{"id":101,"date":"2024-02-18T08:44:33","date_gmt":"2024-02-18T07:44:33","guid":{"rendered":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/?p=101"},"modified":"2024-02-18T10:22:35","modified_gmt":"2024-02-18T09:22:35","slug":"orale-e-scritto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/orale-e-scritto\/","title":{"rendered":"ORALE E SCRITTO"},"content":{"rendered":"\n<p>ORALE E SCRITTO<\/p>\n\n\n\n<p>Jacqueline Bickel<\/p>\n\n\n\n<p>I bambini arrivano alla scuola primaria gi\u00e0 in possesso di una discreta padronanza della lingua orale e tutto l\u2019insegnamento, all\u2019inizio della scuola primaria, si concentra sull\u2019avviarli alla padronanza della forma scritta. A tale scopo mirano in particolare gli automatismi del segno grafico e del passaggio dal suono al segno, o codifica, gi\u00e0 descritti in un precedente articolo.<\/p>\n\n\n\n<p>La differenza pi\u00f9 evidente fra l\u2019orale e lo scritto \u00e8 la forma assunta dal codice usato per la comunicazione. La lingua parlata svanisce appena prodotta, mentre la lingua scritta, che si \u00e8 avvalsa negli anni dei pi\u00f9 svariati mezzi fisici di supporto, dall\u2019argilla, alla cera, ai papiri fino arrivare all\u2019odierna carta, pu\u00f2 essere conservata e diffusa sia nello spazio sia nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma le differenze fra il parlato e lo scritto non possono essere limitate a questo palese aspetto formale del codice linguistico; esse sono molte di pi\u00f9 e si riferiscono in particolare al linguaggio, cio\u00e8 agli scopi perseguiti ed alle azioni eseguite da chi parla o scrive, ed alle modalit\u00e0 in cui sono usate le due diverse forme per comunicare.<\/p>\n\n\n\n<p>Parisi e Castelfranchi (1979) scrivono: \u201c\u2026mentre esistono metodi pedagogici per insegnare a scrivere e leggere intesi come tecniche di trascrizione, non esistono metodi pedagogici per insegnare lo scrivere e il leggere al di l\u00e0 del mezzo fisico per produrre il messaggio\u2026 Considerando lo scrivere come una semplice trascrizione del parlare, l\u2019insegnante si meraviglia che gli studenti \u201cnon sappiano scrivere\u201d. Essi non sanno scrivere perch\u00e9 si limitano a scrivere sulla carta la loro lingua parlata. In realt\u00e0 nessuno gli ha insegnato a scrivere; non certo l\u2019insegnante che, ignorando le profonde differenze fra il parlare e lo scrivere e, in particolare, le caratteristiche specifiche dello scrivere, non ha mai potuto rivolgere la sua attenzione e la sua azione pedagogica su queste caratteristiche specifiche.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Gli stessi autori elencano quindici parametri utili ad analizzare e spiegare le diverse situazioni comunicative e i diversi modi di comunicare con l\u2019orale o con lo scritto che possono presentarsi. Ne abbiamo ripresi alcuni, particolarmente utili agli insegnanti, associandoli ad ognuno dei quattro elementi sempre coinvolti nella comunicazione: il codice, gli interlocutori, il contesto, il contenuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Codice usato. Oltre alle evidenti diversit\u00e0 relative alla natura fisica delle due forme, evanescente l\u2019orale e persistente lo scritto, \u00e8 possibile osservare che i bambini adoperano l\u2019orale come codice ristretto, limitato a parole isolate, sintagmi e al massimo frasi, anche poco espanse, dato che continuano ad associarlo agli elementi soprasegmentali, tipici della comunicazione non verbale, quali intonazioni, posture corporee, sguardi, gesti indicativi. Chi adopera l\u2019orale non si preoccupa di curare la forma, ma ha attenzione soltanto per i contenuti che, deputati ad una comunicazione esclusivamente sociale, sono facilmente compresi da tutti, perch\u00e9 sempre condivisi dagli interlocutori presenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi usa il codice scritto invece, cura sia i contenuti sia la forma linguistica. Sul piano formale infatti si tratta sempre di un codice elaborato, che arriva sempre alla produzione di discorsi con la tendenza ad usare un vocabolario pi\u00f9 preciso e specifico, con sinonimi per evitare le ripetizioni, e l\u2019espansione delle frasi con subordinate, fra le quali l\u2019inclusione relativa. Oltre alla permanenza, in quanto forma spaziale, lo scritto presenta anche il vantaggio dell\u2019accessibilit\u00e0 simultanea alle sue diverse parti per una correzione continua, mentre il ritmo con cui viene prodotto \u00e8 pi\u00f9 libero, dato che non si rivolge ad interlocutori presenti che possono bloccarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima forma scritta viene presentata ai bambini per la lettura sia come fumetto, sia come storie illustrate in sequenza con didascalia, sia gi\u00e0 come racconto; si tratta in tutti i casi di una forma elaborata. La scrittura viene subito richiesta loro a fini cognitivi, sia come pensierino, sia come rievocazione della propria esperienza, cosa che richiede l\u2019uso di un codice gi\u00e0 elaborato sotto forma di discorso, per quanto breve e succinto.