{"id":89,"date":"2024-02-18T08:14:53","date_gmt":"2024-02-18T07:14:53","guid":{"rendered":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/?p=89"},"modified":"2024-02-18T08:15:05","modified_gmt":"2024-02-18T07:15:05","slug":"considerazioni-sulla-necessita-di-orientamento-fin-dalla-scuola-dellinfanzia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/considerazioni-sulla-necessita-di-orientamento-fin-dalla-scuola-dellinfanzia\/","title":{"rendered":"Considerazioni sulla necessit\u00e0 di orientamento fin dalla scuola dell&#8217;infanzia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Considerazioni sulla necessit\u00e0 di orientamento fin dalla scuola dell&#8217;infanzia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In generale, il termine orientamento pu\u00f2 indicare due azioni diverse: quella del soggetto che viene messo in condizione di effettuare attivamente la propria scelta scolastica e\/o professionale e quella dell\u2019intervento degli operatori per supportare l\u2019individuo in questo processo di scelta. Entrambe le azioni rappresentano due aspetti di uno stesso meccanismo, interno anche all\u2019etimologia del termine \u201corientamento\u201d: esso deriva dal participio presente del verbo latino orior che indicava il procedimento per permettere di trovare la posizione del Nord in modo da poter stabilire la giusta direzione verso cui muoversi. Ogni azione orientativa \u00e8 espressione di una diatesi riflessiva del verbo \u201corientarsi\u201d, vale a dire mettere l\u2019individuo in grado di possedere quegli strumenti e quella conoscenza di s\u00e9 che gli permettano di gestire la propria vita personale e professionale in funzione di una soddisfacente realizzazione di s\u00e9 e di un produttivo inserimento nel proprio contesto sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Giuntoli G.<em>, Batistini C.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che cos\u2019\u00e8 l\u2019orientamento<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019orientamento assume una valenza formativa nel senso di acquisizione di specifiche competenze orientative, cio\u00e8 diverse in rapporto alla situazione che la persona si trova ad affrontare (Pombeni, 1996).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In generale, in un intervento orientativo finalizzato a sostenere i ragazzi pi\u00f9 grandi nella progettazione, decisione e realizzazione di una scelta, gli operatori dovranno privilegiare lo sviluppo di alcune competenze (Mancinelli, 1999):<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>* la conoscenza delle variabili implicate nel processo di orientamento;\n* l\u2019analisi dell\u2019immagine di se stessi e del contesto sociale in cui si \u00e8 inseriti;\n* la raccolta e l\u2019organizzazione delle informazioni necessarie per la presa di decisione;\n* lo sviluppo della capacit\u00e0 progettuale e decisionale;\n* il potenziamento delle risorse individuali;\n* l\u2019uso di fonti e di strumenti informativi disponibili;\n* l\u2019adozione di comportamenti adeguati alla realizzazione del progetto orientativo.<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche da quanto sopra riportato, si evince che, attualmente, nell\u2019ambito dell\u2019orientamento, l\u2019approccio denominato globalistico-interdisciplinare (Di Fabio 1998; Mancinelli; 1999; Castelli 2002) \u00e8 quello che meglio risponde alla molteplicit\u00e0 e complessit\u00e0 delle esigenze orientative che provengono dal mondo della scuola e del lavoro. Tale prospettiva fa riferimento alla persona nella sua globalit\u00e0 e nel suo sviluppo lungo tutto l\u2019arco della vita e considera l\u2019individuo non solo in rapporto con interessi, abilit\u00e0, motivazione e caratteristiche personali, ma anche in relazione all\u2019insieme di fattori sociali in cui esso \u00e8 inserito. Accanto a questo, risulta importante la raccolta di informazioni da poter elaborare, organizzare e utilizzare per la presa di decisione. \u00c8 un approccio polivalente che consente di usufruire di modelli teorici, metodologie, strumenti e figure professionali diverse in rapporto alla specifica situazione (Castelli &amp; Venini, 1996).