<\/span> <span class='glossary-item-description'>'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialit\u00e0 di pensiero e di linguaggio, come talora d\u00e0 l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sar\u00e0 invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialit\u00e0, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non \u00e8 soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che \u00e8 predestinata gi\u00e0 fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578<\/span><\/span><\/span> ad usare il linguaggio per parlare, ma gi\u00e0 a questo livello \u00e8 possibile notare le prime differenze fra un bambino e l\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo alcuni bambini avranno l\u2019opportunit\u00e0 di aver modellati dall\u2019ambiente familiare e di iniziare a comprendere anche gli usi cognitivi, derivati dalle ultime tre funzioni di Halliday, cio\u00e8 come usare il linguaggio per imparare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 avviene se vive in una famiglia che lo espone a continui commenti su quello che vede e su quello che fa, mentre agisce con i comuni oggetti della vita quotidiana ma, soprattutto, se un genitore prende l\u2019abitudine di raccontargli una fiaba alla sera prima di addormentarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il bambino non \u00e8 in grado di comprendere subito tutta la fiaba, ma pu\u00f2 farlo gradualmente, ed \u00e8 per questo che \u00e8 opportuno leggergli sempre la stessa storia; tuttavia quello che lo attrae e lo conquista non \u00e8 la fiaba, ma la funzione interattiva densa di affetto che si viene a creare fra adulto e bambino, che finisce con l\u2019avvolgere di un\u2019aura piacevole anche tutto il racconto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019essere esposto precocemente alla narrativa \u00e8, fra le molte attivit\u00e0 infantili, quella maggiormente correlata con il futuro successo scolastico, in quanto abitua il bambino ad astrarsi dal contesto, ad immergersi e ad operare sulla rappresentazione mentale, e a proiettare una sensazione affettiva di piacere sul linguaggio per usi cognitivi, che viene in tal modo fatto proprio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019educazione linguistica nella scuola non deve avere come scopo l\u2019analisi o la crescita delle singole dimensioni della lingua, lessico e sintassi, fornendo ai ragazzi molti e diversi tipi di contenuti da cui ricavarle, bens\u00ec quello di incrementare la loro capacit\u00e0 di usare il linguaggio a fini cognitivi, con la comprensione e l\u2019espressione dei due vasti generi, narrativo ed espositivo, che comprendono la grande maggioranza di tutti i testi in lingua scritta. Ma questo sar\u00e0 l\u2019argomento di un prossimo articolo sull\u2019organizzazione logica dei contenuti mentali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato il 2011-04-12<br>&#8216;, &#8221;, 8655, &#8216;2017-02-06 18:45:56&#8217;, NULL, 1, 0, 0, 1, 0, 0, &#8221;, 4, 1),<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jacqueline Bickel Innanzitutto \u00e8 opportuno che ogni insegnante abbia ben chiaro il significato di questi due termini, spesso usati quasi come sinonimi, mentre sinonimi non sono. Linguaggio \u00e8 una funzione della mente, ereditata col DNA da ogni bambino, e cio\u00e8 la capacit\u00e0 di codificare il proprio pensiero. 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