{"id":52,"date":"2024-01-28T11:59:02","date_gmt":"2024-01-28T10:59:02","guid":{"rendered":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/?p=52"},"modified":"2024-01-28T11:59:29","modified_gmt":"2024-01-28T10:59:29","slug":"come-avviare-i-bambini-al-discorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/come-avviare-i-bambini-al-discorso\/","title":{"rendered":"Come avviare i bambini al discorso"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si racconta di come, attraverso un&#8221;esperienza di piccolo gruppo, si scopra che la tecnica della descrizione sia pi\u00f9 complessa di quella della sequenza. Si rendicontano le decisioni assunte per rendere pi\u00f9 efficace sul piano dell&#8221;uso cognitivo della lingua le attivit\u00e0 di piccolo gruppo. Gli iscritti possono &#8220;scaricare&#8221; il testo dai download.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scuola Primaria Paritaria \u201cG. Beretta\u201d Padova<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insegnanti: Malfatti Cinzia \u2013 Donati Grazia \/ collaboratori: Papandrea Clara \u2013 Berto Stefania \u2013 Furlanetto Elena \u2013 Schiavon Emanuela.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dirigente: Tonelli Sandra<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lavoro svolto nelle classi II A e II B formate rispettivamente da 14 e 13 alunni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anno scolastico 2006-2007.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da tempo nella nostra scuola il lavoro in piccolo gruppo \u00e8 pratica didattica nelle classi I e II. Il piccolo gruppo sperimentato, cos\u00ec come proposto dal progetto Galileo, ha mostrato infatti di poter rappresentare la modalit\u00e0 di lavoro privilegiata su cui gettare le basi per l\u2019 <span tabindex='0' class='glossary-item-container'>apprendimento<span class='glossary-item-hidden-content'><span class='glossary-item-header'>Apprendimento<\/span> <span class='glossary-item-description'>'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialit\u00e0 di pensiero e di linguaggio, come talora d\u00e0 l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sar\u00e0 invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialit\u00e0, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non \u00e8 soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che \u00e8 predestinata gi\u00e0 fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578<\/span><\/span><\/span> delle discipline.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forti dell\u2019 esperienza passata dunque,all\u2019 inizio dell\u2019 anno scolastico 2006-2007 con le insegnanti di classe II ci si \u00e8 posta la seguente domanda:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>* \n  Come utilizzare al meglio il lavoro del piccolo gruppo, per potenziare nei bambini le competenze linguistiche per il discorso ad usi cognitivi ?<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 nel mese di ottobre si \u00e8 iniziato con l\u2019appuntamento settimanale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I bambini delle due sezioni, divisi in gruppi di sei\/otto, si alternavano al lavoro con le insegnanti per un tempo effettivo di circa 50 minuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 mantenuto, per tutto l\u2019anno, come traccia stabile, il testo della dott.ssa Bickel \u201cFaccio, parlo, penso\u201d. I contenuti delle attivit\u00e0 proposte e le modalit\u00e0 di realizzazione del lavoro in piccolo gruppo hanno sempre cercato di seguire i suggerimenti di lavoro da lei proposti. Le unit\u00e0 svolte hanno riguardato il cibo, l\u2019acqua, i regni della natura: piante, animali, mondo inanimato e minerali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 sempre sorprendente rilevare l\u2019interesse e la passione che i bambini esprimono nel conoscere cose per noi adulti solite, o procedure per noi oramai scontate. \u00c8 altrettanto sorprendente coglierli pronti a farsi stupire da qualche cosa d\u2019inatteso che li spiazza e suscita commenti, osservazioni, discussioni, esclamazioni, domande.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine di ogni momento di lavoro le insegnanti, insieme, cercavano di raccogliere le prime riflessioni, che l\u2019esperienza fatta suggeriva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec sono presto sorte tra noi alcune considerazioni e domande.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima riflessione<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*Osservazione e descrizione<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 subito rilevato una maggiore difficolt\u00e0 nell\u2019avviare i bambini all\u2019osservazione e alla descrizione, anche se spesso accompagnata dalla copia dal vero, rispetto al lavoro sulla procedura. Questo tipo di attivit\u00e0 (osservazione\/descrizione) generava un dialogo pi\u00f9 frammentato e meno facile da evocare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci siamo chieste:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>* \n  Sbagliamo qualcosa noi o questo lavoro \u00e8 effettivamente pi\u00f9 difficile per i bambini?\n\n* \n  Ci potrebbero essere strategie per migliorare il lavoro ed eventualmente quali?