{"id":125,"date":"2024-02-18T11:58:04","date_gmt":"2024-02-18T10:58:04","guid":{"rendered":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/?p=125"},"modified":"2024-02-18T12:03:09","modified_gmt":"2024-02-18T11:03:09","slug":"come-prevenire-i-dsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/come-prevenire-i-dsa\/","title":{"rendered":"Come prevenire i DSA"},"content":{"rendered":"\n<p>METODO INDUTTIVO E METODO DEDUTTIVO<\/p>\n\n\n\n<p>di Jacqueline Bickel<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo il mio punto di vista i DSA (Disturbi Specifici dell\u2019<span tabindex='0' class='glossary-item-container'>Apprendimento<span class='glossary-item-hidden-content'><span class='glossary-item-header'>Apprendimento<\/span> <span class='glossary-item-description'>'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialit\u00e0 di pensiero e di linguaggio, come talora d\u00e0 l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sar\u00e0 invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialit\u00e0, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non \u00e8 soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che \u00e8 predestinata gi\u00e0 fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578<\/span><\/span><\/span>), tanto diffusi al giorno d\u2019oggi, non sarebbero ereditati dai bambini col loro DNA, o causati da una loro negligente applicazione allo studio, bens\u00ec sarebbero provocati, certamente in modo del tutto inconsapevole, dai contesti che dovrebbero educarli.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019errore di partenza sta nella parola sviluppo. La parola sviluppo contiene all\u2019interno del suo significato l\u2019interazione fra l\u2019opera del DNA da un lato e quella del contesto ambientale dall\u2019altro. Quando ci si riferisce al corpo fisico, animale o vegetale, il DNA si preoccupa di scandire tutte le tappe dello sviluppo, mentre il contesto svolger\u00e0 sempre gli stessi compiti: nutre, idrata, protegge e cura.<\/p>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 siamo circondati da tanta fisicit\u00e0 la parola sviluppo \u00e8 stata attribuita anche ai prodotti della mente: si parla di sviluppo cognitivo, sviluppo del linguaggio\u2026 Ma in questo caso la parola trae in inganno; per i prodotti della mente sarebbe pi\u00f9 corretto usare la parola costruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso dei prodotti della mente, infatti, il rapporto fra l\u2019opera del DNA e quello del contesto si inverte: il DNA si preoccupa esclusivamente di fornire a chi nasce tendenze ereditate, ma affida al contesto ambientale l\u2019opportunit\u00e0 di esaltarle od inibirle, aiutando o contrastando il bambino nella costruzione della propria mappa cognitiva mentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni bambino che nasce, infatti, ha il compito di costruire, fin dal momento della nascita, la propria mappa cognitiva e in questo compito costruttivo dovr\u00e0 essere aiutato dal contesto ambientale, che gli fornir\u00e0 modelli di comportamento da imitare, materiali, strumenti, possibilit\u00e0 di usarli, tempo e occasioni per esercitarsi, incoraggiamento. L\u2019educazione dei piccoli consiste proprio nell\u2019opera responsabile dell\u2019ambiente, per aiutare ciascuno a costruirsi la propria mappa cognitiva.<\/p>\n\n\n\n<p>A ogni bambino che nasce il DNA individuale porta in eredit\u00e0 una serie di geni utili alla costruzione della propria mappa cognitiva mentale, ma dal momento della nascita in poi non si occuper\u00e0 pi\u00f9 della loro evoluzione, che sar\u00e0 affidata invece all\u2019opera dei contesti ambientali in cui egli si trova immerso, a cominciare dalla societ\u00e0 troppo veloce e troppo tecnologica e dalla famiglia, troppo ridotta nel suo nucleo o allargata in modo anomalo, con ripercussioni sulla motivazione dei bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>La mappa cognitiva umana \u00e8 costituita da due sottomappe: la mappa episodica, che contiene tutti i comportamenti percettivi, legati alla progressiva conquista di autonomie personali, oltre alle emozioni e alle motivazioni: in sintesi il pensiero pratico. Questa mappa \u00e8 condivisa da tutte le specie animali e consente, grazie a capacit\u00e0 e abilit\u00e0 acquisite, l\u2019adattamento ad una specifica nicchia ecologica.<\/p>\n\n\n\n<p>I contenuti della mappa episodica, acquisiti con l\u2019integrazione di dati motori, visivi e uditivi, ossia da dati forniti dal proprio corpo fisico, sono dati sicuri, che consentono la rappresentazione mentale di oggetti e azioni a seconda di ci\u00f2 che serve al momento del loro successivo incontro. \u00c8 noto che bambini piccoli, che ancora non parlano, sono in grado di riconoscere la propria casa, le persone e gli oggetti quotidiani da usare al momento opportuno.