{"id":121,"date":"2024-02-18T11:52:03","date_gmt":"2024-02-18T10:52:03","guid":{"rendered":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/?p=121"},"modified":"2024-02-18T11:52:27","modified_gmt":"2024-02-18T10:52:27","slug":"lorganizzazione-logica-terza-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/lorganizzazione-logica-terza-parte\/","title":{"rendered":"L&#8217;organizzazione logica &#8211; Terza parte"},"content":{"rendered":"\n<p>Gli schemi logici, prima parte<\/p>\n\n\n\n<p>di Jaqueline Bickel<\/p>\n\n\n\n<p>Un elemento fortemente innovativo del Metodo Galileo, ed ancora in fase di attiva sperimentazione con la ricerca-azione da parte degli insegnanti, \u00e8 la pratica di coinvolgere gli alunni fino dalle prime classi della scuola primaria a fare propri e ad usare gli schemi logici.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa sono gli schemi logici? Schemi grazie ai quali i pi\u00f9 svariati contenuti vengono organizzati all\u2019interno di qualsiasi discorso sia narrativo, sia espositivo. Tale organizzazione prescinde dalla forma linguistica, semplice o elaborata, che successivamente potr\u00e0 rivestire il discorso stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli schemi logici sono sette, ma solo raramente sono presenti in forma isolata nel materiale presente nei libri; in ogni testo in genere pi\u00f9 schemi si combinano fra loro, talora in forma implicita. Come le sette note musicali, opportunamente combinate fra loro, sono sufficienti a formare tutta la musica presente al mondo, i sette schemi logici, opportunamente combinati fra loro, sottendono l\u2019organizzazione di tutto il materiale scritto, sia di tipo narrativo sia di tipo espositivo, attualmente disponibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti gli schemi sono sempre presenti all\u2019interno di ogni discorso organico, anche se alcuni saranno prevalenti ed altri appena accennati o addirittura impliciti; quindi la loro conoscenza ed individuazione faciliter\u00e0 sempre a chi li possiede sia la comprensione approfondita nella lettura, sia la capacit\u00e0 di organizzare un testo scritto.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ipotesi offerta dal metodo Galileo agli insegnanti per la ricerca-azione \u00e8 stata questa: se gli alunni venivano esercitati nella costruzione di ogni schema isolato, ma progressivamente orientato dal concreto verso l\u2019astratto, sarebbero stati aiutati sia a comprendere in modo pi\u00f9 approfondito quello che leggono, sia a facilitare loro l\u2019esposizione scritta. In altre parole ci\u00f2 avrebbe significato rafforzare la loro mappa semantica, per utilizzarla al meglio sia nella comprensione, sia nell\u2019esposizione di un discorso cognitivo, che in genere dovrebbe andare dalle premesse iniziali alla loro elaborazione, fino alla conclusione finale.<\/p>\n\n\n\n<p>Basare l\u2019educazione linguistica sugli schemi logici ha lo scopo di condurre in breve tempo tutta la classe al possesso di pochi schemi predisposti all\u2019organizzazione della maggior parte dei contenuti mentali, iniziando da quelli conosciuti e concreti, per passare all\u2019evocazione di quelli conosciuti ma solo evocati mentalmente e andare verso quelli progressivamente sempre pi\u00f9 astratti, che formano in genere i contenuti delle diverse discipline.<\/p>\n\n\n\n<p>Viene in tal modo invertita la consueta metodologia che si preoccupa di fornire agli alunni molti e diversi contenuti, nella convinzione, o forse nella speranza, che essi sappiano da soli ricavare dai contenuti stessi anche il modo di organizzarli in un discorso orale o scritto, che li aiuti a farli propri e a renderli disponibili per una successiva evocazione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019insegnante deve presentare uno schema logico alla volta, iniziando dal primo, la descrizione, tenendo conto che ogni schema successivo contiene i precedenti, ma nell\u2019insegnamento ai bambini della scuola primaria sono consentite alcune eccezioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni schema logico \u00e8 in pratica costituito da intere catene di relazioni logiche. Quindi prima di coinvolgere