{"id":74,"date":"2024-01-28T12:59:37","date_gmt":"2024-01-28T11:59:37","guid":{"rendered":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/?p=74"},"modified":"2024-01-28T13:00:07","modified_gmt":"2024-01-28T12:00:07","slug":"codifica-e-decodifica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/codifica-e-decodifica\/","title":{"rendered":"Codifica e decodifica"},"content":{"rendered":"\n<p>LE BUONE PRATICHE INNOVATIVE DEL METODO GALILEO<\/p>\n\n\n\n<p>(4) CODIFICA E DECODIFICA<\/p>\n\n\n\n<p>Jacqueline Bickel<\/p>\n\n\n\n<p>Analisi della parola in sillabe<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di far affrontare la codifica \u00e8 opportuno che ogni bambino riesca ad effettuare oralmente l\u2019analisi della parola nelle sue parti. Il segmento pi\u00f9 piccolo in cui ogni parola pu\u00f2 essere scomposta mantenendo il suo significato \u00e8 la sillaba. Infatti non si parla producendo sequenze di suoni isolati, ma sequenze di sillabe.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi della parola nelle sillabe non presenta particolari difficolt\u00e0 per i piccoli e pu\u00f2 essere effettuato gi\u00e0 nella scuola dell\u2019infanzia, rallentando l\u2019emissione sonora e rafforzando il processo ritmico, sottolineandolo con l\u2019oscillazione del corpo, il battito delle mani o dei piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>I bambini possono scoprire cos\u00ec che tutte le parole hanno un inizio e una fine, e che parole diverse possono iniziare o finire con la stessa sillaba. Sempre utile il classico gioco \u201c\u00e8 arrivato un bastimento carico di\u2026PA, pasticcini, ME, mele\u201d, cos\u00ec pure la ricerca di parole che rimano fra loro. Dopo avere individuato la sillaba iniziale e quella finale, i bambini potranno anche contare le sillabe che compongono ogni parola e classificare le parole in base al numero di sillabe.<\/p>\n\n\n\n<p>Contemporaneamente all\u2019analisi potr\u00e0 essere ottenuta la sintesi di parole partendo da sillabe pronunciate isolatamente. I processi di sintesi sono pi\u00f9 facilmente attivabili e quindi pi\u00f9 agevoli per i bambini. La sintesi aiuter\u00e0 a ottenere l\u2019integrazione della parola da parte di chi inizia a leggere sillabando, l\u2019analisi consentir\u00e0 la trascrizione ortografica evitando l\u2019omissione di sillabe o di loro parti.<\/p>\n\n\n\n<p>Analisi e sintesi della sillaba.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre la scomposizione della parola in sillabe consente ancora ai bambini di riconoscere il linguaggio parlato in loro possesso e i suoi significati, l\u2019analisi e la sintesi della sillaba rappresentano processi astratti, molto pi\u00f9 complessi nella loro acquisizione. La ricerca nell\u2019ambito della popolazione infantile ha dimostrato come questa capacit\u00e0, detta di consapevolezza fonologica, presenti una grande variabilit\u00e0 di acquisizione fra bambino e bambino e che sia relativamente indipendente dalle altre capacit\u00e0 cognitive e linguistiche.<\/p>\n\n\n\n<p>La percezione delle minime differenze fra i suoni del linguaggio non si basa che in parte sulle capacit\u00e0 uditive, ma si avvale grandemente di due ulteriori capacit\u00e0. Innanzitutto dell\u2019integrazione con la propriocezione articolatoria. Bisogna infatti ricordare che i fonemi non sono caratterizzati tanto dalla struttura acustica, quanto dal punto e dal modo di articolazione. Il punto di articolazione \u00e8 rappresentato dal luogo ove avviene la chiusura o restringimento del tubo fonatorio; il modo \u00e8 caratterizzato dall\u2019aggiunta o meno di sonorit\u00e0 o dalla maggiore o minore tensione muscolare impiegata.