<\/p>\n\n\n\n<p>La specie umana tuttavia offre in eredit\u00e0 ai piccoli anche la capacit\u00e0 di linguaggio, che consiste nella capacit\u00e0 di codificare il proprio pensiero; codificare significa rendere equivalente il pensiero pratico ad una precisa catena di suoni: le parole e le frasi di una lingua.<\/p>\n\n\n\n<p>Di conseguenza ogni bambino accanto alla sua mappa episodica dovr\u00e0 costruire anche una seconda mappa, la mappa semantica, che conterr\u00e0 tutte le conoscenze acquisite con le parole e con le frasi della sua lingua materna. Parole e frasi non forniscono mai di per s\u00e9 dati sicuri, in grado di attivare la rappresentazione mentale, tuttavia possono diventarlo ogni qualvolta esse vengano strettamente associate ai dati della mappa episodica.<\/p>\n\n\n\n<p>La mappa cognitiva globale non pu\u00f2 contenere contraddizioni; perci\u00f2 la mappa semantica deve innanzitutto unirsi saldamente alla mappa episodica, codificandone la maggior parte dei contenuti percettivo-emotivi legati alla crescente autonomia, ma in seguito deve anche consentire ad ogni parola nuova, che vi entra, di collegarsi, mediante il maggior numero di legami linguistici e logici, con i contenuti verbali gi\u00e0 presenti. Parole e frasi scollegate o poco collegate al reticolo verbale gi\u00e0 formato possono intasare la mappa semantica invece di renderla facilmente utilizzabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 stato confermato dall\u2019eccellente esposizione della dottoressa Dentella, quando dice che per ottenere una reale competenza non \u00e8 sufficiente la conoscenza verbale, ma \u00e8 indispensabile che quest\u2019ultima si associ innanzitutto alle capacit\u00e0 e alle abilit\u00e0 individuali, rappresentate dai comportamenti, quindi alla mappa episodica. Una reale competenza inoltre prevede che le conoscenze acquisite siano facilmente evocabili al momento del bisogno; per essere facilmente evocata mentalmente \u00e8 necessario che ogni conoscenza verbale non resti isolata, ma sia collegata al maggior numero di altre conoscenze all\u2019interno della mappa semantica grazie a relazioni e schemi logici.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli insegnanti, soprattutto quelli dei primi anni, della scuola dell\u2019infanzia e della primaria, vengono abilitati ad un compito cos\u00ec importante senza che siano fornite loro adeguate conoscenze sulla natura mentale dell\u2019apprendimento infantile, su come ogni bambino costruisca ed usi la sua mappa cognitiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza adeguate informazioni sulla natura neurologica e sulla genesi dell\u2019apprendimento le insegnanti dei primi anni, quelle che hanno la maggiore responsabilit\u00e0 nel contrastare i disturbi dell\u2019insegnamento informale gi\u00e0 indotti nei bambini da societ\u00e0 e famiglia, finiscono con l\u2019associarsi all\u2019opera nefasta dei primi due contesti, proponendo precocemente ai piccoli un insegnamento secondo il metodo deduttivo, l\u2019ultimo che essi stessi hanno sperimentato negli ultimi anni della loro educazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il metodo deduttivo si preoccupa di fornire in continuazione contenuti nuovi e totalmente sconosciuti ai piccoli, partendo da spiegazioni prevalentemente verbali ed esempi verbali non sufficientemente ripetuti, esposti in una sapiente lezione frontale, allo scopo di svolgere un programma. Ma questo metodo, che pure ha i suoi vantaggi di velocit\u00e0 per chi dispone di una mappa semantica ben strutturata, non \u00e8 assolutamente adatto per bambini allo stadio preoperatorio ed anche per tutto l\u2019obbligo scolastico.<\/p>\n\n\n\n<p>I bambini piccoli hanno assoluto bisogno prima di tutto di rafforzare la loro mappa cognitiva con un insegnamento induttivo, che parta sempre dal concreto, cio\u00e8 dalla mappa episodica che contiene sempre significati sicuri, legati a ci\u00f2 che sanno fare e fanno abitualmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il metodo induttivo infatti si preoccupa innanzitutto di indurre, cio\u00e8 di guidare ogni bambino alla codifica del suo pensiero pratico. Maggiore \u00e8 l\u2019autonomia di un bambino, maggiori saranno le sue opportunit\u00e0 di codificare pensieri sicuri, iniziando a costruire una mappa semantica con parole in grado di attivare immediatamente la rappresentazione mentale del loro significato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non basta. Per acquisire una reale competenza \u00e8 anche indispensabile che, all\u2019interno della mappa semantica, ogni bambino leghi fra loro ogni parola col maggior numero di nessi logici: inizialmente solo a due a due grazie alle relazioni logiche, in seguito con gli schemi logici. Ci\u00f2 risulta indispensabile per attivare rapidamente non solo l\u2019evocazione e la rappresentazione mentale, ma soprattutto la capacit\u00e0 di operare sulla rappresentazione mentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni bambino in pratica deve essere guidato presto a costruirsi una solida mappa semantica, facendo proprie le relazioni logiche con l\u2019azione e l\u2019osservazione, partendo quindi dalla mappa episodica, ma anche e soprattutto parlando mentre agisce e osserva.