<\/p>\n\n\n\n<p>Interlocutori. La comunicazione \u00e8 sempre un\u2019interazione sociale, che pu\u00f2 avvenire di presenza, come avviene per l\u2019orale, ove in genere gli interlocutori sono pochi e conosciuti, oppure a distanza, come avviene per lo scritto e, in questo caso, gli interlocutori possono essere in numero imprecisato e per lo pi\u00f9 sconosciuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il parlato del bambino si rivolge quasi sempre a pochi interlocutori conosciuti. Ci\u00f2 significa che gli sono ben note le caratteristiche psicologiche e cognitive della persona con cui parla, e di conseguenza ne viene influenzata la sua comunicazione. \u00c8 noto che quando un bambino si rivolge ad uno pi\u00f9 piccolo, offre informazioni pi\u00f9 semplici ed esplicite e spesso modifica anche il tono della voce, mentre quando parla alla mamma la sua comunicazione si fa pi\u00f9 implicita.<\/p>\n\n\n\n<p>Per i bambini la presenza dell\u2019interlocutore \u00e8 fondamentale, in quanto la comprensione dei messaggi \u00e8 largamente facilitata dall\u2019espressione facciale, dai gesti oltre che dall\u2019intonazione. \u00c8 nota la loro difficolt\u00e0 nei primi anni nel parlare al telefono, poich\u00e9 vengono loro a mancare i tipici segnali della comunicazione non verbale.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il primo scritto del bambino pu\u00f2 essere rivolto a pochi interlocutori, inviando messaggi a chi si conosce bene ma non \u00e8 al momento presente; tuttavia questa occasione \u00e8 poco esercitata nella scuola. Nei primi tentativi di scrittura infatti si richiede subito ai bambini di eseguire un compito in interazione solitaria, rivolto a se stesso o al massimo all\u2019insegnante.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo pochi bambini sono in grado di usare il linguaggio rivolto a se stessi, cosa che richiede di saper operare sulla rappresentazione mentale per scopi cognitivi, per pianificare o riflettere. \u00c8 pertanto opportuno offrire ai bambini, all\u2019interno di piccoli gruppi, occasioni e modelli orali per usare il linguaggio in tal senso, in modo da abituarli col tempo a far proprio anche questo importante uso.<\/p>\n\n\n\n<p>Contesto. Il bambino usa la lingua orale con un costante appoggio al contesto fisico riferendosi a tutto ci\u00f2 che \u00e8 presente, oltre a ci\u00f2 che \u00e8 conosciuto e condiviso con altri interlocutori. Tutto l\u2019interesse del bambino \u00e8 sui contenuti mentre non vi \u00e8 alcuna cura per la forma linguistica. Anche l\u2019adulto, quando si rivolge ad interlocutori presenti in un contesto abituale, si preoccupa unicamente dei contenuti, mentre non dimostra alcun timore per una valutazione sociale del modo in cui i contenuti vengono espressi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso della lingua scritta invece viene del tutto a mancare l\u2019appoggio al contesto ambientale, soprattutto per quanto riguarda la possibilit\u00e0 di usare intonazioni o gesti indicativi, come pure risulta estremamente limitata la totale condivisione di quanto viene comunicato, anche se spesso nello scrivere si danno per scontate alcune conoscenze che si danno per condivise e si fa a meno di esplicitarle.<\/p>\n\n\n\n<p>La scrittura inoltre \u00e8 sempre soggetta ad una duplice valutazione sociale, sia per i contenuti espressi, sia per la forma linguistica usata. Anche i bambini mostrano presto una certa preoccupazione per la valutazione dei loro primi tentativi di scrittura, preoccupandosi maggiormente forse per pi\u00f9 la forma che per il contenuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Contenuto. \u00c8 il settore che presenta le maggiori differenze fra parlato e scritto. Innanzitutto per quanto riguarda la pianificazione di quello che si andr\u00e0 a dire. Nel caso della comunicazione orale la pianificazione \u00e8 immediata e comunque sempre soggetta a modifiche da parte degli altri interlocutori; cos\u00ec pure il ritmo di produzione dei messaggi, che viene sempre imposto dall\u2019esterno, dal tempo che viene concesso a chi parla dagli altri partecipanti. L\u2019organizzazione delle frasi prodotte durante una conversazione \u00e8 in gran parte casuale e oltremodo disomogenea, con salti in avanti e successive riprese, mentre la possibilit\u00e0 di correggere\u00e8 limitata alle ultime parole o al massimo all\u2019ultima frase prodotta.