<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Considerando che qualsiasi discorso per usi cognitivi si pu\u00f2 scomporre in due parti fondamentali:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">la macrostruttura,cio\u00e8 le relazioni logiche del pensiero e la microstruttura, cio\u00e8 il rivestimento linguistico (parole e frasi) con cui questo pensiero viene espresso, e considerando che i bambini arrivano a scuola sprovveduti di tutte e due, \u00e8 sorta un\u2019ulteriore domanda:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>* \n  Come mai nel lavoro con procedure il contributo di ogni bambino al dire, mentre si attuava il fare, era migliore rispetto al lavoro sulla descrizione?<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sequenza di azioni o procedura, fatta nel piccolo gruppo, presenta una macrostruttura pi\u00f9 semplice: essa, infatti, \u00e8 costituita da sequenze molto ravvicinate tra loro, la cui codifica verbale, immediata, facilita la rappresentazione mentale e la rievocazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, in questo tipo di lavoro, la microstruttura consiste frequentemente in frasi legate dalle congiunzioni \u201ce\u201d \u201ce poi\u201d. \u00c8 perci\u00f2 anch\u2019essa pi\u00f9 \u201c facile \u201c per i bambini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La descrizione degli oggetti osservati invece si presenta pi\u00f9 complessa perch\u00e9 richiede una raccolta di diverse relazioni logiche: azioni, parti, attributi, e quindi la successiva organizzazione di questo materiale secondo criteri logici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A partire da queste considerazioni si \u00e8 perci\u00f2 fatta una scelta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le proposte del \u201cFaccio,parlo,penso\u201d si sono privilegiati i percorsi che proponevano la procedura, per consolidare nei bambini questo primo schema logico, senza tuttavia abbandonare la descrizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seconda riflessione<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*Il tempo disponibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vista la numerosit\u00e0 dei gruppi, con la scelta di non metter fretta a nessuno, di ripetere o lasciar ripetere, di fare il possibile perch\u00e9 tutti intervenissero, il tempo disponibile per il piccolo gruppo si esauriva, e la parte da dedicare alla documentazione e alla sintesi da parte dell\u2019insegnante si estingueva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spesso si sono utilizzate immagini fotografiche per fissare le sequenze, talvolta era possibile far fare i disegni e qualche breve scritto ai bambini, ma non pi\u00f9 di cos\u00ec. Raramente era possibile fare una breve sintesi riferendola ad una mappa visualizzata o modellando un breve discorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 alla fine di ottobre si era evidenziata questa problematica e quindi era sorta la domanda:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>* \n  possiamo ritenere veramente sufficiente per la memorizzazione, ed eventualmente per la produzione scritta dell\u2019 esperienza pratica, concludere il lavoro del piccolo gruppo senza la sintesi?<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Continuando la riflessione e la discussione tra noi, ci \u00e8 parso che questa circostanza ponesse una questione nuova, che ci costringesse a tentare qualcosa di nuovo, per poter sopperire alla mancanza di questo passaggio, indicato e ritenuto indispensabile ai fini di un apprendimento efficace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sapevamo tuttavia che nella pratica del piccolo gruppo, l\u2019esperienza si era chiarita facendo. Un fare che, riflettendo, ci aveva fatto scoprire aspetti nuovi ed interessanti del lavoro didattico. Valeva la pena tentare una strada.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec \u00e8 nata l\u2019idea di \u201ccompletare\u201d o \u201cconcludere\u201d il lavoro del piccolo gruppo in un momento seguente, a s\u00e9 stante, che vedesse coinvolta l\u2019intera classe\u2026 e qui poter utilizzare le note raccolte dall\u2019insegnante attraverso il dire e il fare dei bambini. In classe si ricostruisce, attraverso domande, una breve, ma il pi\u00f9 possibile completa sintesi scritta, fruibile da tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 pensato che guidare in questo modo i bambini a ripercorrere l\u2019esperienza, attraverso una breve sintesi scritta, potesse far loro fissare, forse pi\u00f9 efficacemente, gli schemi logici che ad essa sottostanno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla discussione tra noi insegnanti si \u00e8 individuata quindi una procedura per quest\u2019attivit\u00e0 di scrittura. Ricordiamo le linee principali sulle quali si \u00e8 sviluppato il lavoro, che ha visto la produzione di brevi testi settimanali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019acquisizione del processo di scrittura da parte dei bambini presenta una sua complessit\u00e0. La nostra scelta \u00e8 stata perci\u00f2 quella di aiutarli ad affrontare produttivamente tale complessit\u00e0, utilizzando la pratica didattica del piccolo gruppo, innanzitutto perch\u00e9 motivante a scrivere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scrivere su argomenti vicini alla loro esperienza, su attivit\u00e0 conosciute perch\u00e9 praticate, ha, infatti, mobilitato nei bambini anche l\u2019interesse alla scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nuovo appuntamento settimanale \u00e8 stato fissato, due giorni dopo il piccolo gruppo, con l\u2019intera classe; l\u00ec si \u00e8 lavorato per arrivare alla stesura scritta della sintesi del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le produzioni verbali prodotte spontaneamente nel piccolo gruppo hanno rappresentato il primo momento di organizzazione delle conoscenze, che poi sono state ordinate attraverso il lavoro di scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ruolo dell\u2019insegnante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni insegnante ha cercato di sollecitare, anche nel lavoro in classe, l\u2019intervento e il contributo di ognuno; tutti lo potevano dare, magari suggerendo una parola o una frase, ricordando quanto gi\u00e0 detto qualche giorno prima.