gli alunni a far proprio e ad usare ogni schema logico \u00e8 indispensabile abituarli a raccogliere e ad evocare numerosi esempi dei diversi tipi di relazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni schema sar\u00e0 costruito dagli alunni secondo le progressive tappe di un percorso, che inizia sempre dal concreto e pratico per far associare stabilmente la mappa semantica a quella episodica, ed utilizza le relazioni logiche, che gli alunni devono aver gi\u00e0 costruito, per far collegare fra loro i contenuti verbali nuovi con altri gi\u00e0 presenti all\u2019interno della mappa semantica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni schema richiede la partecipazione degli alunni nel fare, osservare, toccare, ma soprattutto nel dire o anche solo nel ripetere i modelli verbali presentati dall\u2019insegnante o dai coetanei; pertanto \u00e8 evidente che questo tipo di insegnamento vada effettuato solo nel piccolo gruppo presentando lo schema agli alunni in forma isolata e chiara.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni schema logico consente a ciascun alunno di collegare informazione linguistica nuova con quella gi\u00e0 posseduta, oltre ad abituarlo a lavorare sulla rappresentazione mentale, iniziando sempre dall\u2019operare sul concreto conosciuto (mappa episodica), proseguendo poi gradualmente verso contenuti sempre pi\u00f9 astratti. Si tratta di insegnare presto agli scolari a lavorare in modo graduale sulla rappresentazione mentale, evocata dal linguaggio, con una analoga facilit\u00e0 alla loro capacit\u00e0 di operare sul materiale concreto e conosciuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie al possesso degli schemi logici gli alunni hanno la possibilit\u00e0 di ampliare ed articolare al massimo la loro mappa semantica, che contiene le conoscenze in forma verbale, mantenendola sempre ben connessa alla loro mappa episodica, ricca di dati percettivi ed emotivi, poich\u00e9 si tratta di iniziare sempre dall\u2019osservazione di oggetti conosciuti concreti e presenti, per passare a quelli concreti e conosciuti ma non presenti, andare quindi verso ci\u00f2 che \u00e8 concreto sconosciuto e ovviamente non presente, e terminare con l\u2019astratto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il metodo Galileo guida in questo modo gli insegnanti a far s\u00ec che tutti gli alunni loro affidati riescano ad appropriarsi fino dalle prime classi della scuola primaria non di particolari contenuti, ma del modo di organizzare logicamente qualsiasi tipo di contenuto mentale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ipotesi iniziale \u00e8 stata ampiamente confermata dall\u2019applicazione pratica all\u2019interno di alcune prime classi di scuola primaria: anche dopo la sola presentazione dei primi due schemi, procedura pratica e descrizione, l\u2019intera classe \u00e8 stata motivata ad impegnarsi con gioia e soddisfazione nel compito di scrittura, anche se ovviamente i singoli compiti, prodotti da ciascun alunno, presentavano differenze soprattutto nell\u2019uso dei termini linguistici, con i quali venivano rivestiti i contenuti organizzati.<\/p>\n\n\n\n<p>I sette schemi logici sono i seguenti :<\/p>\n\n\n\n<p>Procedura pratica<\/p>\n\n\n\n<p>Descrizione<\/p>\n\n\n\n<p>Paragone<\/p>\n\n\n\n<p>Classificazione<\/p>\n\n\n\n<p>Spazio<\/p>\n\n\n\n<p>Tempo<\/p>\n\n\n\n<p>Causa<\/p>\n\n\n\n<p>Soluzione di problemi<\/p>\n\n\n\n<p>Al primo posto troviamo lo schema \u201cprocedura pratica\u201d cui \u00e8 stato fatto cenno gi\u00e0 nel precedente articolo sulle relazioni logiche, e che si consiglia di avviare fino dalla scuola dell\u2019infanzia. La procedura pratica lega verbalmente gli oggetti concreti della vita quotidiana alle azioni che si possono fare per mezzo loro; questo legame verbale pu\u00f2 essere posto anche precocemente modellando ai bambini piccoli, che progressivamente acquistano autonomie pratiche, le catene di relazioni verbali oggetto\/azione, proprio mentre le stanno eseguendo.