<\/p>\n\n\n\n<p>Del tutto opposta la situazione dello scritto: poich\u00e9 la produzione dipende da un\u2019interazione solitaria, chi scrive ha tutto il tempo per pianificare il testo, curando meticolosamente sia l\u2019organizzazione del contenuto, sia la scelta delle parole e l\u2019accettabilit\u00e0 delle frasi. La pianificazione diventa un processo cosciente, che richiede un notevole impegno di lavoro sulla rappresentazione mentale, ed \u00e8 facilitata dal possesso di schemi logici, che possano guidare l\u2019organizzazione del discorso che si vuole fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta pianificata l\u2019organizzazione del contenuto chi scrive potr\u00e0 dedicarsi al rivestimento linguistico, evitando le ripetizioni, introducendo sinonimi e costruendo frasi che garantiscano al meglio la comprensione di tutto il discorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ritmo di produzione dello scritto \u00e8 in genere libero, salvo nella scuola quando si d\u00e0 solo un tempo limitato per il tema, e infine, cosa della massima importanza, vi \u00e8 un\u2019ampia possibilit\u00e0 per la correzione in qualsiasi momento e in qualsiasi punto del testo gi\u00e0 prodotto, per migliorarne la comprensione o l\u2019effetto che si desidera ottenere su chi lo legger\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019esame delle differenze elencate \u00e8 possibile organizzare dal facile al difficile le quattro forme della lingua, ottenute combinando i due aspetti della lingua, l\u2019orale e lo scritto, per i due usi, sociali e cognitivi, del linguaggio. Si ottiene cos\u00ec una graduatoria dal facile al difficile.<\/p>\n\n\n\n<p>Lingua orale per usi sociali. \u00c8 la prima forma che consente al bambino di acquisire le dimensioni di base della lingua materna: la fonologia nella sua completezza, un primo nucleo di lessico, e la prima combinatoria di parole per formare sintagmi e frasi. Il possesso di un codice pur limitato nella forma \u00e8 gi\u00e0 in grado di consentire al bambino di eseguire la maggior parte degli usi sociali: chiamare, chiedere, farsi largo fra gli altri, eventualmente aggredire, discolparsi\u2026 Lo stesso codice ristretto \u00e8 in grado di consentire la comprensione dei pi\u00f9 semplici usi cognitivi, quali il commento e la descrizione, oltre ai racconti e alle fiabe se il bambino vi sar\u00e0 esposto, ma non la loro produzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Lingua scritta per usi sociali. All\u2019ingresso nella scuola primaria il bambino entra in possesso delle regole per trasferire i suoni della lingua orale, temporale ed evanescente gi\u00e0 in suo possesso, in una forma scritta, spaziale e permanente, l\u2019unica che gli consentir\u00e0 col tempo di elaborare la propria competenza linguistica.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio, invece di richiedere subito ai piccoli alunni di eseguire con la nuova forma scritta soltanto usi cognitivi, sarebbe opportuno offrire loro la possibilit\u00e0 di esercitarsi a piacimento in questa attivit\u00e0, trascrivendo nella nuova competenza appena acquisita gli usi sociali che gi\u00e0 sanno compiere oralmente; si tratta di inviare messaggi ai vari membri della famiglia, inviti ad amici e compagni, auguri, annunci per scambi di figurine o francobolli, didascalie da apporre alle vignette delle storie illustrate\u2026(Bickel, 2004)<\/p>\n\n\n\n<p>Lingua scritta per usi cognitivi. Le caratteristiche tipiche di pianificabilit\u00e0, ritmo di produzione, correggibilit\u00e0 continua, rendono la forma scritta la palestra ideale per guidare tutta la classe a costruire con pazienza gli usi cognitivi del linguaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti gli usi cognitivi richiedono innanzitutto l\u2019organizzazione ordinata dei contenuti, secondo uno schema logico in forma di discorso, che successivamente sar\u00e0 rivestito con una forma linguistica; questa potr\u00e0 essere essenziale e molto semplice, tipica della lingua parlata, oppure pi\u00f9 elaborata, con una maggiore variet\u00e0 e specificit\u00e0 delle parole e