{"id":50,"date":"2024-01-28T11:53:29","date_gmt":"2024-01-28T10:53:29","guid":{"rendered":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/?p=50"},"modified":"2024-01-28T11:53:37","modified_gmt":"2024-01-28T10:53:37","slug":"valutazione-e-programmazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/valutazione-e-programmazione\/","title":{"rendered":"Valutazione e programmazione"},"content":{"rendered":"\n<p>Valutazione e programmazione<br>LE BUONE PRATICHE INNOVATIVE DEL METODO GALILE<\/p>\n\n\n\n<p>Jacqueline Bickel<\/p>\n\n\n\n<p>Il Metodo Galileo rappresenta un nuovo modo di impostare le metodologie educative e didattiche adottate dalla scuola; si basa sui dati delle neuroscienze, ed introduce buone pratiche e strumenti innovativi per realizzarle. \u00c8 gi\u00e0 stato sperimentato da diversi anni in alcuni plessi scolastici grazie alla ricerca azione di volenterose insegnanti, che hanno documentato come esso porti a coinvolgere positivamente nell\u2019<span tabindex='0' class='glossary-item-container'>apprendimento<span class='glossary-item-hidden-content'><span class='glossary-item-header'>Apprendimento<\/span> <span class='glossary-item-description'>'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialit\u00e0 di pensiero e di linguaggio, come talora d\u00e0 l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sar\u00e0 invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialit\u00e0, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non \u00e8 soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che \u00e8 predestinata gi\u00e0 fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578<\/span><\/span><\/span> un maggior numero di alunni\/studenti, e promuova il raggiungimento di successi eccellenti da parte di tutta la popolazione scolastica, dai superdotati ai disabili certificati.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019apprendimento infantile<\/p>\n\n\n\n<p>Il Metodo Galileo inizia col considerare l\u2019apprendimento infantile in modo analitico, basandosi specificamente su alcuni dati, pi\u00f9 o meno recenti, tratti dalle neuroscienze. Innanzitutto contesta l\u2019applicazione indiscriminata del termine sviluppo ai prodotti della mente, come avviene quando si parla di sviluppo cognitivo, sviluppo del linguaggio e altro. Mentre il termine sviluppo ben si adatta allo sviluppo del corpo fisico sia animale che vegetale, non pu\u00f2 essere esteso ai prodotti della mente.<br>Infatti all\u2019interno della parola sviluppo si viene a comprendere sia l\u2019azione del DNA, sia l\u2019opera del contesto ambientale. Nel caso dello sviluppo del corpo fisico sia animale che vegetale sar\u00e0 il DNA a scandire tutte le tappe relative alla differenziazione degli organi e alla loro crescita a partire del seme fecondato, mentre il contesto si occuper\u00e0 sempre ed unicamente di alimentare, idratare, proteggere ed eventualmente curare.<br>Nel caso dei prodotti della mente l\u2019apporto DNA\/contesto ambientale si inverte: il DNA fornisce unicamente solo delle tendenze iniziali, ereditate geneticamente e sicuramente importanti, che per\u00f2 possono essere inibite od esaltate dall\u2019azione del contesto ambientale. L\u2019ambiente sar\u00e0 pertanto il massimo responsabile nell\u2019offrire all\u2019individuo in via di sviluppo modelli e strumenti adatti all\u2019et\u00e0, oltre a fornire opportunit\u00e0, tempo e incoraggiamenti per garantirne l\u2019assimilazione.<br>Per quanto riguarda i prodotti della mente \u00e8 pi\u00f9 opportuno parlare di costruzione piuttosto che di sviluppo, anche se la costruzione mentale, come lo sviluppo fisico, avviene sempre secondo tappe preordinate, come del resto avviene per qualsiasi costruzione di edifici, strade e quant\u2019altro.<br>Le neuroscienze offrono inoltre altri importanti dati. Innanzitutto precisano che alla nascita il sistema nervoso centrale (SNC) di ogni bambino presenta un numero molto ampio di neuroni ancora scollegati fra di loro, mentre solo un piccolo numero di essi \u00e8 associato a formare quei circuiti, che sottendono i primi comportamenti indispensabili alla sopravvivenza, come la capacit\u00e0 di nutrirsi succhiando al seno, e di segnalare lo sconforto col pianto. Da questo momento in poi tutti i comportamenti e tutte le conoscenze individuali saranno sottese dalla formazione di circuiti sempre pi\u00f9 ampi ed organizzati.