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle direttrici di riferimento appartenente a questa prospettiva, e che d\u00e0 ragione dell\u2019importanza dell\u2019orientamento fin dalla Scuola dell\u2019Infanzia, lo concepisce come processo continuo e formativo che aiuta il soggetto a maturare capacit\u00e0 di decisione, di autoconsapevolezza e di autostima parallelamente con lo sviluppo professionale (Viglietti, 1995).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019importanza di orientamento in et\u00e0 precoce viene affermato a livello legislativo dall\u2019art.1 della Direttiva Ministeriale n.487 del 6 agosto 1997 dove si afferma che. \u201cL\u2019orientamento, quale attivit\u00e0 istituzionale delle scuola di ogni ordine e grado, costituisce parte integrante dei curricoli di studio e, pi\u00f9 in generale, del processo educativo e formativo, fin dalla scuola dell\u2019infanzia\u201d. In questa prospettiva,rn rnla Scuola dell\u2019Infanzia e Primaria hanno il compito di attivare un processo mirato alla graduale crescita personale riguardante la conoscenza di s\u00e9 e lo sviluppo di capacit\u00e0 progettuale: il primo protagonista del processo orientativo \u00e8 il bambino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi ultimi anni, si sta assistendo ad un ormai unanime riconoscimento del fatto che l\u2019orientamento deve essere considerato come una delle componenti fondamentali del processo formativo e dell\u2019educazione e che la sua sede pi\u00f9 naturale non pu\u00f2 essere che la scuola. Secondo alcuni autori (Scurati, 1976; Soresi e Nota, 2000) questo significa ritenere insegnabili e incrementabili quelle abilit\u00e0 che i ragazzi mettono in atto per effettuare decisioni autonome e consapevoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, l\u2019azione orientativa realizzata con ottiche interdisciplinari e con l\u2019intervento di professionalit\u00e0 diverse dovr\u00e0 risultare collegata alla programmazione educativa e didattica, diventando sistematica. Infine, l\u2019attivit\u00e0 di orientamento, come qualsiasi altro intervento educativo, richiede la partecipazione attiva di coloro che sono interessati all\u2019assunzione di decisioni: studenti e loro familiari. Risulta quindi necessario un collegamento stretto con la famiglia per la costruzione di competenze quali \u201cil sapere di saper fare\u201d e \u201cil saper esprimere questo meta-sapere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esigenza di un orientamento che si realizzi lungo un continuum attraverso l\u2019arco della vita e non si limiti ad un atto episodico viene ribadito a livello internazionale anche nella \u201cRaccomandazione\u201d conclusiva del Congresso dell\u2019UNESCO (Bratislava, 1970): \u201cOrientare significa porre l\u2019individuo in grado di prendere coscienza di s\u00e9 e di progredire, con i suoi studi e la professione, in relazione alle mutevoli esigenze della vita, con il duplice scopo di contribuire al progresso della societ\u00e0 e di raggiungere il pieno sviluppo della persona umana\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un\u2019ottica di orientamento inteso come possibilit\u00e0 di facilitare i processi decisionali affinch\u00e9 siano consapevoli, lungimiranti, economici in termini di tempo e di risorse emotive (Castelli, 2002), le critiche e le obiezioni conseguenti alla sensatezza di quanto sopra descritto possono essere molteplici:rn rnla Scuola Primaria rappresenta oggi un percorso obbligato al quale segue un altro obbligo (Scuola Secondaria di I grado) non permettendo libert\u00e0 sulla scelta e di percorsi formativi. Ancor pi\u00f9 nel contesto della Scuola dell\u2019Infanzia! In pi\u00f9, non ha senso pensare ad un bambino della scuola dell\u2019Infanzia o Primaria capace di effettuare tali scelte. Al pi\u00f9 si pu\u00f2 pensare ad una necessit\u00e0 di orientamento per i genitori in modo da favorire le risorse dei figli ed eventualmente in modo da ridimensionare le loro aspettative e aspirazioni nei confronti dei figli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, se ci si riferisce ad una definizione di orientamento in un\u2019ottica pi\u00f9 allargata, cio\u00e8 formazione della persona come globale preparazione all\u2019assunzione di ruoli adulti, ecco che diviene necessario un orientamento che non ha come obiettivo quello di stilare unit\u00e0 didattiche incentrate su \u201ccosa voglio fare da grande?