<br>Le domande sono state sempre l\u2019asse di riferimento per costruire gli schemi logici (macrostruttura) e le parole e le frasi della scrittura (microstruttura).<br>Nel porre le domande ai bambini, si \u00e8 cercato di utilizzare gli appunti raccolti durante le attivit\u00e0, e di utilizzare il pi\u00f9 possibile il linguaggio gi\u00e0 da loro prodotto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 favorito perci\u00f2 che la scrittura nascesse come un processo collaborativo e non come un\u2019attivit\u00e0 individuale, creando, con le domande che si ripetevano secondo lo schema della procedura e\/o della descrizione, un \u201cpercorso obbligato\u201d, che potesse con il tempo offrire una \u201cimpalcatura di sostegno\u201d ad ogni bambino, sia per la macrostruttura, sia per la microstruttura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Impalcatura che gradualmente lasceranno, ma che li ha favoriti sia nell\u2019organizzazione logica dei contenuti, sia nella scelta di parole e frasi pi\u00f9 appropriate, rinforzando gli schemi logici e semplificando parte del processo di scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec i bambini, che nel piccolo gruppo con facilit\u00e0 avevano espresso informazioni, osservazioni, commenti, sequenze, ma spesso in modo non organizzato, rispondendo alle domande si sono visti guidati a riprendere le conoscenze gi\u00e0 espresse, secondo un ordine preciso e pi\u00f9 completo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La presenza dell\u2019insegnante \u00e8 stata sempre orientante: sia nella fase di raccolta delle idee, sia nel momento della riorganizzazione del materiale, che spesso costringeva a discutere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019insegnante, dopo aver scritto una domanda su una lavagna a fogli, segnava di seguito le risposte dei bambini, fatte di parole o brevi frasi. Cos\u00ec di seguito fino all\u2019esaurimento delle domande e delle risposte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul foglio dunque rimaneva visualizzata la mappa per la stesura dello scritto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo foglio prezioso, finito il lavoro di scrittura, era appeso in classe come promemoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ben presto qualcuno dei bambini ha fatto notare come nemmeno la maestra riusciva a scrivere subito \u201cin bella\u201d: doveva rileggere, fermarsi, costruire la frase\u2026 prima della stesura definitiva. Questa \u00e8 stata per loro la scoperta della minuta o prima stesura o, come pi\u00f9 spesso si dice (ma a noi non piace) della \u201cbrutta\u201d. L\u2019insegnante doveva fare la \u201cbrutta\u201d, se voleva proporre una scrittura accettabile; anche lei doveva provare e riprovare!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conclusa la prima fase del lavoro si passava alla rilettura di quello che era stato scritto e, infine, alla scrittura definitiva del breve discorso, cercando di utilizzare ogni cosa detta e registrata nella lavagna a fogli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Veniva cos\u00ec elaborato un modello scritto, quale sintesi efficace del lavoro. Questo modello scritto era poi copiato dai bambini, dalla lavagna sul quaderno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solitamente questo elaborato finale era compreso da tutti, serviva a chiarire l\u2019esperienza, talvolta apriva nuove possibilit\u00e0 di dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La modalit\u00e0 utilizzata \u00e8 risultata una strada interessante, anche perch\u00e9 ha dato una buona possibilit\u00e0 di successo a tutti e, nel tempo, durante la stesura finale, i bambini si sono abituati ad intervenire anche con proposte riguardanti la microstruttura.(\u2026vi abbiamo messo\u2026)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il titolo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una nota particolare va fatta sul titolo di ogni lavoro. Inizialmente il titolo era scelto e proposto dall\u2019insegnante; pi\u00f9 avanti, si sceglieva tra una rosa di titoli accettabili, proposti dai bambini. Sicuramente interessante \u00e8 mettere il titolo dopo aver realizzato lo scritto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Va ricordato che l\u2019esperienza di scrittura qui descritta non era l\u2019unica che si svolgeva in classe, ma sicuramente si \u00e8 rivelata la pi\u00f9 gratificante. Praticandola, si \u00e8 stati costretti a ripercorrere ogni volta il processo logico del lavoro e il processo della scrittura: ideazione, organizzazione, prima