<br>L\u2019apprendimento infantile \u00e8 visto come un processo costruttivo della propria mappa cognitiva da parte di ogni bambino; processo che inizia alla nascita e prosegue intensamente in modo informale durante tutte le ore di veglia. I circuiti nervosi che si formano nei primi anni di vita sono i pi\u00f9 stabili e resistenti, come \u00e8 dimostrato da casi di adulti colpiti da patologie neurologiche.<br>\u00c8 importante che l\u2019apprendimento infantile segua tappe corrette, in modo da creare circuiti nervosi ben integrati fra loro, promuovendo l\u2019associazione di comportamenti e conoscenze e non il loro accumulo disordinato, evitando la dispersione di informazione poco collegata e quindi poco utilizzabile successivamente<br>L\u2019avvio di questo processo costruttivo comporta di conseguenza che ogni SNC pur possedendo le stesse strutture, sar\u00e0 diverso da ogni altro, come i lineamenti del volto pur essendo gli stessi sono diversi da un individuo all\u2019altro; con la differenza che i prodotti della mente sono in continua crescita ed evoluzione.<br>In conclusione ogni bambino sar\u00e0 il costruttore della propria mappa cognitiva grazie all\u2019indispensabile apporto del contesto in cui \u00e8 nato, che sar\u00e0 in grado di fornirgli modelli da imitare, strumenti da far usare, opportunit\u00e0 e tempo per esercitarsi, oltre all\u2019incoraggiamento per mantenere sempre attiva e vivace la sua motivazione ad <span tabindex='0' class='glossary-item-container'>apprendere<span class='glossary-item-hidden-content'><span class='glossary-item-header'>Apprendimento<\/span> <span class='glossary-item-description'>'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialit\u00e0 di pensiero e di linguaggio, come talora d\u00e0 l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sar\u00e0 invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialit\u00e0, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non \u00e8 soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che \u00e8 predestinata gi\u00e0 fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578<\/span><\/span><\/span>, ossia a procedere volentieri e continuamente in questo percorso.<br>Per comprendere dove e quando avvenga prioritariamente la costruzione mentale \u00e8 utile riferirsi alla teoria delle intelligenze multiple di Gardner (1987). Si hanno cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>* le due intelligenze personali: l\u2019interpersonale basata su una sempre pi\u00f9 ampia rete di relazioni con gli altri, grazie alla quale ogni bambino andr\u00e0 gradualmente formando l\u2019intelligenza intrapersonale, cio\u00e8 il modo in cui si vede considerato e da cui deriver\u00e0 la propria autostima. Si tratta di due facce della stessa medaglia, che aiutano a costruire un s\u00e9 positivo, fiducioso nelle proprie capacit\u00e0 di apprendere, motivato nei confronti del nuovo e, allo stesso tempo, rispettoso dell\u2019ordine e delle regole di convivenza sociale;\n\n* le tre intelligenze pratiche : motoria, spaziale e musicale, che sottendono l\u2019uso efficace dei propri mezzi corporei, muscoli, occhi e orecchi, dalla cui azione integrata avranno origine le prime conoscenze sul mondo e l\u2019emergere di autonomie, come base del pensiero pratico;\n\n* l\u2019intelligenza linguistica, che analizza il grado di acquisizione della lingua prima orale e poi eventualmente scritta, sia come forma, sia come funzione; nonch\u00e9 l\u2019evolversi dell\u2019intelligenza logica, nel ragionamento, nella previsione, nella valutazione.<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p>La relazione della madre col neonato, nella maggior parte dei casi positiva, \u00e8 senz\u2019altro la prima ad essere sollecitata. Tale relazione \u00e8 condivisa non solo da tutti i mammiferi ma anche da uccelli e rettili, si trova perci\u00f2 situata nel cervello arcaico, nella zona limbica del SNC umano. La relazione sar\u00e0 poi estesa coinvolgendo altri membri della famiglia e del vicinato; ma l\u2019evoluzione dell\u2019autostima risulter\u00e0 pi\u00f9 lenta di tutte le altre forme di intelligenza poich\u00e9 dipender\u00e0 quasi esclusivamente dal comportamento del contesto ambientale.