{"id":115,"date":"2024-02-18T11:42:17","date_gmt":"2024-02-18T10:42:17","guid":{"rendered":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/?p=115"},"modified":"2024-02-18T11:42:23","modified_gmt":"2024-02-18T10:42:23","slug":"leducazione-linguistica-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/leducazione-linguistica-2\/","title":{"rendered":"L\u2019EDUCAZIONE LINGUISTICA &#8211; 2"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019EDUCAZIONE LINGUISTICA &#8211; 2<\/p>\n\n\n\n<p>di Jacqueline Bickel<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le lingue si presentano in due forme: orale e scritta (di cui si \u00e8 gi\u00e0 parlato in un precedente articolo) composte da tre strutture: fonologia, lessico e sintassi.<\/p>\n\n\n\n<p>La fonologia evidenzia il numero di suoni che ogni lingua sceglie per svolgere la funzione fonemica, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di dare o cambiare il significato alle varie parole; nella lingua italiana sono stati scelti ventitre fonemi, includendo anche le varianti aperte o chiuse di \/e\/ ed \/o\/. La fonologia si considera acquisita verso i 7-8 anni in corrispondenza della completa eruzione della seconda e definitiva dentatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lessico, o vocabolario, evidenzia le parole usate in una lingua. Queste si differenziano in:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>* \n  parole a contenuto: nomi, verbi, aggettivi, avverbi;\n\n* \n  parole che mettono in relazione fra loro le parole a contenuto all\u2019interno delle frasi: le preposizioni;\n\n* \n  e, infine, parole che riassumono o riprendono il gi\u00e0 detto, collegando fra loro le frasi: congiunzioni e pronomi.<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p>Sono queste due ultime categorie di parole quelle che presentano le maggiori differenze fra una lingua e l\u2019altra, mentre le parole a contenuto sono pi\u00f9 o meno quasi tutte rappresentate in ogni lingua, grazie anche alla globalizzazione del mondo odierno. Il vocabolario individuale non ha limiti di tempo, si arricchisce e decade lungo tutto l\u2019arco della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>La sintassi evidenzia il modo in cui ogni lingua collega le parole all\u2019interno delle frasi e le frasi all\u2019interno dei discorsi. Le maggiori differenze fra le lingue si riscontrano a questo livello; la differenza principale consiste nell\u2019uso di flettere o meno la parte finale di nomi e verbi e, in alternativa, usare preposizioni. Nelle lingue molto flesse, come il tedesco, \u00e8 meno importante l\u2019ordine delle parole; mentre nelle lingue non flesse, come l\u2019inglese, l\u2019ordine delle parole nelle frasi \u00e8 essenziale alla chiarezza della comprensione. La lingua italiana, come lo spagnolo e il francese, flette soprattutto i verbi mentre si limita a flessioni di singolare\/plurale o maschile \/femminile per nomi e aggettivi. L\u2019acquisizione della sintassi da parte dei ragazzi dipende dalla scolarizzazione e in genere si considera avvenuta al momento in cui essi raggiungono il pensiero formale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per molte persone queste tre strutture linguistiche appaiono indipendenti, ma in realt\u00e0 esse sono collegate, poich\u00e9 si formano grazie al progressivo ricorrere di un unico processo combinatorio:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>* \n  dalla combinazione di sillabe, in precisa relazione fra loro, si formano le parole, per rappresentare un unico significato;\n\n* \n  dalla combinazione di parole, in precisa relazione fra loro, si formano le frasi, per rappresentare un unico significato;\n\n* \n  dalla combinazione di frasi, in precisa relazione fra loro, si formano i discorsi, per elaborare attorno ad un argomento.<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p>Tutte le lingue vengono apprese dai bambini nei primi anni, grazie alla capacit\u00e0 di linguaggio che ognuno eredita col suo DNA, quindi vanno insegnate; a ci\u00f2 provveder\u00e0 l\u2019opera pi\u00f9 o meno valida del contesto familiare e sociale in cui si trovano inseriti. Il primo <span tabindex='0' class='glossary-item-container'>apprendimento<span class='glossary-item-hidden-content'><span class='glossary-item-header'>Apprendimento<\/span> <span class='glossary-item-description'>'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialit\u00e0 di pensiero e di linguaggio, come talora d\u00e0 l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sar\u00e0 invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialit\u00e0, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non \u00e8 soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che \u00e8 predestinata gi\u00e0 fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578<\/span><\/span><\/span>, guidato in modo informale dalla famiglia, porta il bambino alla conquista di un codice ristretto, limitato a parole e frasi, pi\u00f9 che sufficiente per gli usi sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>La successiva elaborazione del codice linguistico per consentire gli usi cognitivi, <span tabindex='0' class='glossary-item-container'>apprendere<span class='glossary-item-hidden-content'><span class='glossary-item-header'>Apprendimento<\/span> <span class='glossary-item-description'>'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialit\u00e0 