stesura, revisione, seconda stesura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tentativo, nella scrittura, \u00e8 stato quello di lavorare secondo un giusto grado di difficolt\u00e0, dosando, attraverso la collaborazione, e la distribuzione dei compiti tra insegnante e bambini, l\u2019impegnativit\u00e0 dei diversi passaggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora due osservazioni:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019insegnante opera, prima della stesura finale, una scelta sul prodotto orale raccolto, e utilizza per la scrittura la parte pi\u00f9 inerente al titolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019altra parte ogni proposta raccolta nell\u2019orale e pertinente all\u2019argomento era comunque valorizzata, anche se non veniva poi utilizzata per lo scritto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le domande<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste sono le principali domande usate, messe nell\u2019ordine solitamente in seguito, per realizzare la sintesi scritta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che cos\u2019\u00e8?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa fa ? o a cosa serve?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come \u00e8? Di cosa \u00e8 fatto?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa ha? Di quali parti \u00e8 composto?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dove lo trovo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marzo 2007<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esempi di produzione scritta<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dagli appunti frettolosamente raccolti dall\u2019insegnante durante il lavoro nel piccolo gruppo: osservazioni e interventi dei bambini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla scrittura\/stesura finale, dopo il lavoro collettivo con la classe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Appunti raccolti dall\u2019insegnante<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LE FORME DELL\u2019 ACQUA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ghiaccio si scioglie in mano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli uomini hanno il sangue caldo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">e per il calore il ghiaccio si scioglie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle mani il ghiaccio sgocciola, \u00e8 gelato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assaggialo, attento che \u00e8 scivoloso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 sempre pi\u00f9 mini se lo tieni in mano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le mani si bagnano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ghiaccio nel bicchiere ci mette di pi\u00f9 a sciogliersi, nella mano di meno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ghiaccio si \u00e8 trasformato in acqua, \u00e8 fredda!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ghiaccio ha dentro delle bollicine di aria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019acqua diventa ghiaccio quando fa freddo, freddo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel freezer non si scioglie il ghiaccionperch\u00e9 \u00e8 freddo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019acqua prende posto nelle formine o nei bicchieri e diventa ghiaccio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se metto in bocca il ghiaccio si scioglie perch\u00e9 la saliva \u00e8 calda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tovagliolo, dove ho appoggiato il ghiaccio, \u00e8 tutto bagnato e si \u00e8 rotto quando lo ho tirato su.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io so una barzelletta che parla dei ghiaccioli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stesura finale<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Titolo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ACQUA SI TRASFORMA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019 acqua messa in freezer si trasforma in ghiaccio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019acqua\/ghiaccio \u00e8 ferma, dura, se la prendo in mano \u00e8 scivolosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha dentro tante bollicine. Essa prende la forma del contenitore dove la metti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marted\u00ec, nel piccolo gruppo, abbiamo preso dal freezer il ghiaccio, lo abbiamo messo dentro una pentolina, e abbiamo acceso una piastra che faceva molto calore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo un po\u2019 abbiamo messo la pentolina con il ghiaccio sopra la piastra calda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ghiaccio, passato un po\u2019 di tempo, si \u00e8 sciolto ed \u00e8 ridiventato acqua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019acqua che fa le bolle nella pentola fa un fumo che si chiama vapore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019acqua-vapore \u00e8 tutta a goccioline, \u00e8 calda ed \u00e8 andata in giro per tutta la classe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019acqua-vapore la trovo nella pentola pronta per cuocere la pasta o sullo specchio del bagno quando faccio la doccia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019acqua-ghiaccio la trovo nel Polo Nord perch\u00e9 l\u00ec fa molto freddo e l\u2019 acqua si ghiaccia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ANIMALI:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gatta di Riccardo. Durante la descrizione che ne fa il bambino gli altri fanno la copia dal vero e, mentre disegnano, spesso intervengono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Appunti raccolti dall\u2019insegnante<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LA GATTA DI RICCARDO.