<br>I dati forniti dal movimento dei numerosi segmenti del corpo, associati nelle zone parietali del SNC, tendono ad integrarsi precocemente con i dati forniti dall\u2019occhio, situati nella zona occipitale. Questi dati ben integrati si concretizzano nell\u2019organizzazione dello spazio a tre dimensioni e trovano la loro misura nella psicomotricit\u00e0. I dati forniti dall\u2019orecchio, situati nella zona temporale, andranno a costituire il tempo, la quarta dimensione, da cui deriver\u00e0 la sequenza e il numero. Le zone della corteccia cerebrale ora ricordate sono tutte bilaterali e ricevono segnali incrociati. L\u2019integrazione delle tre intelligenze pratiche porta alla conquista graduale di autonomie pratiche personali e domestiche, con la formazione di circuiti che corrispondono a comportamenti e conoscenze, definiti come pensieri.<br>Il linguaggio si andr\u00e0 formando in una zona monolaterale della corteccia, con la costruzione di due centri specifici: uno anteriore al solco di Rolando, o di Broca, deputato agli automatismi della pronuncia, ed uno posteriore, o di Wernicke, che raccoglier\u00e0 i pensieri codificati col linguaggio grazie alla comprensione verbale, e dal quale saranno evocati per l\u2019espressione.<br>Infine si ha l\u2019intelligenza logica, che inizia a formarsi come organizzazione logica dei contenuti mentali codificati, che non trova una precisa collocazione nel SNC, ma dipende dall\u2019integrazione mediante il linguaggio di tutte le precedenti, se correttamente costruite.<br>Il riferimento alla teoria delle intelligenze multiple tuttavia si limita a questo elenco, che individua le zone cerebrali di formazione iniziale, oltre alla priorit\u00e0 di comparsa. Mentre Gardner presenta le intelligenze in ordine sparso, le considera isolatamente e si preoccupa solo di aggiungerne altre, osservando ci\u00f2 che accade all\u2019individuo adulto, ma fallendo nel compito educativo, il Metodo Galileo considera l\u2019intelligenza unica, individuandola nella capacit\u00e0 di formare ed integrare quei circuiti nervosi che si andranno a formare in zone cerebrali diverse, grazie ai quali ogni individuo inizia la costruzione della propria mappa cognitiva unitaria.<br>Dalle due intelligenze personali si former\u00e0 la capacit\u00e0 di relazione con gli altri, l\u2019autostima e la motivazione all\u2019apprendimento. Dalle tre intelligenze pratiche e dalla graduale conquista di autonomie si formeranno i primi pensieri concreti, punti da cui partire sempre nella programmazione di qualsiasi disciplina, perch\u00e9 rappresentano significati sicuri. Il linguaggio, che si presenta inizialmente come codice ristretto per svolgere usi sociali e poi pu\u00f2 evolversi in quello elaborato per usi cognitivi, dovr\u00e0 essere costruito per tutti ed utilizzato per associare fra loro tutte le altre competenze in modo da dare origine alla logica. \u00c8 indispensabile che i bambini costruiscano sempre tutte queste intelligenze, per integrarle fra loro; poi, da adulti, potranno eventualmente dedicarsi in modo specifico ad elaborarne una o pi\u00f9 di esse.<\/p>\n\n\n\n<p>Il contesto ambientale in cui sono inseriti i bambini di oggi<\/p>\n\n\n\n<p>Dal momento della nascita ogni bambino si trova automaticamente inserito i due contesti: il primo \u00e8 la famiglia, e questa \u00e8 a sua volta inserita in una particolare societ\u00e0. Nell\u2019educazione dei bambini questi due contesti appaiono oggi assai poco impegnati, spesso pi\u00f9 preoccupati di raggiungere altri scopi che quelli di educare, anche perch\u00e9 ancora totalmente convinti che, almeno nei primi anni, i bambini non richiedano particolari interventi salvo quelli per la normale sopravvivenza, cio\u00e8 essere nutriti, accuditi e curati se ne hanno bisogno.