<\/p>\n\n\n\n<p>I bambini presentano una grande variet\u00e0 di comportamenti a questo riguardo: alcuni sembrano non aver alcun bisogno; altri richiedono una esercitazione pi\u00f9 o meno intensa, con molti esempi orali, per arrivare a differenziare con sicurezza sillabe o fonemi isolati. I fonemi che tendono maggiormente ad essere confusi sono soprattutto quelli che hanno un diverso punto di articolazione ma lo stesso modo (ad esempio \/t\/ e \/k\/); quelli sordi e sonori (ad esempio p\/b, t\/d, k\/g); quelli ove la differenza \u00e8 fra teso e lasso, le famose doppie, che possono essere individuate quasi esclusivamente con l\u2019articolazione e non unicamente con l\u2019udito. L\u2019insegnante pu\u00f2 aiutare ogni bambino a formarsi o rafforzare la consapevolezza fonologica basandosi su riferimenti di tipo propriocettivo., cio\u00e8 facendo pronunciare ad alta voce la stessa parola con o senza le doppie (tappo e tapo, cavallo e cavalo\u2026) oppure con i due fonemi confusi (gatto e catto, pane e bane\u2026).<\/p>\n\n\n\n<p>La consapevolezza fonologica richiede inoltre l\u2019intervento determinante della competenza metalinguistica, capacit\u00e0 che consente ai bambini di riflettere e parlare delle parti che compongono la parola. Tale capacit\u00e0 \u00e8 connessa all\u2019emergere del pensiero logico e in particolare al sapere codificare la relazione parte\/tutto su oggetti concreti, in modo da trasferire del tutto naturalmente tale capacit\u00e0 anche a una cosa cos\u00ec astratta come la parola. Ma se un bambino non \u00e8 in grado di individuare e verbalizzare rapidamente le parti di un oggetto concreto e presente, ad esempio di una mela o di una scarpa, come possiamo chiedergli di individuare non solo una sillaba, ma addirittura un fonema come parte di una parola che egli non \u00e8 ancora minimamente in grado di rappresentarsi mentalmente in forma spaziale ?<\/p>\n\n\n\n<p>Anche in questo caso la sintesi, cio\u00e8 la fusione di due o pi\u00f9 suoni isolati in un\u2019unica sillaba, tende ad essere pi\u00f9 semplice e a comparire per prima, mentre assai pi\u00f9 problematica appare la scomposizione della sillaba nei suoni che la compongono, soprattutto se si tratta di tre o pi\u00f9 suoni.<\/p>\n\n\n\n<p>La capacit\u00e0 di sintesi pu\u00f2 essere acquisita a partire dai cinque anni di et\u00e0, ma solo da una minoranza di bambini; si sviluppa abbastanza intensamente fra i cinque e i sei anni, soprattutto se i bambini vengono coinvolti in giochi metalinguistici, per la maggior parte delle sillabe semplici. Ad esempio nel divertirsi a pronunciare una parola sostituendo il suono iniziale e osservando se si ottiene una parola diversa, oppure una non parola; cos\u00ec partendo da mela, si pu\u00f2 ottenere vela, tela, bela, pela, cela \u2026ma anche sela, rela, dela. Nonostante ci\u00f2 all\u2019ingresso nella scuola primaria molti bambini possono presentare ancora incertezze e difficolt\u00e0 nel sintetizzare alcune sillabe pi\u00f9 complesse, composte da pi\u00f9 suoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 complessa appare l\u2019analisi della sillaba, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di individuare consonanti e vocali che entrano a far parte di una sillaba pronunciata oralmente. Questa capacit\u00e0, che condiziona una corretta ortografia, oltre a comparire in ritardo di alcuni mesi sulla capacit\u00e0 di sintesi, si sviluppa anche molto pi\u00f9 lentamente della fusione sillabica ed \u00e8 favorita dall\u2019integrazione dell\u2019analisi orale con la visualizzazione scritta, oltre che da un congruo periodo di esercitazione, variabile da bambino a bambino.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, dopo aver scelto e adottato un unico carattere alfabetico, \u00e8 importante abituare i bambini ad associare sillabe scritte a sillabe pronunciate oralmente nel processo di codifica e decodifica, che viene generalmente riservato alla scuola primaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Codifica e decodifica<\/p>\n\n\n\n<p>Come la pronuncia \u00e8 l\u2019automatismo sequenziale motorio per la comprensione e la produzione della lingua orale, cos\u00ec la codifica \u00e8 l\u2019automatismo per la comprensione e la produzione della lingua scritta; entrambi gli automatismi consentono a chi parla o ascolta, e a chi legge o scrive, di liberare tutta l\u2019attenzione per concentrarsi sui significati.