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Min\u00f9 ha il pelo di quattro colori:bianco,nero , marroncino,grigio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha gli occhi verdi e dentro ha una cosa nera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembra una lince.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha il naso rosa fatto a triangolino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tiene la bocca chiusa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella bocca ha i denti e una lingua rossa e ruvida.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha i baffi bianchi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mangia, salta, muove la coda, beve, tocca, annusa tutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha le zampe, le unghie curve e lunghe, ha dei cuscinetti sotto le zampe che sono rosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si stiracchia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha la coda lunga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fa i salti, cade, fa una piroetta, si gira in volo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pelo \u00e8 morbido e liscio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le orecchie sono morbide, dritte, fatte a cono, pelose dentro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A casa \u00e8 docile,qui c\u2019\u00e8 troppa gente; per strada le mettiamo il guinzaglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembra che abbia le pantofole quando cammina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I baffi non vanno gi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha un moroso bianco e nero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul muso i baffi sono attaccati con un puntino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si muove con tutto il corpo,si muovono anche gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli occhi fanno una fessura che \u00e8 pi\u00f9 grande al buio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stesura finale<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Titolo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">MIN\u00d9, LA GATTA DI RICCARDO.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marted\u00ec, nel piccolo gruppo, abbiamo avuto in classe un animale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una gatta. Il suo nome \u00e8 Min\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la gatta di Riccardo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gatta vive in casa della famiglia R.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marted\u00ec Riccardo l\u2019ha portata a scuola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Min\u00f9 salta, cammina, miagola, corre,si distende.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mangia i croccantini al tonno, che Riccardo le ha portato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Beve l\u2019acqua con la lingua, si attacca alla finestra con le unghie, annusa le cose, che ci sono in giro per la classe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si gratta addosso alla scopa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Min\u00f9 apre e chiude gli occhi e la bocca, muove la coda e le orecchie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u00e0 i graffi, si attacca alla maglia dei bambini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si muove, si fa accarezzare, si distende sul tappeto e dorme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha un corpo con la testa,le zampe e la coda, tutto coperto di pelo liscio e morbido.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul muso ha il naso che \u00e8 un triangolino rosa, la bocca aperta o chiusa, che ha dentro denti aguzzi e una lingua ruvida.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha dei baffi attaccati da una parte e dall\u2019altra della bocca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindici a destra e quindici a sinistra, lunghi e bianchi e si muovono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le orecchie attaccate alla testa stanno dritte sono morbide, fatte a cono e si spostano di qua e di l\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Min\u00f9 ha quattro zampe che si appoggiano a terra con dei cuscinetti rosa, morbidi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei cuscinetti lei nasconde le unghie curve e dure.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una gatta bella e silenziosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assomiglia ad una lince.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8216;, &#8221;, 17998, &#8216;2017-02-05 05:09:31&#8217;, NULL, 1, 0, 0, 1, 0, 0, &#8221;, 3, 1);<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si racconta di come, attraverso un&#8221;esperienza di piccolo gruppo, si scopra che la tecnica della descrizione sia pi\u00f9 complessa di quella della sequenza. 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