\u201d ma di guardare a sviluppare le competenze necessarie per essere in futuro protagonisti attivi della propria vita, valorizzando appieno le capacit\u00e0 personali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi fa l\u2019orientamento<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Scuola dell\u2019Infanzia tiene conto della storia personale del bambino nella progettualit\u00e0 educativa tale da svolgere una funzione di filtro, arricchimento e valorizzazione nei confronti delle esperienze extrascolastiche, al fine di sostenere il sorgere e lo sviluppo della capacit\u00e0 critica e di autonomia del comportamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo scopo, \u00e8 opportuno sia il coinvolgimento dei genitori nella stesura del percorso formativo, sia una linea di continuit\u00e0 di rapporto con figure di raccordo: da un lato con gli educatori di asilo nido, ove questa esperienza venga svolta; dall\u2019altro con gli attori della futura scuola dell\u2019Infanzia e, successivamente, della scuola Primaria per poter comunicare informazioni utili sui bambini e sui percorsi didattici svolti, per condividere impianti metodologici ed educativi e per poter organizzare attivit\u00e0 comuni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti, tra i 3 e i 6 anni, nessuna attivit\u00e0 pu\u00f2 essere concepita in termini di materie o ambito di sviluppo disciplinare, mentre nella scuola Primaria l\u2019alunno viene avviato progressivamente all\u2019<span tabindex='0' class='glossary-item-container'>apprendimento<span class='glossary-item-hidden-content'><span class='glossary-item-header'>Apprendimento<\/span> <span class='glossary-item-description'>'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialit\u00e0 di pensiero e di linguaggio, come talora d\u00e0 l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sar\u00e0 invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialit\u00e0, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non \u00e8 soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che \u00e8 predestinata gi\u00e0 fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578<\/span><\/span><\/span> delle diverse discipline. Questo apprendimento si basa sui suoi interessi e sulle sue capacit\u00e0 che sono differenziati con riferimento ai diversi ambiti. Nessuno ha uno stesso livello di interessi e capacit\u00e0 per tutte le discipline. Studiando le materie curriculari, l\u2019alunno conosce meglio se stesso: si accorge che alcune lo coinvolgono di pi\u00f9 e le apprende pi\u00f9 facilmente; altre, invece, lo annoiano; altre ancora possono risultare difficili. L\u2019attivit\u00e0 formativa svolta quotidianamente nella scuola lo aiuta, dunque, a comprendere meglio i propri interessi e le proprie capacit\u00e0 e, contemporaneamente, tende ad assicurare successo in tutti i settori di intervento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tal senso l\u2019ausilio di uno psicologo dell\u2019orientamento \u00e8 finalizzato alla stesura di valutazioni individualizzate per ciascun bambino; alla formazione e al coinvolgimento dei docenti in modo che siano in grado di progettare piani di studio personalizzati; al coinvolgimento in tutto ci\u00f2 delle famiglie e degli enti istituzionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sin dalla Scuola dell\u2019Infanzia, dove le materie non sono ancora specialistiche, e anche negli anni della Scuola Primaria-Secondaria di I grado, uno dei ruoli dell\u2019insegnante \u00e8 quello di far appassionare gli studenti alla propria materia e quindi influisce sul processo di auto-orientamento dell\u2019alunno. Sembra auspicabile favorire nel bambino apprendimenti relativi ad ogni materia del percorso scolastico (sia esso italiano, matematica o musica oppure disegno); per poter arrivare a possedere un bagaglio di conoscenze, esperienze e sperimentazioni concernenti le varie materie che gli consentano successivamente di fare una scelta a trecentosessanta gradi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come