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo in cui la pronuncia viene spesso identificata dalla gente comune come linguaggio, cos\u00ec la codifica tende ad essere vista come scrittura o lettura, mentre entrambe ne rappresentano soltanto un automatismo motorio, essenziale per la realizzazione di una particolare forma della lingua, ma non sono ancora di per s\u00e9 n\u00e9 linguaggio, n\u00e9 lettura o scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p>Il passaggio dal suono al segno e viceversa nell\u2019attivit\u00e0 di codifica e decodifica delle parole \u00e8 un processo che all\u2019inizio richiede ai bambini molta attenzione, ma che deve finire con l\u2019automatizzarsi. L\u2019attivit\u00e0 di codifica\/decodifica per un bambino che non l\u2019ha ancora perfettamente automatizzata non \u00e8 cos\u00ec semplice come pu\u00f2 sembrare agli adulti, che hanno ormai dimenticato i loro sforzi iniziali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Metodo Galileo propone agli insegnanti uno strumento che facilita ai bambini l\u2019analisi e la sintesi di ogni sillaba nel passaggio dall\u2019orale allo scritto: \u00e8 il cartellone (vedi figura) che consente nella fase iniziale la visualizzazione di tutte le sillabe semplici.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo cartellone pu\u00f2 essere facilmente costruito in classe con del cartoncino bristol, su cui si disegna un reticolo con cinque colonne e una ventina di righe. Un secondo cartoncino bristol va ritagliato in altrettanti rettangoli, sui quali si scrivono le sillabe semplici, iniziando dalle cinque vocali e proseguendo con le combinazioni di ogni suono consonantico con le cinque vocali. Al centro di ogni riquadro sul tabellone si incolla la parte lanosa di un pezzetto di velcro, mentre la parte uncinata si incolla sui rettangoli con le sillabe. In tal modo dopo aver attaccato in alto le cinque vocali possono essere poi attaccate e lette a piacere le varie famiglie sillabiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Dato che l\u2019italiano scritto \u00e8 una lingua sufficientemente fonetica, ma presenta pure qualche incongruenza, come quella di utilizzare uno stesso segno per due suoni molto diversi, (ca\/cia e ga\/gia) oppure di usare pi\u00f9 segni per un solo suono (gl, gn, sc), si consiglia di inserire per ultime, contrastandole bene, queste famiglie che tendono ad indurre in errore.<\/p>\n\n\n\n<p>Cartellone delle sillabe semplici<\/p>\n\n\n\n<p>a<\/p>\n\n\n\n<p>o<\/p>\n\n\n\n<p>u<\/p>\n\n\n\n<p>e<\/p>\n\n\n\n<p>i<\/p>\n\n\n\n<p>pa<\/p>\n\n\n\n<p>po<\/p>\n\n\n\n<p>pu<\/p>\n\n\n\n<p>pe<\/p>\n\n\n\n<p>pi<\/p>\n\n\n\n<p>ta<\/p>\n\n\n\n<p>to<\/p>\n\n\n\n<p>tu<\/p>\n\n\n\n<p>te<\/p>\n\n\n\n<p>ti<\/p>\n\n\n\n<p>la<\/p>\n\n\n\n<p>lo<\/p>\n\n\n\n<p>lu<\/p>\n\n\n\n<p>le<\/p>\n\n\n\n<p>li<\/p>\n\n\n\n<p>ma<\/p>\n\n\n\n<p>mo<\/p>\n\n\n\n<p>mu<\/p>\n\n\n\n<p>me<\/p>\n\n\n\n<p>mi<\/p>\n\n\n\n<p>na<\/p>\n\n\n\n<p>no<\/p>\n\n\n\n<p>nu<\/p>\n\n\n\n<p>ne<\/p>\n\n\n\n<p>ni<\/p>\n\n\n\n<p>ba<\/p>\n\n\n\n<p>bo<\/p>\n\n\n\n<p>bu<\/p>\n\n\n\n<p>be<\/p>\n\n\n\n<p>bi<\/p>\n\n\n\n<p>da<\/p>\n\n\n\n<p>do<\/p>\n\n\n\n<p>du<\/p>\n\n\n\n<p>de<\/p>\n\n\n\n<p>di<\/p>\n\n\n\n<p>sa<\/p>\n\n\n\n<p>so<\/p>\n\n\n\n<p>su<\/p>\n\n\n\n<p>se<\/p>\n\n\n\n<p>si<\/p>\n\n\n\n<p>fa<\/p>\n\n\n\n<p>fo<\/p>\n\n\n\n<p>fu<\/p>\n\n\n\n<p>fe<\/p>\n\n\n\n<p>fi<\/p>\n\n\n\n<p>va<\/p>\n\n\n\n<p>vo<\/p>\n\n\n\n<p>vu<\/p>\n\n\n\n<p>ve<\/p>\n\n\n\n<p>vi<\/p>\n\n\n\n<p>ra<\/p>\n\n\n\n<p>ro<\/p>\n\n\n\n<p>ru<\/p>\n\n\n\n<p>re<\/p>\n\n\n\n<p>ri<\/p>\n\n\n\n<p>za<\/p>\n\n\n\n<p>zo<\/p>\n\n\n\n<p>zu<\/p>\n\n\n\n<p>ze<\/p>\n\n\n\n<p>zi<\/p>\n\n\n\n<p>ca<\/p>\n\n\n\n<p>co<\/p>\n\n\n\n<p>cu<\/p>\n\n\n\n<p>che<\/p>\n\n\n\n<p>chi<\/p>\n\n\n\n<p>cia<\/p>\n\n\n\n<p>cio<\/p>\n\n\n\n<p>ciu<\/p>\n\n\n\n<p>ce<\/p>\n\n\n\n<p>ci<\/p>\n\n\n\n<p>ga<\/p>\n\n\n\n<p>go<\/p>\n\n