<br>In particolare societ\u00e0 e famiglia nell\u2019attuale mondo occidentale si presentano meno adatti che nel passato a svolgere una adeguata e positiva opera educativa nei confronti dei bambini piccoli. La societ\u00e0 perch\u00e9 richiede al suo pubblico spostamenti sempre pi\u00f9 ampi a ritmi sempre pi\u00f9 veloci, soprattutto all\u2019interno dei grandi centri urbani, e ruba perci\u00f2 alla famiglia sempre pi\u00f9 tempo da dedicare ai piccoli. Inoltre essa oggi presenta un enorme quantit\u00e0 di strumenti tecnologici che, se da un lato avvantaggiano gli adulti, dall\u2019altro limitano ai bambini la possibilit\u00e0 di comprendere facilmente il mondo in cui sono appena entrati, riducendolo ad un insieme di pulsanti da premere per ottenere subito qualcosa.<br>La famiglia d\u2019altra parte, oltre a subire le pressioni imposte dalla societ\u00e0, si \u00e8 andata sempre pi\u00f9 riducendo, passando dalla famiglia allargata, ove i piccoli potevano sempre trovare qualche componente che si dedicasse a loro seguendo interessi e ritmi adeguati, a nuclei familiari sempre pi\u00f9 ridotti fino ad arrivare al nucleo singolo, o a nuclei allargati ma secondo un\u2019altra dimensione, sicuramente meno valida affettivamente della prima.<br>In ambito familiare i genitori avvertono inconsciamente alcuni loro aspetti di inadeguatezza o inadempienza, cui tentano di porre rimedio con un eccesso di permissivit\u00e0 o con l\u2019abbondanza di piccoli e grandi doni, alterando in senso peggiorativo il loro compito affettivo ed educativo.<br>Anche quei genitori che desidererebbero essere sostenuti nel loro nuovo ruolo, non trovano facilmente informazioni valide disponibili, e finiscono spesso per imboccare strade errate, che creano un impatto negativo sulle prime costruzioni mentali dei loro piccoli, provocando distorsioni sul piano educativo informale.<br>I bambini per\u00f2 possono essere inseriti presto in un terzo contesto educativo, questa volta pubblico. Per primo c\u2019\u00e8 l\u2019asilo nido, che potrebbe svolgere precocemente un ruolo molto utile, soprattutto nel fornire adeguate e corrette informazioni alla famiglia quando \u00e8 pi\u00f9 desiderosa di riceverle, ma che almeno per ora non pu\u00f2 essere preso in considerazione vista l\u2019esiguit\u00e0 delle strutture disponibili.<br>Subito dopo vi \u00e8 la scuola dell\u2019infanzia, che si presenta attualmente come l\u2019unico contesto pubblico che potrebbe costituire una valida diga al dilagare delle lacune dovute all\u2019insegnamento informale dei primi due contesti. Asilo nido e scuola dell\u2019infanzia purtroppo risentono anche loro, come la famiglia, delle pressioni di una societ\u00e0 che esige ritmi troppo veloci e mette a disposizione troppa tecnologia, mentre restano ancorate a vecchi schemi e indirizzi nel campo dell\u2019educazione infantile.<br>I genitori tendono inoltre a delegare totalmente alla struttura pubblica sia l\u2019educazione sia l\u2019istruzione dei loro figli, ma \u00e8 importante che si rendano conto che il compito educativo non pu\u00f2 che essere portato avanti unitariamente da entrambe le strutture, condividendo gli obbiettivi necessari per ogni singolo caso, ma suddividendo i compiti.<br>\u00c8 alle strutture scolastiche pubbliche che viene offerto il Metodo Galileo, per renderle da un lato pi\u00f9 consapevoli del proficuo ruolo che possono svolgere sia nell\u2019educazione, sia nell\u2019istruzione dei bambini, plasmandone in modo precoce e positivo ogni tappa del percorso, e dall\u2019altro per metterle in grado di informare con la parola e con l\u2019esempio quei genitori che desiderano non commettere sbagli nell\u2019adempimento del loro importantissimo compito.<\/p>\n\n\n\n<p>Le buone pratiche del Metodo Galileo<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla priorit\u00e0 di comparsa delle varie intelligenze e dalla gradualit\u00e0 di costruzione della mappa cognitiva unitaria sono state ricavate e messe a fuoco alcune pratiche innovative, che si sono rivelate particolarmente utili nel coinvolgere nell\u2019apprendimento tutti gli alunni e nel garantire a tutti il massimo successo. Queste sono in sintesi:<br>(1) Ogni insegnante deve preoccuparsi innanzitutto di coltivare con tutti i suoi alunni una relazione positiva. Ci\u00f2 significa conoscere bene i bisogni e i punti di forza di ogni allievo, grazie ad una valutazione formativa, per aiutarlo a colmare i primi servendosi dei secondi, facendo provare a tutti la sensazione del successo, per consolidare in ciascuno una valida immagine di s\u00e9 come studente, o meglio come costruttore delle proprie capacit\u00e0 e conoscenze, facendogli mantenere ed aumentare la propria autostima.