si fa l\u2019orientamento<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quest\u2019ultima azione \u00e8 direttamente connessa al locus of control (attribuzione di causalit\u00e0 nel successo o insuccesso di un evento); al problem solving, cio\u00e8 la riorganizzazione cognitiva che interviene all\u2019insorgere di un problema per raggiungere comunque l\u2019obiettivo prefissato; all\u2019elaborazione di informazioni, vale a dire la capacit\u00e0 sia di raccogliere informazioni inerenti l\u2019obiettivo, sia di vagliarle criticamente e sia di organizzarle in un insieme unitario; alle abilit\u00e0 sociali, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di sapersi relazionare con gli altri che implica capacit\u00e0 di assertivit\u00e0, di comunicazione, di lavoro di gruppo e di gestione di situazioni problematiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche se solo recentemente,rn rnla Scuola dell\u2019Infanzia ha assunto la forma di vera e propria istituzione educativa configurandosi come il primo grado del sistema scolastico, mentre in precedenza svolgeva prevalentemente la funzione di assistenza ai bambini e di supporto alle famiglie. Come afferma il Decreto Ministeriale 3\/6\/1991, noto agli operatori del settore come \u201cOrientamenti per la scuola materna\u201d,rn rnla Scuola per l\u2019Infanzia concorre a promuovere \u201cla formazione integrale della personalit\u00e0 dei bambini dai tre ai sei anni nella prospettiva della formazione di soggetti liberi, responsabili e attivi (\u2026). Essa persegue sia l\u2019acquisizione di capacit\u00e0 e di competenze di tipo comunicativo, espressivo, logico ed operativo, sia una equilibrata maturazione delle componenti cognitive, affettive, sociali e morali della personalit\u00e0\u201d fornendo in questo modo il suo specifico contributo allo \u201csviluppo dell\u2019unit\u00e0 inscindibile \u2018mente-corpo\u2019\u201d.Il bambino viene considerato nel suo essere e nelle sue potenzialit\u00e0 e la scuola deve consentire, a coloro che la frequentano, di raggiungere traguardi di sviluppo in termini di maturazione dell\u2019identit\u00e0, conquista dell\u2019autonomia e sviluppo delle competenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante che gli insegnanti e tutti coloro che gravitano nell\u2019orbita dell\u2019orientamento nella scuola (sin da quella dell\u2019Infanzia) si sensibilizzino all\u2019acquisizione di questa consapevolezza in quanto costituisce le fondamenta sulle quali erigere le altri componenti significative del processo orientativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa ottica, \u00e8 fondamentale capire la necessit\u00e0 di realizzare gi\u00e0 nella Scuola dell\u2019Infanzia quelle condizioni che consentono ai bambini di raggiungere i livelli ottimali nel loro sviluppo globale corrispondente alle loro potenzialit\u00e0. Questo \u00e8 possibile intervenendo precocemente con percorsi formativi personalizzati, progettati in seguito ad una conoscenza delle risorse e dei bisogni di ciascun bambino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il presupposto teorico alla base di tali affermazioni \u00e8 la concezione delle intelligenze multiple di Gardner, secondo cui esistono molte forme particolari di intelligenza che vengono sviluppate in culture diverse o in individui specifici in cui i particolari talenti o preferenze ricevono il sostegno della societ\u00e0 che li circonda. Egli ne individua sette[2] e sostiene che \u201ci risultati eccezionali vengono ottenuti quando il potenziale innato viene plasmato di pratiche educative che si accordano con le preferenze (bisogni) individuali, in un processo in cui certe abilit\u00e0 modulari e specifiche interagiscono in compiti complessi e vengono mobilitate insieme con altre abilit\u00e0 per fini creativi\u201d (Andreani Dentici, 1990).