<\/p>\n\n\n\n<p>Se i bambini saranno abituati presto a codificare in forma linguistica i contenuti pratici sicuri, gi\u00e0 in loro possesso, saranno in grado di costruirsi una mappa verbale altrettanto sicura, in modo da potersi servire del linguaggio in comprensione ed in espressione nel loro apprendimento scolastico, cos\u00ec come usano la loro mappa episodica nell\u2019apprendimento pratico.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece, senza l\u2019aiuto di una solida mappa semantica ben collegata a quella episodica, comportamentale e pratica, e con la presenza di conoscenze verbali acquisite ben collegate fra loro, per essere rapidamente evocate, i bambini trovano difficolt\u00e0 ad <span tabindex='0' class='glossary-item-container'>imparare<span class='glossary-item-hidden-content'><span class='glossary-item-header'>Apprendimento<\/span> <span class='glossary-item-description'>'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialit\u00e0 di pensiero e di linguaggio, come talora d\u00e0 l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sar\u00e0 invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialit\u00e0, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non \u00e8 soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che \u00e8 predestinata gi\u00e0 fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578<\/span><\/span><\/span> in un contesto scolastico, che usi troppo precocemente il metodo deduttivo. Questo metodo infatti li costringe a memorizzare e ad elaborare solo col linguaggio continue quantit\u00e0 di contenuti verbali nuovi, senza essere in grado di attivare la loro rappresentazione mentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, col procedere dell\u2019iter scolastico, alcuni bambini cominciano a manifestare i sintomi di quelli che vengono impropriamente chiamati DSA, ma che sono soltanto difficolt\u00e0 provocate da un\u2019immersione intensiva e troppo precoce degli scolari nell\u2019insegnamento deduttivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo le neuroscienze ci informano che i circuiti nervosi costruiti nei primi anni sono i pi\u00f9 stabili e resistenti ad ogni cambiamento. Quindi, nonostante una sapiente diagnosi, fatta quando i DSA sono ormai comparsi e risultano evidenti, sar\u00e0 sempre molto difficile affrontarli con metodi riabilitativi, e soprattutto risolverli.<\/p>\n\n\n\n<p>Per fortuna il metodo induttivo pu\u00f2 essere usato anche a percorso scolastico gi\u00e0 avviato, tutte le volte che l\u2019insegnante avr\u00e0 l\u2019accortezza di partire da esempi concreti visivo motori, piuttosto che solo verbali.<\/p>\n\n\n\n<p>Una chiara dimostrazione di metodo induttivo, da adottarsi negli ultimi anni della scuola primaria o anche alle medie, ci \u00e8 fornita sempre dalla dottoressa Dentella nella sua esauriente presentazione, nella quale spiega come chiarire ai bambini i termini e le relazioni della geometria piana (quadrato, rombo, parallelogramma, diagonale\u2026) servendosi di asticelle mobili piuttosto che di disegni e di definizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uso intensivo e costante del metodo induttivo nei primi anni, e durante tutto l\u2019obbligo scolastico se necessario, \u00e8 il modo migliore di attuare una reale prevenzione all\u2019interno della scuola dei DSA.<\/p>\n\n\n\n<p>di J.Bickel<\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato il 2011-11-06<br>&#8216;, &#8221;, 9815, &#8216;2017-02-07 17:03:24&#8217;, NULL, 1, 0, 0, 1, 0, 0, &#8221;, 7, 1);<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>METODO INDUTTIVO E METODO DEDUTTIVO di Jacqueline Bickel Secondo il mio punto di vista i DSA (Disturbi Specifici dell\u2019ApprendimentoApprendimento &#8216;Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialit\u00e0 di pensiero e di linguaggio, come talora d\u00e0 l&#8217;impressione di fare e come spesso viene [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-125","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-progetto"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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