<br>(2) Grazie alla valutazione formativa ed alla conseguente conoscenza approfondita delle competenze possedute da ogni allievo l\u2019insegnante pu\u00f2 provvedere ad un insegnamento personalizzato, che sar\u00e0 possibile portare avanti soltanto all\u2019interno di piccoli gruppi.<br>(3) Separare l\u2019insegnamento di competenze ideative e logiche, quali lettura, scrittura e matematica, dagli automatismi indispensabili alla loro acquisizione motoria pratica. Questi ultimi devono essere affrontati molto presto, fino dalla scuola dell\u2019infanzia, ben sapendo che, se saranno correttamente impostati, potranno essere acquisiti dalla quasi totalit\u00e0 degli alunni entro la seconda o, al massimo per alcuni, terza classe della scuola primaria.<br>(4) Approfondire la conoscenza del linguaggio, differenziando in particolare gli usi sociali, a disposizione di tutti gli alunni al loro ingresso a scuola, dagli usi cognitivi, che dovranno invece essere proposti e modellati per tutti, anche per chi non ne ha apparentemente bisogno.<br>(5) Programmare per tutti, grazie all\u2019uso del linguaggio, l\u2019organizzazione logica delle conoscenze mediante relazioni e schemi, che hanno lo scopo da un lato di rafforzare in tutti gli alunni un\u2019agevole operativit\u00e0 a livello di rappresentazione mentale e, dall\u2019altro, a chiarire agli insegnanti come organizzare meglio la didattica delle singole discipline.<\/p>\n\n\n\n<p>Strumenti del Metodo Galileo<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo strumento che il Metodo Galileo mette a disposizione di educatori ed insegnanti \u00e8 rappresentato dai protocolli. Si tratta di una serie di prove tratte dal normale repertorio di attivit\u00e0 della scuola dell\u2019infanzia oltre ad un questionario, rivolto ai genitori, per verificare i comportamenti del bambino fra le mura domestiche.<br>I protocolli hanno lo scopo di guidare le insegnanti ad osservare ed annotare con cura i comportamenti che corrispondono alle costruzioni mentali che ogni bambino abbia gi\u00e0 fatto in ogni intelligenza. Le insegnanti sono cos\u00ec portate ad effettuare per ogni bambino una valutazione globale e precisa di punti di forza e di debolezza, che tendono a sfuggire alle superficiali valutazioni che vengono abitualmente adottate.<br>Dopo numerose applicazioni dei protocolli, le insegnanti possono facilmente padroneggiare le diverse attivit\u00e0, diventando abili nel valutare sempre globalmente il comportamento infantile e nell\u2019evidenziare per ogni soggetto i punti di forza e quelli momentaneamente trascurati.<br>\u00c8 opportuno impiegare i protocolli al momento dell\u2019ingresso nella scuola dell\u2019infanzia quando, per l\u2019et\u00e0, le costruzioni mentali sono evidentemente minori e pi\u00f9 facilmente osservabili; una volta applicati non sar\u00e0 necessario ripeterli, baster\u00e0 osservare i progressi.<br>I risultati dei protocolli sono poi sintetizzati nel secondo strumento operativo, rappresentato dai profili descrittivi delle competenze individuali. Si tratta di un prospetto in cui sono elencate le principali attivit\u00e0 relative ad ogni intelligenza o disciplina scolastica, ove ogni bambino viene valutato su tre livelli:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>* ha ancora bisogno di aiuto pratico e verbale\n\n* ha solo bisogno di aiuto verbale\n\n* \u00e8 perfettamente autonomo<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p>I profili sono stilati per tre anni consecutivi, perci\u00f2 accanto ad ogni voce si trovano i numeri da 1 a 5, con questo valore: da 1 a 3 per il primo anno; fino a 4 per il secondo e fino a 5 per il terzo. Sono disponibili profili per ogni grado di scuola in modo da accompagnare ogni alunno dai 3 ai 14 anni.