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo operando in un\u2019et\u00e0 cos\u00ec precoce, quando le intelligenze sono ancora tutte ben individuabili e i prodotti delle intelligenze multiple siano facilmente sollecitabili, si pu\u00f2 favorire la costruzione e la reciproca interazione delle intelligenze e \u201ccolmare\u201d eventuali lacune e le potenzialit\u00e0 che potrebbero rimanere inespresse se l\u2019intervento avviene in un periodo di sviluppo successivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti, ogni soggetto le possiede tutte, ma alcune rappresentano i suoi canali privilegiati di relazione e di conoscenza della realt\u00e0, mentre altre sono meno sviluppate e costituiscono aspetti del sapere e dell\u2019agire in cui egli \u00e8 pi\u00f9 carente. Questo si rivela estremamente importante dal punto di vista dell\u2019insegnamento in quanto possiede notevoli implicazioni didattiche: il rifiuto di considerare gli individui nel complesso pi\u00f9 o meno intelligenti; la necessit\u00e0 di valutarne le competenze rispetto i diversi settori; la possibilit\u00e0 di ognuno di potenziare i propri punti di debolezza, facendo leva sulle tipologie di intelligenza di cui \u00e8 maggiormente dotato; l\u2019opportunit\u00e0 di valorizzare, all\u2019interno della scuola, intelligenze (come quella personale, cinestetica e musicale) solitamente escluse dai percorsi educativi o scarsamente considerate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembra necessario conferire validit\u00e0 e riconoscimento a tutte le tipologie di intelligenza per due motivi di fondo: per non perdere gran parte degli studenti, sia in senso concreto (ad esempio con abbandoni dei percorsi educativi); sia in senso traslato (ossia in riferimento a tutte le situazioni in cui i singoli hanno talenti in settori che sono trascurati dalla scuola e che quindi possono andare perduti).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo passo da compiere in tal senso, sin dal momento in cui il bambino entra nel mondo scolastico, \u00e8 quello di aiutarlo a scoprire i propri punti di forza e di debolezza all\u2019interno dell\u2019intero arco delle competenze intellettive di ognuno. In questo modo emergono bambini particolarmente abili in determinati campi del sapere e dell\u2019agire ed alunni che lo sono in altri settori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta effettuata questa valutazione, \u00e8 importante tenerne conto nella costruzione dei percorsi individualizzati, volti a potenziarne al massimo i talenti e a portarne al livello pi\u00f9 soddisfacente le possibili lacune. Si tratta di \u201ccoltivare\u201d con particolare attenzione tali capacit\u00e0 e parallelamente di far leva sulle modalit\u00e0 preferenziali di rappresentazione ed elaborazione del bambino per fargli acquisire, attraverso di esse, competenze in altri settori per lui pi\u00f9 difficoltosi che potrebbero andare altrimenti perduti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio pratico \u00e8 rappresentato dal Progetto Galileo[3](Bickel e Giuntoli, 2005a), un intervento iniziato nel 1996 e destinato ad insegnanti ed alunni della Scuola dell\u2019Infanzia, della Scuola Primaria e della Scuola Secondaria di Primo Grado con gli obiettivi di assicurare il ben essere ed il successo scolastico a tutti gli alunni effettuando una valutazione individualizzata per ciascun bambino sui prodotti delle intelligenze multiple e di progettare i piani di studio personalizzati secondo questa prospettiva teorica, coinvolgendo e formando non solo i docenti ma anche le famiglie e gli enti e istituzioni del territorio (Bickel e Giuntoli, 2005b).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da questa breve riflessione, confrontandosi con le diverse filosofie di orientamento oggi presenti e con la realt\u00e0 formativa della scuola nel suo ambito educativo e didattico, sembra possibile e plausibile parlare di orientamento fin dalla scuola dell\u2019Infanzia. Come dimostrato dal contesto teorico e socio-culturale in cui ci muoviamo oggi, i tempi sembrano maturi per lavorare ad una sensibilizzazione in tale prospettiva per poi muovere concretamente i passi verso questa direzione. Infatti, solo partendo da queste fondamenta sembra possibile attuare in modo pi\u00f9 appropriato un vero e proprio orientamento \u201cad ampio raggio\u201d nelle fasi successive di sviluppo del bambino. Questo apre a considerazioni che porterebbero ad allontanarsi dalle finalit\u00e0 che questo articolo si proponeva e che per questo saranno oggetto di una futura riflessione sull\u2019orientamento all\u2019interno della Scuola Primaria di Secondo Grado.