l\u2019espansione delle frasi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 consigliabile abituare presto i bambini ad impegnarsi negli usi cognitivi, che possono gi\u00e0 essere modellati nella scuola dell\u2019infanzia, esercitandoli a codificare con la lingua orale le semplici procedure che svolgono abitualmente nella vita quotidiana, come lavarsi, spogliarsi, prepararsi un panino\u2026 e con la descrizione dei comuni oggetti che ogni bambino incontra nella vita di tutti i giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Lingua orale per scopi cognitivi. \u00c8 la forma linguistica pi\u00f9 complessa. Anche gli adulti, se devono impegnarsi in discorsi orali, quali lezioni, presentazioni, arringhe\u2026 tendono a prepararsi scalette o appunti scritti per evitare salti od omissioni di particolari importanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli insegnanti, nell\u2019eseguire il loro compito di valutazione, occupano troppo tempo in inutili interrogazioni orali. Inutili perch\u00e9 ogni studente, conscio del fatto che chi lo interroga ne sa sicuramente pi\u00f9 di lui, quindi non lo fa per sapere, ma per controllare, \u00e8 ben consapevole di trovarsi di fronte a domande retoriche; la psicologia insegna che di fronte a domande retoriche l\u2019interrogato si trova a disagio e non dar\u00e0 mai il meglio di s\u00e9. Nel frattempo tutto il resto della classe si disinteressa totalmente dell\u2019interrogazione e quindi si tratta di tempo di insegnamento sprecato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Metodo Galileo ha proposto con successo come sostituire le interrogazioni. L\u2019insegnante pu\u00f2 dare, con debito anticipo, a un piccolo gruppo di tre alunni il compito di preparare l\u2019esposizione, che verr\u00e0 presentata alla classe corredata da diapositive, di un capitolo della sua disciplina. Altri piccoli gruppi proseguiranno la trattazione del tema. L\u2019insegnante si mette a disposizione di ogni gruppo fornendo libri ed aiuto per la preparazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie all\u2019aiuto della forma scritta, gli alunni potranno <span tabindex='0' class='glossary-item-container'>imparare<span class='glossary-item-hidden-content'><span class='glossary-item-header'>Apprendimento<\/span> <span class='glossary-item-description'>'Il SNC non sarebbe in grado di sviluppare in modo autonomo, solo sulla spinta offerta dal DNA, tutte le sue potenzialit\u00e0 di pensiero e di linguaggio, come talora d\u00e0 l'impressione di fare e come spesso viene erroneamente ritenuto. Sar\u00e0 invece compito di ogni bambino attivare all'interno del proprio SNC queste potenzialit\u00e0, con la costruzione di circuiti fra neuroni e ulteriori circuiti fra circuiti gi? formati, finendo anche col modificare intensamente dal punto di vista funzionale tutta la struttura nervosa disponibile. Questo attivo processo di costruzione si identifica con l'apprendimento. Apprendimento che ha luogo continuamente e intensamente soprattutto nei primi anni, durante ogni momento di veglia. Sostituire il concetto di sviluppo con il concetto di costruzione non \u00e8 soltanto un gioco di parole, ma un modo di orientare in forma completamente diversa l'ottica e il compito dell'educazione e dell'insegnamento. Infatti, mentre l'idea di sviluppo si ricollega alla graduale comparsa di qualcosa che \u00e8 predestinata gi\u00e0 fino dal concepimento, l'idea di costruzione comporta la riconsiderazione e la valorizzazione dell'opera degli educatori e di tutto il contesto ambientale che circonda il piccolo. ', 4578<\/span><\/span><\/span> due cose: da un lato i contenuti della disciplina stessa, dall\u2019altro il modo di organizzarli secondo uno schema logico. L\u2019insegnante da parte sua avr\u00e0 una maggiore possibilit\u00e0 di valutare sia la preparazione scritta, sia l\u2019esposizione orale da parte dei singoli alunni. Al momento della presentazione tutta la classe star\u00e0 attenta e pronta ad intervenire, anche perch\u00e9 resa consapevole che ogni intervento sia critico, sia con richiesta di precisazione, sar\u00e0 oggetto di una valutazione positiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Bibliografia<\/p>\n\n\n\n<p>Bickel J. (2004) Leggo e scrivo con entusiasmo. Come costruire le basi della lingua scritta. Books &amp; Company, Livorno<\/p>\n\n\n\n<p>Parisi D., Castelfranchi C. (1979) Scritto e parlato. In: Parisi D. Per un\u2019educazione linguistica razionale. Il Mulino, Bologna<\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato il 2011-04-18 ,<br>&#8216;, &#8221;, 8833, &#8216;2017-02-06 18:50:15&#8217;, NULL, 1, 0, 0, 1, 0, 0, &#8221;, 5, 1);<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ORALE E SCRITTO Jacqueline Bickel I bambini arrivano alla scuola primaria gi\u00e0 in possesso di una discreta padronanza della lingua orale e tutto l\u2019insegnamento, all\u2019inizio della scuola primaria, si concentra sull\u2019avviarli alla padronanza della forma scritta. A tale scopo mirano in particolare gli automatismi del segno grafico e del passaggio dal suono al segno, o [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"categories":[5,2],"tags":[],"class_list":["post-101","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-linguaggio","category-progetto"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>ORALE E SCRITTO - Rivista del metodo didattico Galileo for Education<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/orale-e-scritto\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"ORALE E SCRITTO - Rivista del metodo didattico Galileo for Education\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"ORALE E SCRITTO Jacqueline Bickel I bambini arrivano alla scuola primaria gi\u00e0 in possesso di una discreta padronanza della lingua orale e tutto l\u2019insegnamento, all\u2019inizio della scuola primaria, si concentra sull\u2019avviarli alla padronanza della forma scritta. A tale scopo mirano in particolare gli automatismi del segno grafico e del passaggio dal suono al segno, o [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/orale-e-scritto\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rivista del metodo didattico Galileo for Education\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/associazionegalileo\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2024-02-18T07:44:33+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2024-02-18T09:22:35+00:00\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Jacqueline Bickel\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Jacqueline Bickel\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"12 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/orale-e-scritto\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/orale-e-scritto\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Jacqueline Bickel\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/40096a953ddf9812ac729b797e44c5dd\"},\"headline\":\"ORALE E SCRITTO\",\"datePublished\":\"2024-02-18T07:44:33+00:00\",\"dateModified\":\"2024-02-18T09:22:35+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/orale-e-scritto\\\/\"},\"wordCount\":2186,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/#organization\"},\"articleSection\":[\"Linguaggio\",\"Metodo\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/orale-e-scritto\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/orale-e-scritto\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/orale-e-scritto\\\/\",\"name\":\"ORALE E SCRITTO - Rivista del metodo didattico Galileo for Education\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/#website\"},\"datePublished\":\"2024-02-18T07:44:33+00:00\",\"dateModified\":\"2024-02-18T09:22:35+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/orale-e-scritto\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/orale-e-scritto\\\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/orale-e-scritto\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"ORALE E SCRITTO\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/\",\"name\":\"Rivista del Metodo Galileo for Education\",\"description\":\"per un insegnamento efficace\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/#organization\",\"name\":\"Associazione Galileo\",\"url\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2024\\\/01\\\/logoassSito11-copia-350.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2024\\\/01\\\/logoassSito11-copia-350.jpg\",\"width\":350,\"height\":105,\"caption\":\"Associazione Galileo\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/associazionegalileo\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/40096a953ddf9812ac729b797e44c5dd\",\"name\":\"Jacqueline Bickel\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/983565f8c2f0a1818b7e66eedde8d6a8be6b83ae95a086c9a3332b3b47778094?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/983565f8c2f0a1818b7e66eedde8d6a8be6b83ae95a086c9a3332b3b47778094?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/983565f8c2f0a1818b7e66eedde8d6a8be6b83ae95a086c9a3332b3b47778094?