di pensiero e di linguaggio, come talora d\u00e0 l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sar\u00e0 invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialit\u00e0, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non \u00e8 soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che \u00e8 predestinata gi\u00e0 fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578<\/span><\/span><\/span> e riflettere, non avviene spontaneamente. Nel passato, ed ancor oggi, era in massima parte dovuto all\u2019attivit\u00e0 di lettura, ma solo se i ragazzi leggevano molti testi diversi, volontariamente e per il proprio piacere. Purtroppo la societ\u00e0 odierna ha finito per limitare notevolmente la schiera dei giovani che mantengono la voglia e il piacere di leggere, poich\u00e9 presenta loro molte alternative per passare piacevolmente il tempo: dagli sport ai viaggi, dai computer alle play station.<\/p>\n\n\n\n<p>Diventa quindi oggi fondamentale compito della scuola proporre e garantire agli alunni l\u2019acquisizione di un codice pi\u00f9 elaborato, che includa i discorsi. Condurre tutta la classe all\u2019acquisizione di un codice elaborato, veicolato in genere dalla forma scritta, con la comprensione e la produzione di discorsi prende il nome di educazione linguistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi sono due forme di discorso: l\u2019orale, o sociale, e lo scritto, o cognitivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il discorso orale. Il discorso orale tipico \u00e8 la conversazione, cui tutti i presenti partecipano, o sono tenuti a partecipare, in modo egualitario; non richiede alcuna particolare organizzazione dei contenuti, ma soltanto saper aprire, elaborare e chiudere l\u2019argomento. Varianti del discorso orale possono considerarsi le discussioni e perfino gli alterchi.<\/p>\n\n\n\n<p>I bambini in possesso del codice ristretto non sono in grado di partecipare compiutamente a conversazioni n\u00e9 alle altre forme di discorso orale; in genere si limitano a rispondere a precise domande e talora a porle, ma non sempre nell\u2019ambito del tema e nell\u2019interesse generale. Essi possono essere educati alle regole di base del discorso orale, col rispetto del proprio turno e rimanendo attinenti al tema, facendoli discutere in piccoli gruppi su oggetti conosciuti e presenti, anche se non \u00e8 dall\u2019interazione linguistica orale, per sua natura evanescente, che i bambini possono trarre il maggior vantaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti bambini si accorgono presto del fatto che gli adulti adattano la forma e i contenuti dei loro discorsi a seconda di particolari situazioni: ad esempio, nel caso di acquisti in un negozio o al mercato, di interazioni alla stazione ferroviaria, oppure nella visita dal medico. Se i bambini hanno occasione di presenziare pi\u00f9 volte ad alcune di queste situazioni, sono anche in grado di riproporle nel gioco simbolico con le bambole o con altri piccoli coetanei.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec al momento dell\u2019ingresso a scuola, soprattutto alla scuola primaria, si accorgono che anche in questa situazione \u00e8 necessario adattare il proprio modo di parlare ad una prassi consueta e oggi assai generalizzata. Innanzitutto che \u00e8 opportuno lasciare il massimo spazio ai monologhi dell\u2019insegnante, che dar\u00e0 la parola soltanto agli alunni che la richiedono alzando la mano; qualsiasi altro intervento sar\u00e0 sanzionato come inopportuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora il discorso dell\u2019insegnante all\u2019interno della classe dovrebbe avere come scopo principale quello di aiutare tutti gli alunni a costruire sempre nuove conoscenze, seguendo lo schema di partire dal concreto per associare significati sicuri a quelli linguistici, e grazie al linguaggio far associare la conoscenza nuova a ci\u00f2 che ogni alunno gi\u00e0 sa, cio\u00e8 facendo collegare la mappa episodica individuale alla mappa semantica in formazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 le conoscenze possedute dagli alunni possono essere molto diverse \u00e8 fondamentale che l\u2019insegnante si accerti di quante e quali conoscenze siano gi\u00e0 in possesso di ogni alunno e questo pu\u00f2 avvenire solo all\u2019interno di piccoli gruppi, iniziando sempre con domande prima di affrontare le spiegazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno del piccolo gruppo ogni bambino avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di ascoltare ed eventualmente fare proprie anche parte delle risposte dei compagni; non si tratter\u00e0 mai di una copia, perch\u00e9 le parole orali svaniscono appena proferite, e quindi la loro evocazione avviene sempre a partire dalla propria mente.