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il momento evolutivo in cui l\u2019alunno si trova pu\u00f2 far emergere problemi specifici del periodo di sviluppo contribuendo a rendere pi\u00f9 complesso il processo di scelta, investendolo di contenuti e significati relativi ad altri aspetti della persona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli interessi, definiti come una predisposizione affettiva verso oggetti del mondo esterno vissuti come gratificanti, si formano e si sviluppano in rapporto ad una serie di variabili di diversa origine: personale, relazionale, sociale e culturale. Gli interessi possono cambiare nel corso del tempo e si evolvono parallelamente allo sviluppo affettivo e cognitivo dell\u2019individuo: quelli professionali del bambino piccolo sono legati ad elementi di fantasia per poi passare nella pre-adolescenza ad uno stadio di maggiore concretezza ed arrivare ad una fase pi\u00f9 realistica nella piena adolescenza. Accanto agli interessi professionali sono da considerare anche tutte quelle attivit\u00e0 di tipo culturale e ricreativo, individuali o di gruppo, al di fuori dell\u2019ambito scolastico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La motivazione, cio\u00e8 la spinta che sulla base di un impulso, un bisogno, un desiderio, un interesse o un\u2019aspirazione spinge l\u2019individuo ad agire verso mete ben precise. Nei primi anni di sviluppo, la motivazione \u00e8 indotta dall\u2019ambiente esterno (genitori, insegnanti, ecc.) e viene definita \u201cestrinseca\u201d; con la crescita, si sviluppa la motivazione intrinseca che prevede l\u2019adesione intenzionale e consapevole del soggetto nei riguardi di specifiche mete da raggiungere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La struttura di personalit\u00e0 influisce sui processi cognitivi e sulle abilit\u00e0 intellettive, sulla capacit\u00e0 di mantenere con costanza un impegno, sulla capacit\u00e0 di assunzione, in prima persona e in piena autonomia, di responsabilit\u00e0 nei confronti della propria vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019autostima, vale a dire la fiducia realistica nelle proprie possibilit\u00e0, un sicuro e stabile senso della propria identit\u00e0 e la consapevolezza di poter essere il centro della propria vita e delle proprie decisioni, \u00e8 strettamente legata al successo scolastico e professionale in quanto influisce sul senso di auto-efficacia. Questo riguarda il grado di fiducia nei confronti delle proprie capacit\u00e0 di affrontare con successo situazioni di attivit\u00e0, di portare a termine compiti, di prendere decisioni anche in situazioni impegnative e di autocontrollo delle emozioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019interno delle variabili psico-sociali vengono collocati i valori professionali definiti come \u201ccaratteristiche o condizioni del lavoro rispondenti ad aspirazioni personali che si possono soddisfare pi\u00f9 o meno indipendentemente dai diversi settori professionali\u201d (Dupont e Leresche, 1981). I valori derivano dai bisogni e contribuiscono allo sviluppo degli interessi; sono legati a fattori culturali e ambientali e sono strettamente connessi alla motivazione del soggetto e possono variare nel corso del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le rappresentazioni sociali sono quelle condivise all\u2019interno di gruppi e di istituzioni; la loro analisi consente di approfondire aspetti della personalit\u00e0 dell\u2019individuo, le sue convinzioni e idee sul mondo del lavoro e di indagare la ragione delle scelte professionali. All\u2019inizio, per il bambino, la prima fonte di rappresentazione sociale \u00e8 la famiglia, a cui si aggiungono successivamente quelle della scuola e della societ\u00e0 esterna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La famiglia ha un duplice ruolo nel processo orientativo: di influenza diretta o indiretta sulle scelte dei figli e di supporto al processo decisionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel raggruppamento delle variabili sociali dell\u2019orientamento sono inclusi i percorsi formativi, lo