<br>I risultati evidenziati nei profili infine possono essere riportati nel terzo strumento: i curricula, che si presentano come mezzi sia di valutazione sia di programmazione, dato che definiscono per ogni settore, o ogni disciplina scolastica, le tappe fondamentali del percorso di apprendimento. Ogni alunno viene a trovarsi cos\u00ec situato lungo un percorso, proprio nel punto in cui risulta perfettamente autonomo, indipendentemente dalla classe di appartenenza; nello stesso tempo risulta evidenzato il successivo argomento da affrontare nel suo insegnamento personalizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>La valutazione formativa<\/p>\n\n\n\n<p>Con i curricula il Metodo Galileo propone un nuovo modo di osservare gli alunni eseguendo una vera valutazione formativa, in opposizione alla valutazione normalmente eseguita nella scuola, detta valutazione sommativa (Mion, 2010).<br>La valutazione sommativa, che presuppone l\u2019azione prevalente del DNA nel comportamento dei bambini sottovalutando del tutto l\u2019apporto del contesto, applica anche ai bambini della scuola primaria, allo stadio del pensiero preoperatorio piagetiano, il metodo peraltro valido per studenti allo stadio del pensiero formale: prima si insegna, poi si valuta quello che \u00e8 stato ritenuto. L\u2019insegnante tende inoltre solo a verificare il raggiungimento di un risultato finale, non del processo in corso per raggiungerlo, ossia delle tappe intermedie che lo sottendono. Il voto numerico infine serve solo a classificare gli alunni, non si preoccupa di formarli ed \u00e8 fra l\u2019altro, come ben noto, estremamente soggettivo.<br>La valutazione formativa invece presuppone la costruzione della mappa cognitiva individuale e non il suo sviluppo per opera del DNA. Con questa valutazione l\u2019insegnante si propone di osservare le costruzioni mentali gi\u00e0 raggiunte o anche solo avviate da ogni bambino prima in ogni area relativa alle singole intelligenze, e poi alle diverse discipline. Le varie costruzioni mentali vengono valutate allo scopo di impostare un programma personalizzato di insegnamento.<br>La valutazione formativa viene effettuata automaticamente con i curricula. Questi operano innanzitutto l\u2019opportuna distinzione fra il linguaggio per usi sociali, o codice ristretto, che tutti i bambini in genere possiedono, e il linguaggio per usi cognitivi, che comprende il codice elaborato indispensabile all\u2019organizzazione logica dei contenuti mentali codificati e al raggiungimento del discorso cognitivo, che richiede di essere impostato e insegnato a tutti gli scolari..<br>I curricula hanno poi anche il pregio di suddividere ulteriormente alcune importanti discipline, quali italiano e matematica, nelle loro diverse componenti. Le competenze d\u2019italiano infatti sono analizzate in :<\/p>\n\n\n\n<p>(a) automatismi del segno grafico e della codifica\/decodifica,<\/p>\n\n\n\n<p>(b) lettura, con i diversi gradi di comprensione: letterale, inferenziale, creativa e critica,<\/p>\n\n\n\n<p>(c) scrittura, con la capacit\u00e0 di organizzare il discorso narrativo e quello espositivo,<\/p>\n\n\n\n<p>(d) grammatica.<\/p>\n\n\n\n<p>La matematica viene suddivisa in:<\/p>\n\n\n\n<p>(a) aritmetica, con gli automatismi del sistema dei numeri, usando il valore posizionale della cifra, e del calcolo aritmetico con le quattro operazioni;<\/p>\n\n\n\n<p>(b) geometria;<\/p>\n\n\n\n<p>(c) misura;<\/p>\n\n\n\n<p>(d) soluzione di problemi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dare un unico voto a tali importanti materie scolastiche non permette di distinguere bene quali siano i reali punti di forza o di debolezza di ogni alunno. La definizione di singole tappe nei diversi percorsi di ogni disciplina permette invece di effettuare una reale e positiva programmazione personalizzata, facendo raggiungere a tutti gli alunni, anche se in grado diverso, una costruzione pi\u00f9 solida della propria mappa cognitiva, che aiuta a guidarli ad un risultato finale coronato da successo.