\n\n<p>gu<\/p>\n\n\n\n<p>ghe<\/p>\n\n\n\n<p>ghi<\/p>\n\n\n\n<p>gia<\/p>\n\n\n\n<p>gio<\/p>\n\n\n\n<p>giu<\/p>\n\n\n\n<p>ge<\/p>\n\n\n\n<p>gi<\/p>\n\n\n\n<p>scia<\/p>\n\n\n\n<p>scio<\/p>\n\n\n\n<p>sciu<\/p>\n\n\n\n<p>sce<\/p>\n\n\n\n<p>sci<\/p>\n\n\n\n<p>sca<\/p>\n\n\n\n<p>sco<\/p>\n\n\n\n<p>scu<\/p>\n\n\n\n<p>sche<\/p>\n\n\n\n<p>schi<\/p>\n\n\n\n<p>glia<\/p>\n\n\n\n<p>glio<\/p>\n\n\n\n<p>gliu<\/p>\n\n\n\n<p>glie<\/p>\n\n\n\n<p>gli<\/p>\n\n\n\n<p>gna<\/p>\n\n\n\n<p>gno<\/p>\n\n\n\n<p>gnu<\/p>\n\n\n\n<p>gne<\/p>\n\n\n\n<p>gni<\/p>\n\n\n\n<p>qua<\/p>\n\n\n\n<p>quo<\/p>\n\n\n\n<p>que<\/p>\n\n\n\n<p>qui<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna avere l\u2019accorgimento di fare appendere ai bambini soltanto le serie che interessano momentaneamente l\u2019<span tabindex='0' class='glossary-item-container'>apprendimento<span class='glossary-item-hidden-content'><span class='glossary-item-header'>Apprendimento<\/span> <span class='glossary-item-description'>'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialit\u00e0 di pensiero e di linguaggio, come talora d\u00e0 l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sar\u00e0 invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialit\u00e0, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non \u00e8 soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che \u00e8 predestinata gi\u00e0 fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578<\/span><\/span><\/span>, mantenendo lo sfondo del cartellone bianco, per facilitare ai bambini l\u2019associazione di ogni segno con le cinque vocali, dette anche famiglie sillabiche, evitando l\u2019interferenza che potrebbe provenire dalla presenza di tutte le sillabe scritte, fonte di distrazione per chi, come i bambini piccoli, presenta ancora problemi di figura\/sfondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cartellone aiuta sia la lettura delle sillabe, sia la scoperta autonoma da parte dei bambini della regola di fusione sillabica, senza richiedere loro la fatica di scrivere troppo. \u00c8 necessario per\u00f2 richiedere sempre di pronunciare ad alta voce i nomi di ciascuna sillaba che viene rivoltata e poi appesa, in modo da rinforzare l\u2019associazione visivo &#8211; uditiva.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obbiettivo \u00e8 di far raggiungere l\u2019automatismo nella lettura di ogni sillaba, aggiungendo poco alla volta una nuova famiglia sillabica. Infine facendo sempre riferimento alla pronuncia orale, sar\u00e0 pi\u00f9 facilmente capita da tutti i piccoli alunni una delle poche incongruenze della lingua italiana, cio\u00e8 l\u2019uso di un solo segno per due suoni molto diversi. Cos\u00ec i bambini potranno paragonare la famiglia del ca\/co\/cu\/che\/chi con quella del cia\/cio\/ciu\/ce\/ci; lo stesso per le famiglie del ga e del gia.<\/p>\n\n\n\n<p>A mano a mano che le famiglie di sillabe vengono automatizzate, anche solo dopo le prime tre o quattro, le sillabe scritte sui cartoncini potranno essere usate per la composizione di parole bisillabe di senso compiuto (luna, mano, mela\u2026) o anche trisillabe (tavolo, sedile\u2026) da leggere e copiare sul quaderno accanto alla relativa illustrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cartellone potr\u00e0 infine essere utilizzato per osservare ed identificare anche altre famiglie sillabiche composte da pi\u00f9 consonanti, come spa, stra\u2026 o eventualmente sillabe semplici inverse, come ap, op, up\u2026 al ,ol, ul\u2026 per quei bambini che ne dimostrino la necessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Contemporaneamente potr\u00e0 essere esercitata la codifica mediante dettati, sia di dieci sillabe, sia di dieci parole bisillabe e poi di lunghezza progressivamente maggiore, fino ad ottenere una sufficiente automatizzazione della codifica prima di passare al dettato vero e proprio.