<\/p>\n\n\n\n<p>I bambini vengono cos\u00ec abituati a scuola, ma anche a casa, a denominare nell\u2019ordine la serie di azioni necessarie, che essi eseguono proprio mentre compiono i loro primi atti di autonomia personale: lavarsi le mani, mangiare, sfilarsi le scarpe, colorare, sparecchiare \u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Legando la sequenza di oggetto-azione con \u2026\u201de poi\u2026e poi\u2026\u201d i bambini della scuola dell\u2019infanzia possono crearsi il primo schema logico, la procedura pratica, basato sulla concatenazione di una serie di relazioni oggetto\/azione relative ad operazioni di autonomia pratica gi\u00e0 raggiunte, denominate proprio nel preciso momento in cui vengono eseguite.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta in realt\u00e0 di uno schema completo, bens\u00ec della prima formulazione verbale di una sequenza logica, che andr\u00e0 a costituire la prima tappa concreta del futuro schema tempo. Lo schema procedura pu\u00f2 essere visualizzato con foto o disegni, che rappresentano un passo essenziale verso l\u2019evocazione e l\u2019operare sulla rappresentazione mentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ulteriori relazioni logiche legano poi l\u2019oggetto alle parti di cui \u00e8 composto, agli attributi delle singole parti e ai rapporti di spazio fisso fra le parti o fra l\u2019oggetto e le sue parti. Tutte queste relazioni iniziano con l\u2019osservazione di oggetti concreti, conosciuti e presenti, per essere poi applicati a oggetti analoghi, concreti e conosciuti, ma non presenti, grazie all\u2019evocazione mentale dalla mappa semantica.<\/p>\n\n\n\n<p>Segue poi una ulteriore generalizzazione delle relazioni logiche grazie alla reversibilit\u00e0: l\u2019insegnante fornisce il termine di una azione, o delle parti, o di un attributo per far rievocare mentalmente l\u2019oggetto. In questo modo si aiutano i bambini della scuola dell\u2019infanzia a raccogliere e generalizzare il maggior numero di relazioni logiche, che potranno riferirsi alle azioni, parti, attributi e spazio fisso, ma anche essere estese a relazioni di spazio variabile (dove si trova\u2026) di tempo (prima\u2026dopo\u2026) e anche di causa fisica (liquidi che si versano, oggetti leggeri che volano, oggetti affilati che pungono o tagliano).<\/p>\n\n\n\n<p>Lo schema procedura pratica sta alla base di qualsiasi attivit\u00e0 eseguita a scuola, purch\u00e9 fatto verbalizzare da ogni alunno durante l\u2019esecuzione stessa; in ogni caso si tratta di un particolare schema di sequenza pratica e, come tale, rientra nel primo passo di attivit\u00e0 concreta essenziale per legare la mappa semantica a quella episodica, da cui partire per affrontare il futuro schema tempo, che richiede invece sempre una continua evocazione mentale.<\/p>\n\n\n\n<p>LA DESCRIZIONE.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo effettivo schema logico \u00e8 la descrizione, che richiede, nel caso degli oggetti la sequenza di due o pi\u00f9 di quattro relazioni logiche: azioni che si possono fare, parti, attributi dell\u2019oggetto o delle sue parti, spazio fisso fra le parti o fra la parte e il tutto e spazio variabile, dove l\u2019oggetto pu\u00f2 essere trovato.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo schema descrizione \u00e8 il primo schema logico e poich\u00e9 ogni schema successivo ingloba sempre i precedenti, \u00e8 uno schema che sar\u00e0 sempre rappresentato all\u2019inizio di qualsiasi racconto o di qualsiasi disciplina, se si vuole garantire una comprensione chiara e precisa di qualsiasi argomento. \u00c8 infatti noto che in una narrazione si dovranno descrivere sia i personaggi, sia il luogo e il tempo degli eventi, nonch\u00e9 la particolare situazione; cos\u00ec pure nell\u2019introduzione di qualsiasi disciplina andranno specificati e descritti gli oggetti di cui questa si andr\u00e0 ad occupare.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo schema descrizione infatti rappresenta l\u2019ossatura logica che, opportunamente rivestita di un linguaggio semplice oppure pi\u00f9 vario e specifico, potr\u00e0 essere esteso a qualsiasi oggetto, persona, situazione presente o anche solo rappresentata mentalmente.