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Jacqueline Bickel\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/galileoeducational.net\\\/rivista\\\/author\\\/umberto-bertolini\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"ORALE E SCRITTO - Rivista del metodo didattico Galileo for Education","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/orale-e-scritto\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"ORALE E SCRITTO - Rivista del metodo didattico Galileo for Education","og_description":"ORALE E SCRITTO Jacqueline Bickel I bambini arrivano alla scuola primaria gi\u00e0 in possesso di una discreta padronanza della lingua orale e tutto l\u2019insegnamento, all\u2019inizio della scuola primaria, si concentra sull\u2019avviarli alla padronanza della forma scritta. A tale scopo mirano in particolare gli automatismi del segno grafico e del passaggio dal suono al segno, o [&hellip;]","og_url":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/orale-e-scritto\/","og_site_name":"Rivista del metodo didattico Galileo for Education","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/associazionegalileo","article_published_time":"2024-02-18T07:44:33+00:00","article_modified_time":"2024-02-18T09:22:35+00:00","author":"Jacqueline Bickel","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Jacqueline Bickel","Tempo di lettura stimato":"12 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/orale-e-scritto\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/orale-e-scritto\/"},"author":{"name":"Jacqueline Bickel","@id":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/#\/schema\/person\/40096a953ddf9812ac729b797e44c5dd"},"headline":"ORALE E SCRITTO","datePublished":"2024-02-18T07:44:33+00:00","dateModified":"2024-02-18T09:22:35+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/orale-e-scritto\/"},"wordCount":2186,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/#organization"},"articleSection":["Linguaggio","Metodo"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/orale-e-scritto\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/orale-e-scritto\/","url":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/orale-e-scritto\/","name":"ORALE E SCRITTO - Rivista del metodo didattico Galileo for Education","isPartOf":{"@id":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/#website"},"datePublished":"2024-02-18T07:44:33+00:00","dateModified":"2024-02-18T09:22:35+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/orale-e-scritto\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/orale-e-scritto\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/orale-e-scritto\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"ORALE E SCRITTO"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/#website","url":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/","name":"Rivista del Metodo Galileo for Education","description":"per un insegnamento efficace","publisher":{"@id":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/#organization","name":"Associazione Galileo","url":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/logoassSito11-copia-350.jpg","contentUrl":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/logoassSito11-copia-350.jpg","width":350,"height":105,"caption":"Associazione Galileo"},"image":{"@id":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/associazionegalileo"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/#\/schema\/person\/40096a953ddf9812ac729b797e44c5dd","name":"Jacqueline Bickel","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/983565f8c2f0a1818b7e66eedde8d6a8be6b83ae95a086c9a3332b3b47778094?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/983565f8c2f0a1818b7e66eedde8d6a8be6b83ae95a086c9a3332b3b47778094?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/983565f8c2f0a1818b7e66eedde8d6a8be6b83ae95a086c9a3332b3b47778094?s=96&d=mm&r=g","caption":"Jacqueline Bickel"},"url":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/author\/umberto-bertolini\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=101"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":102,"href":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101\/revisions\/102"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=101"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=101"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/galileoeducational.net\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=101"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}