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza questa esercitazione preliminare alcuni bambini possono trovarsi in difficolt\u00e0 col dettato, perch\u00e9 questo compito sottopone la mente infantile a molteplici richieste sia di codifica, come l\u2019analisi e la sintesi sillabica con l\u2019evocazione rapida dei rispettivi grafemi, sia di comprensione, per l\u2019interpretazione della frase e per la sua corretta segmentazione. Infatti solo la competenza lessicale pu\u00f2 far prendere la decisione di segmentare in due modi diversi l\u2019amarena e la margherita; come pure solo la competenza sintattica pu\u00f2 fare individuare quando i suoni \/a\/, \/e\/, \/o\/ sono rispettivamente preposizioni e congiunzioni e quando invece sono voci verbali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dettato va considerato sempre e soltanto come una rapida prova di verifica e di controllo dei bisogni individuali sul piano della consapevolezza fonologica, ma anche su quello linguistico. Qualsiasi errore, acutamente analizzato dall\u2019insegnante, va considerato un prezioso segnale di lacune da eliminare al pi\u00f9 presto.<\/p>\n\n\n\n<p>I dettati si prestano particolarmente bene all\u2019autocorrezione individuale o collettiva da parte dei bambini, facilitandola in ogni modo sia con il controllo sul cartellone, sia con la presentazione di scelte multiple. Talvolta gli errori non rappresentano neanche effettive incapacit\u00e0 dei bambini, ma solo difficolt\u00e0 rispetto al tempo a disposizione. In questi casi \u00e8 opportuno ristabilire prima la correttezza poi gradualmente fare aumentare la velocit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 possibile ormai affermare che disgrafia e disortografia non sono disturbi da attribuire ai bambini quando non si ottengono i successi sperati, ma solo le conseguenze inevitabili dovute al tipo e al metodo di insegnamento adottato. Inoltre l\u2019approccio analitico e personalizzato agli automatismi si \u00e8 rivelato come l\u2019unico valido strumento a disposizione degli insegnanti per la prevenzione e il controllo del fenomeno dislessia.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo le proposte del Metodo Galileo spesso vengono timidamente seguite solo in parte o, peggio, mescolate a vecchie pratiche o anche a nuove proposte, ma d\u2019altro tipo, creando confusione nelle menti infantili. Se invece l\u2019insegnante avr\u00e0 la pazienza di seguire con scrupolo tutte le tappe indicate, personalizzando accuratamente i tempi e i modi di esercitazione per gli automatismi fin qui considerati, potr\u00e0 far giungere tutti i suoi alunni sia alla correttezza, sia alla fluidit\u00e0 di codifica entro la seconda classe primaria; lo stesso risultato, anche se in tempi leggermente pi\u00f9 lunghi, pu\u00f2 essere raggiunto anche da gran parte dei soggetti certificati, come \u00e8 stato ampiamente dimostrato in questi anni dal lavoro degli insegnanti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 bene infine ricordare che la capacit\u00e0 di codifica\/decodifica non pu\u00f2 supplire alla carente comprensione, basata largamente sulla competenza linguistica e sull\u2019organizzazione logica del pensiero, mentre in certa misura \u00e8 possibile il contrario, cio\u00e8 la comprensione pu\u00f2 supplire ad una carente decodifica. Anzi alcuni traguardi, quali la corretta segmentazione di frasi, sintagmi e parole e la corretta ortografia, sono facilitate pi\u00f9 da una buona competenza linguistica che da una esercitata capacit\u00e0 percettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato il &#8216;2011-03-04<br>&#8216;, &#8221;, 10476, &#8216;2017-02-06 11:14:12&#8217;, NULL, 1, 0, 0, 1, 0, 0, &#8221;, 9, 1);<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE BUONE PRATICHE INNOVATIVE DEL METODO GALILEO (4) CODIFICA E DECODIFICA Jacqueline Bickel Analisi della parola in sillabe Prima di far affrontare la codifica \u00e8 opportuno che ogni bambino riesca ad effettuare oralmente l\u2019analisi della parola nelle sue parti. 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