<\/p>\n\n\n\n<p>La descrizione dovr\u00e0 sempre iniziare dall\u2019osservazione di un oggetto concreto, conosciuto e presente per consentire il collegamento della mappa semantica verbale, con quella episodica percettiva ed emotiva. \u00c8 consigliabile iniziare con un frutto, che pu\u00f2 essere introdotto facilmente in classe, offrendone uno ad ogni alunno, con costi relativamente modesti, tenendo presente che bisogner\u00e0 ripetere pi\u00f9 volte l\u2019osservazione partendo dal concreto. Tuttavia ogni insegnante pu\u00f2 iniziare come meglio crede a seconda della situazione ambientale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019osservazione dell\u2019oggetto richiede l\u2019impiego delle quattro diverse relazioni logiche, in questo preciso ordine: trovare le azioni che si possono eseguire con l\u2019oggetto; dalle azioni si individuano le parti, se l\u2019oggetto \u00e8 una mela che si sbuccia, si trova la parte buccia, se si mangia si individua la parte polpa, ecc. Per ogni singola parte si individueranno gli attributi: la buccia liscia e solida, la polpa morbida, dolce, succosa\u2026e infine si troveranno i rapporti di spazio fisso fra le parti o fra la parte e il tutto: la buccia sempre all\u2019esterno, la polpa all\u2019interno, il torsolo con i semi ancor pi\u00f9 all\u2019interno che viene poi buttato via. A seconda delle capacit\u00e0 dei bambini, si pu\u00f2 iniziare la descrizione anche collegando fra loro solo due tipi di relazioni: azioni e parti; quando i bambini avranno capito il meccanismo si potranno far aggiungere le relazioni di attributo, di spazio fisso fra le parti e di spazio variabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Per avviare l\u2019operativit\u00e0 sulla rappresentazione mentale, una volta individuato lo schema lo si pu\u00f2 far applicare ad altri oggetti concreti e conosciuti ma non presenti: altri frutti, ma anche altri vegetali; se si descrive un mobile presente si fa applicare lo schema ad altri mobili; se si descrive un triciclo si applica lo schema ad altri mezzi di trasporto che non si possono introdurre in classe e cos\u00ec via. La descrizione dovr\u00e0 poi essere estesa ad oggetti concreti, conosciuti, ma non presenti, per attivare la rappresentazione mentale.<\/p>\n\n\n\n<p>La descrizione sar\u00e0 applicata infine ad animali per essere estesa alle persone. In questo caso infatti si dovranno descrivere anche atteggiamenti o preferenze abituali, che possono essere desunti da comportamenti o da espressioni, che andranno affrontati solo in un secondo tempo, quando i bambini saranno in grado di operare sulla rappresentazione mentale e su contenuti astratti.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 procedere con la descrizione di animali tranquilli che possano essere introdotti in classe: formiche, girini, ranocchi, gattini\u2026 e quindi applicare lo stesso schema ad animali conosciuti ma che non si possono introdurre in classe. Nel caso di animali superiori potranno essere descritti anche aspetti pi\u00f9 astratti del loro atteggiamento abituale, deducibili dal comportamento. Solo molto pi\u00f9 tardi potranno essere descritte persone conosciute e presenti (compagni di classe) per i quali andranno descritti aspetti del carattere, che richiedono maggiore astrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di affrontare la descrizione di persone la descrizione potr\u00e0 essere utilmente applicata ad oggetti molto vasti e quindi solo parzialmente concreti, come gli elementi fisici ed antropici del territorio, che sono osservabili solo in parte (la parte di un monte, di un fiume, della stessa citt\u00e0\u2026) e che concorrono a costruire lo spazio geografico.<\/p>\n\n\n\n<p>Jacqueline Bickel<\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato il 2011-09-30<br>&#8216;, &#8221;, 8145, &#8216;2017-02-07 16:50:12&#8217;,<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli schemi logici, prima parte di Jaqueline Bickel Un elemento fortemente innovativo del Metodo Galileo, ed ancora in fase di attiva sperimentazione con la ricerca-azione da parte degli insegnanti, \u00e8 la pratica di coinvolgere gli alunni fino dalle prime classi della scuola primaria a fare propri e ad usare gli schemi logici. 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