sviluppo delle professioni e il mercato del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta delle variabili sopra descritte non vuole essere una \u201cricetta precostituita\u201d o immodificabile ma, nell\u2019ambito di questa prima riflessione sulla necessit\u00e0 di orientamento fin dalla Scuola dell\u2019Infanzia, tende ad essere una \u201cmappa mentale\u201d per capire che la [struttura di] base per una corretta e piena crescita di ciascuna deve essere sviluppata fin dalle prime fasi dell\u2019infanzia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qual \u00e8 il percorso attraverso cui pu\u00f2 avvenire l\u2019orientamento?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di tutto \u00e8 necessario avere piena consapevolezza sia delle fondamentali variabili che intervengono nel processo di orientamento (fig.1) sia del modo pi\u00f9 opportuno per saperle utilizzare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esse, infatti, possono variare in rapporto alle caratteristiche e ai bisogni orientativi individuali. Alcuni studiosi (Castelli, 2002) le suddividono in tre grandi macro-aree: variabili psicologiche, psico-sociali e sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le abilit\u00e0 cognitive corrispondono alle potenzialit\u00e0 innate (predisposizioni) di un individuo sviluppate attraverso la pratica e l\u2019esercizio, e consolidate attraverso apprendimenti specifici. Sono le reali capacit\u00e0 di ciascun ragazzo di eseguire determinati compiti; nel corso degli anni, attraverso il rendimento scolastico e la riuscita in particolari discipline, gli alunni dovrebbero acquisire una sufficiente conoscenza della propria struttura mentale e dei settori di apprendimento nei quali hanno migliori possibilit\u00e0 di riuscita. La scelta futura dovrebbe essere fatta in sintonia con preferenze e abilit\u00e0 cognitive gi\u00e0 manifestate, ma questo \u00e8 possibile solo nel caso in cui il soggetto, fin dalle prime fasi dello sviluppo, riesce a sperimentarsi ed esercitarsi in tutte le aree (cfr. pi\u00f9 avanti).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019apprendimento scolastico viene definito come \u201cl\u2019acquisizione a lungo termine di uno stabile bagaglio di conoscenze e delle capacit\u00e0 necessarie per procurarsele\u201d (Ausubel, 1994); una preparazione scolastica adeguata \u00e8 funzionale non solo all\u2019apprendimento di una cultura di base o di competenze specifiche in determinati ambiti, ma per lo sviluppo di una disponibilit\u00e0 ad acquisire strategie indispensabili per inserirsi positivamente nel futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il metodo di studio, cio\u00e8 essere in grado di <span tabindex='0' class='glossary-item-container'>imparare<span class='glossary-item-hidden-content'><span class='glossary-item-header'>Apprendimento<\/span> <span class='glossary-item-description'>'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialit\u00e0 di pensiero e di linguaggio, come talora d\u00e0 l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sar\u00e0 invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialit\u00e0, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non \u00e8 soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che \u00e8 predestinata gi\u00e0 fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578<\/span><\/span><\/span> autonomamente concetti nuovi, riflettere su di essi (metacognizione), organizzarli logicamente, memorizzarli e ripeterli appropriatamente, non arrendersi di fronte alle difficolt\u00e0, saper usare conoscenze acquisiste, mantenere un ritmo costante di studio e di concentrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le competenze trasversali, cio\u00e8 l\u2019insieme di conoscenze, capacit\u00e0 di azioni e di comportamenti messi in atto in funzione di uno scopo in un determinato contesto che sono state acquisiste anche al di fuori del contesto scolastico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una di queste \u00e8 la capacit\u00e0 di progettazione, risultato di una crescita equilibrata durante tutto l\u2019arco evolutivo e connessa all\u2019acquisizione di una identit\u00e0 pi\u00f9 matura, all\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 personale, all\u2019autonomia di giudizio e di decisione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli stili decisionali, altra competenza trasversale, sono molteplici: alcuni inadeguati, altri opportuni come la pianificazione in cui il soggetto dopo aver chiarito i propri obiettivi, ricerca le informazioni rilevanti, valuta le alternative possibili, sceglie quella che ritiene pi\u00f9 appropriata e pensa a come realizzare ci\u00f2 che ha deciso.