<\/p>\n\n\n\n<p>La programmazione personalizzata<\/p>\n\n\n\n<p>Per i bambini piccoli, allo stadio del pensiero preoperatorio, l\u2019insegnamento nel grande gruppo \u00e8 assolutamente inefficace, almeno per una buona parte della classe. L\u2019insegnamento a un grande gruppo, che parte da spiegazioni offerte in lezioni frontali, \u00e8 sempre di tipo deduttivo, adatto a studenti giunti al pensiero formale, come i liceali o gli universitari, quando si d\u00e0 per scontato che ogni discente sia in grado di gestire il proprio apprendimento.<br>L\u2019insegnamento pi\u00f9 efficace nel caso dei bambini piccoli, che ovviamente non sanno ancora gestire da soli il proprio apprendimento ma si affidano totalmente all\u2019adulto educatore o insegnante, \u00e8 quello di tipo induttivo, che parte sempre da ci\u00f2 che ogni bambino gi\u00e0 conosce nell\u2019ambito concreto pratico, si preoccupa di attivare la capacit\u00e0 di operare sulla rappresentazione mentale prima su contenuti mentali concreti e conosciuti, poi sconosciuti, infine astratti.<br>I bambini devono essere gradualmente guidati ad usare il linguaggio, in quanto mediatore dell\u2019operativit\u00e0 sulla rappresentazione mentale, come se si trattasse di azioni dirette e concrete. Per guidare tutti i bambini a questo uso cognitivo del linguaggio non basta che essi ascoltino i modelli offerti dall\u2019insegnante o da altri coetanei pi\u00f9 pronti, ma \u00e8 indispensabile che essi abbiano anche l\u2019occasione di sperimentarli parlando.<br>E poich\u00e9 non \u00e8 possibile far parlare tutti nel grande gruppo, si propone di far usare all\u2019insegnante l\u2019insegnamento in piccolo gruppo. Non sarebbe una grande novit\u00e0, dato che tutte le riforme hanno sempre parlato di piccoli gruppi, tuttavia senza mai specificare il numero dei componenti.<br>Il Metodo Galileo invece precisa che il piccolo gruppo richiede al massimo cinque partecipanti, per la semplice ragione che i bambini piccoli non possono aspettare oltre quattro turni prima di poter parlare a loro volta; solo nel piccolo gruppo potranno <span tabindex='0' class='glossary-item-container'>imparare<span class='glossary-item-hidden-content'><span class='glossary-item-header'>Apprendimento<\/span> <span class='glossary-item-description'>'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialit\u00e0 di pensiero e di linguaggio, come talora d\u00e0 l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sar\u00e0 invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialit\u00e0, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non \u00e8 soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che \u00e8 predestinata gi\u00e0 fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578<\/span><\/span><\/span> ad ascoltare con cura i modelli verbali proposti, per imparare ad usarli e ad esprimersi adeguatamente, affermando cos\u00ec l\u2019immagine di s\u00e9 in quanto studenti capaci.<br>Ma per gestire efficacemente il piccolo gruppo non basta ridurre il numero dei partecipanti, continuando a proporre una normale lezione frontale. \u00c8 invece indispensabile che l\u2019insegnante sappia usare con accortezza il metodo induttivo, che richiede di partire sempre da azioni e osservazioni su oggetti concreti, conosciuti e presenti, insegnando a codificare con precisione col linguaggio le azioni eseguite, in modo da poterle applicare ad altri oggetti conosciuti, ma non presenti e quindi solo rappresentati mentalmente.<br>Il metodo induttivo richiede inoltre che l\u2019insegnante eviti di iniziare subito con le spiegazioni e con i termini verbali pi\u00f9 adatti, ma parta sempre da domande, che hanno lo scopo di motivare nei bambini la loro partecipazione, sia che conoscano la risposta, sia che, non sapendola, vogliano colmare la piccola carenza nella loro mappa cognitiva.<br>Il piccolo gruppo offre infine all\u2019insegnante un\u2019ulteriore opportunit\u00e0: quella di riuscire a stabilire una relazione positiva con tutti gli alunni del gruppo stesso poich\u00e9, dopo aver ben individuato in precedenza con la valutazione formativa i punti di forza e di debolezza di ognuno, \u00e8 in grado di far provare il successo a tutti, pur sollecitando in ognuno ci\u00f2 di cui ha maggior bisogno.