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno del piccolo gruppo l\u2019insegnante utilizzer\u00e0 il discorso orale per garantire la produzione di molti esempi linguistici orali da parte di tutti i partecipanti, e si servir\u00e0 sia del modellamento verbale di ci\u00f2 che di nuovo pu\u00f2 essere emerso, sia della visualizzazione per far comprendere il collegamento delle varie conoscenze fra di loro. Alla fine della seduta orale i bambini avranno tutto il tempo per fissare in forma scritta quanto avranno ritenuto e generalmente si assiste alla forte motivazione di tutto il gruppo verso l\u2019attivit\u00e0 di scrittura. Solo la produzione scritta \u00e8 garanzia di un vero e solido apprendimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella prassi scolastica generalizzata \u00e8 inoltre sempre l\u2019insegnante che interroga individualmente all\u2019unico e preciso scopo di valutare cosa l\u2019interrogato ha ritenuto delle sue spiegazioni. La valutazione eseguita in questo modo presenta solo svantaggi: l\u2019alunno sa bene che le domande sono retoriche, dato che chi le pone ne sa sicuramente di pi\u00f9 dell\u2019interrogato, e in questa situazione la psicologia dice che chi risponde non offre mai il meglio di ci\u00f2 che sa; nel frattempo tutta la classe si disinteressa totalmente di ci\u00f2 che viene detto e, soprattutto nelle classi numerose, viene estremamente ridotto il tempo di insegnamento collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 invece opportuno che ogni alunno non venga frenato, ma incoraggiato a parlare; si pu\u00f2 affermare che solo chi parla impara. Il metodo Galileo propone quindi di sostituire le interrogazioni orali con la preparazione, da parte di un piccolo gruppo di due o tre allievi, di un argomento nuovo, assegnato dall\u2019insegnante alcuni giorni prima, unitamente al materiale da leggere e studiare oltre al suo personale sostegno, in modo da preparare una scaletta, corredata eventualmente da diapositive, da presentare a tutta la classe. Altri piccoli gruppi prepareranno gli argomenti successivi, cos\u00ec che al momento della presentazione ogni alunno potr\u00e0 intervenire per approvare, criticare, chiedere precisazioni per collegare la presentazione dei compagni alla propria.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti gli alunni dovranno essere consapevoli che saranno valutati non solo in base al lavoro di presentazione e di esposizione, grazie al quale avranno sicuramente fatto proprio almeno l\u2019argomento in questione, ma anche in base alle domande poste ai compagni e alla partecipazione alle successive discussioni generali, grazie alle quali potranno assaporare il gusto di tutti i problemi posti dalla disciplina.<\/p>\n\n\n\n<p>Il discorso cognitivo. Il discorso cognitivo scritto \u00e8 l\u2019obbiettivo fondamentale dell\u2019educazione linguistica. \u00c8 il discorso grazie al quale vengono organizzate nella mappa semantica tutte le conoscenze in modo da saperle evocare con rapidit\u00e0 al momento opportuno. \u00c8 garantito dalla forma scritta e dal codice elaborato, che pu\u00f2 essere compreso con la lettura di testi specifici, e riorganizzato in forma di riassunto o di elaborazione originale.<\/p>\n\n\n\n<p>Come gi\u00e0 accennato, nella societ\u00e0 odierna i ragazzi hanno meno tempo e occasione per appassionarsi alla lettura, date le numerose e varie alternative che trovano a disposizione. Cos\u00ec, nonostante l\u2019eccellente intelligenza dei ragazzi di oggi dovuta alla naturale evoluzione della specie, si sta riducendo sempre pi\u00f9 la percentuale che legge per il proprio piacere, cio\u00e8 quella che pu\u00f2 approfittare compiutamente dell\u2019educazione scolastica per la mancanza di un solido discorso cognitivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo con la lettura e la scrittura si realizza una efficace educazione linguistica, che \u00e8 oggi particolarmente carente nella popolazione scolastica a causa dell\u2019uso prevalente dell\u2019orale, che non aiuta i ragazzi ad organizzare in modo logico nella loro mente la notevole mole di nozioni, che la scuola presenta loro ogni giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il discorso cognitivo scritto \u00e8 costituito da due parti:<\/p>\n\n\n\n<p>(a) l\u2019organizzazione logica dei contenuti disciplinari, che avviene con l\u2019uso delle relazioni logiche fra singoli contenuti e della loro successiva combinazione in schemi logici;<\/p>\n\n\n\n<p>(b) il rivestimento linguistico dell\u2019ossatura logica, gi\u00e0 formata all\u2019interno della mente, grazie alle scelte lessicali pi\u00f9 o meno specifiche, all\u2019organizzazione sintattica delle frasi e al collegamento delle stesse frasi mediante i mezzi di coesione.<\/p>\n\n\n\n<p>Le due parti vanno presentate ai ragazzi in tempi separati, preoccupandosi principalmente all\u2019inizio di curare bene l\u2019organizzazione logica, e affrontando in un secondo tempo il rivestimento linguistico, anche se apparentemente le due competenze appaiono usate nello stesso momento. Saranno quindi questi due fondamentali aspetti dell\u2019educazione linguistica ad essere esaminati prossimamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato il 2011-06-12<br>&#8216;, &#8221;, 7213, &#8216;2017-02-07 13:00:42&#8217;, NULL, 1, 0, 0, 1, 0, 0, &#8221;, 6, 1),<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019EDUCAZIONE LINGUISTICA &#8211; 2 di Jacqueline Bickel Tutte le lingue si presentano in due forme: orale e scritta (di cui si \u00e8 gi\u00e0 parlato in un precedente articolo) composte da tre strutture: fonologia, lessico e sintassi. 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2 di Jacqueline Bickel Tutte le lingue si presentano in due forme: orale e scritta (di cui si \u00e8 gi\u00e0 parlato in un precedente articolo) composte da tre strutture: fonologia, lessico e sintassi. 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