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[1]rn rnLa Riforma Moratti (L. 53\/2003) conferma questo aspetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[2] Linguistica, musicale, logico-matematica, spaziale, corporeo-cinestesica, [intra]personale e interpersonale<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[3] Per approfondimenti cfr. www.galileoeducational.net<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bibliografia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Andreani Dentici O. (1990), \u201cIntelligenza e talenti: una risorsa inesplorata\u201d, Annali della Pubblica Istruzione, XXXVII (2), 183-196<br>Bickel J., Giuntoli G. (2005), \u201cIl Progetto Galileo for Education\u201d, Rivista delle rete didattica Galileo Educational, www.galileoeducational.net<br>Bickel J., Giuntoli G. (2005b), Educare formare insegnare, Books &amp; Company, Livorno<br>Bramante R., Cappelli F. (a cura di, 2000), Orientamento come risorsa: percorsi e prospettive, Unicolpli, Milano<br>Mancinelli M.R. (1999), L\u2019orientamento in pratica. Guida metodologica per insegnati della scuola superiore, orientatori e psicologi, Alphatest, HOEPLI, Milano<br>Pombeni M.L. (1996), Orientamento scolastico e professionale, Il Mulino, Bologna<br>Rubagotti G. (1992), Manuale di formazione e aggiornamento per i docenti della scuola materna, ed. Fabbri, Milano<br>Scurati C. (1976), Orientamento ed educazione: considerazioni pedagogiche. In C. Scalpellini e E. Strologo (a cura di), L\u2019orientamento- problemi teorici e metodi operativi, Editricern rnLa Scuola, Brescia<br>Soresi S., Nota L. (2000), Interessi e scelte. Come si evolvono e si rilevano le preferenze professionali, Edizioni Giunti OS, Firenze<br>Viglietti M., (1985), Educazione alla scelta- guida operativo pratica, Societ\u00e0 Editrice Internazionale, Torino<br>Cascioli P. (a cura di, 1990), L\u2019orientamento nella scuola media. Esperienze, indicazioni, materiali di lavoro, Societ\u00e0 Editrice Internazionale, Torino<br>Castelli C. (a cura di, 2002), Orientamento in et\u00e0 evolutiva, Franco Angeli, Milano<br>Castelli C., Venini L. (1996), Psicologia dell\u2019orientamento scolastico e professionale, Franco Angeli Milano<br>Di Fabio A. (1998), Psicologia dell\u2019orientamento, Edizioni Giunti, Firenze<br>Dupont J.B., Leresche G. (1982), &#8220;D\u00e9finition et mesure des valeurs professionnelles chez les futurs bacheliers&#8221;, Bulletin de psychologie, 35 (8\u201310), N\u00b0355, 449-471<br>Maletto S. (2000) &#8220;A cinque\u2026ma non da cinque. Oltre ASCANIO: l&#8221;&#8221;autonomia per la scuola materna di qualit\u00e0&#8221;, a cura del Coordinamento Nazionale per le politiche dell&#8217;infanzia e della sua scuola, ed. Junior, Azzano San Paolo (BG), pp.89-96.<br>Ausubel D.P. (1994), Educazione e processi cognitivi, Franco Angeli, Milano<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>professore a contratto -Facolt\u00e0 di Psicologia -Universit\u00e0 di Firenze<\/li>\n\n\n\n<li>psicologa dell\u2019orientamento<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato il &#8216;2005-12-05<br>&#8216;, &#8221;, 18882, &#8216;2017-02-06 18:05:00&#8217;, NULL, 1, 0, 0, 1, 0, 0, &#8221;, 2, 1);<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Considerazioni sulla necessit\u00e0 di orientamento fin dalla scuola dell&#8217;infanzia In generale, il termine orientamento pu\u00f2 indicare due azioni diverse: quella del soggetto che viene messo in condizione di effettuare attivamente la propria scelta scolastica e\/o professionale e quella dell\u2019intervento degli operatori per supportare l\u2019individuo in questo processo di scelta. 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