<br>Nel grande gruppo l\u2019insegnante pu\u00f2 spesso essere visto come un giudice pronto sempre a sanzionare, o come un controllore preoccupato di mantenere o ristabilire l\u2019ordine, e perci\u00f2 tende a rispecchiare ai suoi alunni un\u2019immagine negativa in quanto scolari. Nel piccolo gruppo \u00e8 invece sempre visto come risorsa, che aiuta tutti a raggiungere il successo godendone, migliorando per tutti la propria autostima.<br>In conclusione il Metodo Galileo aiuta le insegnanti a rinnovare il modo di fare scuola, presentando strumenti originali per realizzare le sue buone pratiche innovative; in pratica:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>* sostituire alla valutazione degli alunni solo per le materie scolastiche, che tende a giudicare soggettivamente e ad esprimere con voti il risultato, la valutazione formativa delle costruzioni gi\u00e0 effettuate nelle diverse intelligenze o discipline scolastiche, allo scopo di programmare con cura un insegnamento personalizzato;\n\n* considerare in modo diverso il linguaggio per gli usi sociali, posseduti dalla maggior parte degli alunni, ed quello per gli usi cognitivi da impostare per tutti, per garantire l\u2019organizzazione logica dei contenuti mentali codificati;\n\n* adottare per le discipline pi\u00f9 complesse come l\u2019italiano e la matematica una valutazione diversificata in automatismi e contenuti creativi, a loro volta suddivisi per settore, come indicato nei curricula;\n\n* ridurre la programmazione unica per tutta la classe, tipica del pensiero formale, effettuata con le lezioni frontali, che iniziano con le spiegazioni e terminano con le interrogazioni, sostituendola con una programmazione modulare, personalizzata, secondo i bisogni di ogni alunno, da portare avanti col metodo induttivo per piccoli gruppi, ove ognuno sar\u00e0 giudicato prevalentemente per la partecipazione e per le domande poste.<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p>La programmazione degli automatismi, l\u2019approfondimento sulla struttura e sulle funzioni del linguaggio e l\u2019organizzazione logica delle conoscenze meritano un\u2019analisi ed una discussione approfondita, che sar\u00e0 affrontata nei prossimi articoli.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>Bibliografia<\/p>\n\n\n\n<p>Bickel J., Giuntoli G., 2005. Educare, formare, insegnare. La guida indispensabile per la formazione psicopedagogia degli insegnanti. Books &amp; Company, Livorno<\/p>\n\n\n\n<p>Bickel J., Grandini G., 2009. I curricula del Metodo Galileo. Le tappe essenziali per un apprendimento coronato dal successo dalla scuola dell\u2019infanzia al termine del primo ciclo di istruzione. Associazione Culturale La Giubba, Piazza al Serchio (LU)<\/p>\n\n\n\n<p>Bickel J., Grandini G., 2010. Le buone pratiche del Metodo Galileo. Ricerca azione del Progetto\u201d I care\u201d della valle del Serchio 2007-2010. Associazione Culturale La Giubba, Piazza al Serchio<\/p>\n\n\n\n<p>Gardner H., 1983. Frames of mind. The theory of multiple intelligences. Basic Books, New York. Trad. It. Formae mentis. Saggio sulla pluralit\u00e0 delle intelligenze. Feltrinelli, Milano 1988<\/p>\n\n\n\n<p>Mion\u2026. , 2010. Lezione al Master\u2026 Gallicano (LU)<\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato il 2011-03-04<br>&#8216;, &#8221;, 8572, &#8216;2017-02-06 10:51:10&#8217;, NULL, 1, 0, 0, 1, 0, 0, &#8221;, 6, 1);<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Valutazione e programmazioneLE BUONE PRATICHE INNOVATIVE DEL METODO GALILE Jacqueline Bickel Il Metodo Galileo rappresenta un nuovo modo di impostare le metodologie educative e didattiche adottate dalla scuola; si basa sui dati delle neuroscienze, ed introduce buone pratiche e strumenti innovativi per realizzarle. \u00c8 gi\u00e0 stato sperimentato da diversi anni in alcuni plessi scolastici grazie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-50","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-progetto"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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